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Casa Buffetto con Vincenzo Munì

In una giornata fredda e piovosa di metà settembre, accetto l’invito dell’amico Vincenzo Munì: dovrei fare la conoscenza di un’azienda di cui è consulente, nei dintorni di San Damiano d’Asti, paese che mi evoca sempre ricordi fastidiosi.

Sorpresa: l’azienda è in verità una magnifica proprietà privata circondata da un paio di ettari di viti Nebbiolo e Barbera e posta sopra un poggio in posizione panoramica sulle campagne circostanti, ripiene di campi di mais, boschi, vigne. Si chiama Casa Buffetto e non entro in dettagli che conosco poco ma di cui parlerò in seguito, con maggior cura e approfondimento.

L’occasione è un pranzo offerto dalla padrona di casa per una sua particolare ricorrenza.

Gli invitati sono una cinquantina, tutte persone di notevole interesse con alcune scoperte e riscoperte di rilievo. Inutile dire che il cibo e soprattutto i vini erano all’altezza della situazione: i vini di Vincenzo sono sempre come si deve, con particolare segnalazione per un Nebbiolo 2011 rosato di cui tratterò a parte.

Ho passato un bella domenica, lontano dai miei consumati ritmi e riti che sempre meno riesco a tralasciare.

Grazie, Vincenzo. E, per saperne di più, consiglio i link qui sotto.

http://www.vincenzomuni.it/index.html

http://www.geaviticoltura.it/sito/

 

 

 

 

Da Brezza, Collisioni 2013

Lo scorso anno, durante Collisioni 2012, conobbi la famiglia Brezza e ne apprezzai la qualità dei vini, del ristorante ma soprattutto la qualità delle persone. Gente di Langa, quella vera che non ti accoglie immediatamente con falsa cordialità e collosa allegria. Il loro favore te lo devi conquistare quasi con la pazienza e la lentezza che occorrono per vinificare un grande vino o distillare una grappa.

Quest’anno sono arrivato venerdì e il pomeriggio afoso dello stesso giorno ero al fresco delle cantine Brezza, invitato nel corso di un incontro con un importatore italiano che opera sui mercati asiatici.

Ci sono ritornato la sera della domenica, stanchissimo dopo le faticose e forse troppo numerose e affollate gustazioni all’Enoteca di Barolo, condotte con l’amico Lorenzo Tablino.

E ho cenato con Enzo e Oreste – lo confesso: ho una specie di particolare stima che mi lega a questo patriarca del Barolo – assaporando in particolare la loro esclusiva tagliata di fassona (che è affettata e immersa in un delicato bagnetto che ricorda la bagna caoda) e gli agnolottini del plin. Godendo una portentosa bottiglia di Bricco Sarmassa 2004: ai vertici del Barolo, affermato e sottolineato dopo 2 giorni di valutazione di almeno 30 (trenta!) diversi Barolo. E concludendo la cena, a ora tarda, onorando una bottiglia di particolare grappa di patate che un cliente norvegese aveva regalato a Oreste: buon distillato, certo ma con un sospetto e inconfondibile sentore di assenzio…

Il giorno dopo ero ancora dai Brezza per questioni professionali e allora durante la veloce colazione di lavoro non mi sono potuto esimere dal richiedere esplicitamente un bicchiere di fresco Nebbiolo rosato. Questo è un prodotto per davvero eccellente nella sua categoria. Enzo ne produce non più di 2.000 bottiglie che sono tutte vendute ancor prima di essere prodotte. Ho affrontato una lunga discussione con lui per convincerlo a produrne di più. Forse ce l’ho fatta! Un rosato con le caratteristiche del Nebbiolo, assicuro, è il re dei rosati. Provare per credere, ammesso di trovarne ancora una bottiglia.

Brezza in Barolo

Oreste Brezza me lo aveva presentato Oscar Farinetti in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Borgogno, a fine 2011. Mi aveva raccomandato di andare a visitare la cantina e prendere un boccone nel suo ristorante. Nel frattempo sono stato diverse volte a Barolo, senza mai trovare il tempo di onorare la promessa fatta quel giorno. Poi succede che, in occasione di Collisioni 2012, rimango a Barolo per qualche giorno e mi riprometto finalmente di recarmi a visitare questa storica cantina (produttori dal 1885).

Sono andato a cena con Maria Rosa e Marco Aronica, i miei due tutor, la sera del di venerdì 13 luglio, sulla stupenda terrazza da cui si gode un panorama ineguagliabile del paese e delle sue vigne verso sud-est. Abbiamo bevuto il Dolcetto San Lorenzo 2010 e il Barolo Cannubi 2007: entrambi magnifici (ho apprezzato assai il Dolcetto, in particolare). Ottima la proposta della carne cruda affettata e marinata con un delizioso bagnetto di olio, limone e aglio; e straordinaria l’insalata russa, almeno per chi ama queste cose di tradizione (quando so che può essere buona, non mi tiro mai indietro: e questa è tra le migliori che ho gustato).

Ho poi incontrato Enzo, figlio di Oreste, che è venuto alla mia lectio della domenica e si è fermato a spiegare il suo Barolo Cannubi 2007 nella gustazione successiva alla mia, durante l’intervento – sempre lucido e di gradevolissima esposizione – dell’amico Andrea Scanzi.

Ho visitato le cantine Brezza lunedì 16, aspettando il concerto di Bob Dylan.

I Brezza sono proprietari di circa 22 ettari di terreno con coltivazioni di vario genere, di questi 16,5 sono vitati e spremono 80.000 bottiglie. Ben 35.000 appartengono alle cinque tipologie del loro Barolo (Bricco Sarmassa, Sarmassa, Cannubi, Castellero e Barolo). La famiglia Brezza gestisce, oltre al ristorante (almeno 80/100 coperti), anche l’Hotel Barolo – 3 stelle che valgono 4, con 57 camere e piscina scoperta. Tutto questo genera almeno un 20/25% di vendite dirette in cantina, percentuale che da queste parti è per davvero rilevante.

Tra i vari assaggi effettuati nell’accogliente frescura della cantina, in piacevole compagnia di Oreste e Enzo, cito un ottimo rosato di Nebbiolo (soltanto, purtroppo, 2.000 bottiglie), una magnifica, secchissima, Freisa, e un Dolcetto ai vertici della tipologia (i prezzi di questi vini in cantina stanno sempre intorno ai 9 €). Di alto livello la Barbera (fermentazione in acciaio e affinamento in legno grande) e notevolissimo il Nebbiolo 2010: un vino che mi stupito per la finezza, la complessità, la peculiarità (con tappo di vetro, ormai da 6 anni!).

La degna chiusura è stata un bicchiere, questo bevuto proprio tutto, di Cannubi 2003: proprio quell’annata di cui si dice che il caldo aveva bollito i mosti. Qui invece ha dato un vino strepitoso e ricordo che anche per lo Sperss 2003 di Angelo Gaja avevo avuto le stesse sensazioni (e sono Barolo antitetici, essendo questo figlio di Serralunga e dunque con più struttura e meno eleganza). La mattinata è stata conclusa al ristorante con Enzo: avrei dovuto soltanto assaggiare gli agnolottini del plin con sugo d’arrosto, invece, malgrado il sole giaguaro, me ne sono mangiato un piatto! E con che soddisfazione…

Consiglio generico: se capitate a Barolo, andate da Brezza.

Consiglio per esperti e appassionati: organizzate una visita apposta per conoscere Brezza.

Consiglio per gli amici: andate più spesso da Brezza. Salute.

http://www.brezza.it/