Posts Tagged ‘Piero Chiambretti’
ABC radio italiana, mhz 97.0 – 1977/78

Queste fotografie in bianco e nero (quelle a colori costituiscono un’eccezione) sono state prese intorno al 77/78 in Via Ettore de Sonnaz, 3, una traversa di Corso Vinzaglio a Torino, al secondo piano di una magnifica palazzina liberty – al primo piano c’era il circolo dei calabresi (!).

Una stagione straordinaria e irripetibile che ci vide protagonisti dell’epopea della liberalizzazione dei media. Eravamo tutti dei piccoli personaggi, coi nostri fan, le nostre ragazzine innamorate, le nostre casalinghe sognanti e frustrate. Storie oggi non credibili ma che abbiamo avuto modo di vivere e che io, prima o poi, dovrò decidermi di raccontare. Una dovrebbe riguardare proprio il torneo di calcio per le radio private: noi eravamo convinti di stravincerlo perché tra le nostre fila militava Ernesto “El Concho”, brasiliano che, stando alle sue parole, era davvero un’iradiddio, essendo brasiliano….Peccato che egli fosse l’unico brasiliano esistente al mondo totalmente incapace di giocare al calcio. Albesano sapeva giocare; Chiambretti non stava in piedi e poi insultava gli avversari: la squadra la tenevamo in piedi Toni, Alberto e il sottoscritto, non per nulla capitano. In ogni caso non vincemmo il torneo che fu di Radiocentro 95, l’odiata rivale che schierava giocatori che nulla avevano a che vedere con la radio. Ma noi avevamo il brasiliano……una vera schiappa, però bello e simpatico (è quello in piedi con barba  e folta zazzera).

La Radio era poco meno che un lupanare o un bordello: duravo fatica a evitare situazioni a luci rosse durante tutto l’arco del giorno… E per la notte – perché noi si trasmetteva 24 ore al dì – i miei arrivi al mattino erano sempre quantomeno imbarazzanti.

Nelle foto ci sono Chiambretti, Patrizia Giangrand, Ernesto Saggese, Gianni Gaude, di spalle, alla consolle, Mauro Marcuzzo, Walter Pacchiotti, Roberto Berio, Eric Colombardo….Io scattavo le foto e cercavo di dirigere la baracca e conducevo un mio piccolo programma che si chiamava “Coi miei poeti”: e giuro, avevo anch’io le mie fan. Eppoi scrivevo dei racconti che, unici allora, riuscivamo a sceneggiare.

Che dire: che tempi!

P.s: per Emanuele Fiorilli sono riuscito a trovare solo uno scatto di Roberto Ponte che lavora in quella che era una delle migliori redazioni giornalistiche delle radio di Torino, e non solo: Emanuele Fiorilli, Gianni Ansaldo, Roberto Ponte, Mario Celi (oggi caporedattore a “Il Giornale”)….mica bruscolini. E devo citare il 16 marzo 1978, in radio Emanuele e il sottoscritto. Quella bestia del giornalismo – Emanuele – fece due o tre ore davvero epiche, collegandosi in mezza Italia e in Europa per far commentare lo sbigottimento del rapimento dell’On. Aldo Moro. Indimenticabile.

Gigi Restagno, The Beautiful Loser

Gigi Restagno (Torino, 9 agosto 1957/15 gennaio 1997) è stato un grande personaggio della magnifica, e irripetibile, stagione musicale underground tra la fine dei Settanta e il principio dei Novanta. L’ho conosciuto appena appena: io frequentavo il mondo parallelo dell’arte e del teatro d’avanguardia. Ma tanti dei suoi amici erano, e sono, miei amici ancora adesso. Parlo di Renato Striglia, di Giancarlo Cara, di Piero Chiambretti.

Durante l’anteprima per la stampa, al Cinema Massimo (oggi, 25 febbraio 2014), guardando questo bel lavoro di Diego Amodio (sceneggiatore e uomo di cinema) mi è venuto in mente un altro come lui, con ben altra fortuna: Jean Michel Basquiat, ma quest’ultimo consumò la sua breve vita e il suo immenso talento protetto da Andy Warhol…Altra storia, purtroppo!

E ho pensato anche al Nashville di Robert Altman: con le ovvie distanze e considerazioni, anche questo è un grande affresco in cui emerge la musica in un contesto sociale e culturale raccontato con classe, con il giusto distacco dialettico e con una grande operazione di montaggio in cui i tempi filmici sono esemplari. Ne viene fuori la storia di un talento singolare, contraddittorio, elegante, carismatico. E una Torino di straordinario fascino sotterraneo che poco più tardi regalerà tanti personaggi di successo nazionale nel campo della musica e dello spettacolo.

Ebbene, tutti debbono qualcosa a Gigi Restagno; e tutti, nessuno escluso, lo riconoscono.

Consiglio a quei cinquantenni che allora ebbero la fortuna di vivere, da adolescenti e da giovani, quella Torino di vedere questo formidabile lavoro. E  lo consiglio anche ai giovani che quella stagione non hanno conosciuta: perché, in fondo, questa è la storia di alcuni ragazzi di talento, delle loro speranze, dei loro problemi, delle loro contraddizioni….

Per informazioni: Gianpiero Massimelli, axel.italia.srl@gmail.com

http://youtu.be/GHwRDgja9KM

Nico Ivaldi, un vecchio amico dei tempi di Radio Abc Italiana, 97 mhz

http://www.piemonte-magazine.it/leggi_ultimonumero.asp?articolo=962&numero=02_2011

Nico Ivaldi era una ragazzotto dei tanti (con Emanuele Fiorilli, Celi, Marco Ansaldo, ecc.) in gamba che facevano parte della redazione di Radio Abc Italiana, 97 mhz in via Ettore de Sonnaz, 3.

C’erano anche Piero Chiambretti, Eric Colombardo, Patrizia Giangrand e una giovanissima e bellissima Alba Parietti faceva soltanto la fan.

Tempi irripetibili…Ci siamo ritrovati a un tavolo del Caffé Elena e ci siamo fatti una bella chiacchierata, una sorta di nostalgica rimpatriata. Grazie Nico.