Posts Tagged ‘Piero Rondolino’
Visita da Piero Rondolino e il suo Carnaroli Acquerello

Con Silvio tra i Settanta e gli Ottanta eravamo all’avanguardia a Torino fra teatro, cinema, fotografia e pubblicità. E quanto ci siamo divertiti e quante cose magnifiche abbiamo fatte. Alcune, rifatte tanti anni dopo, hanno dato smalto e notorietà ( e soldi…) ad altri. Ma nessuno ci può togliere certi divertimenti e la consapevolezza di alcune faccende, non da poco. E’ Silvio che mi porta a conoscere Piero Rondolino e il suo riso. Il SUO RISO. Questa è soltanto una piccola anteprima del mio incontro con un personaggio davvero fuori del comune. Una bella azienda. Una bella famiglia. Soprattutto una bella cosa da mangiare che Piero e i suoi sanno dare a chi se lo merita. Mica poco, di questi tempi…

Casaslurp: cibo e design per un locale incredibile a Torino

Aperto da pochissimo (i primi giorni di novembre), mi ci ha portato a pranzo Alessandro Barbesino che è uno degli aficionados cui i proprietari dànno la chiave – a loro discrezione, gli altri devono suonare – e possono entrare nel locale in qualsiasi momento dell’orario di apertura (11/18, chiuso sabato, domenica e lunedì) e fruirne a loro piacimento. La caratteristica, unica, è costituita dal fatto che dentro questo posto è tutto in vendita: cibo, vino, luci, tavoli, sedie, mobili e soprammobili, quadri, ecc. Basta chiedere: chi l’ha ideato, Vittorio Beraudo, lo usava come ufficio-abitazione per la sua attività di designer. Vittorio arriva da Saluzzo, è a Torino da qualche anno e i figli Alberto e Matteo gestiscono da un paio d’anni il ristorante Slurp in via Massena, 26. A pranzo si mangia benissimo e a prezzi correnti, la cucina è curata con passione dal giovane chef  Gabrio Dei da Fucecchio, come il suo aiuto Matteo Burgassi. Anche i piatti e le posate sono opera del desing di Vittorio e possono essere acquistati. Il vino si può prendere in bottiglia (buona cantina a prezzi da enoteca), oppure a calice con una tessera apposita. Il locale occupa due piani, quello interrato non prevede servizio di cucina e offre deliziosi angoli per chiacchierare, ascoltare musica, lavorare, bere un buon bicchiere, ecc. Su prenotazione il locale è disponibile a qualsiasi ora e si presta assai bene per eventi privati: di recente è stato utilizzato dall’amico Piero Rondolino (Riso Acquerello) e da Bruno Rocca (grandi vini di Langa). Un posto così poteva germogliare soltanto in una città come Torino: così formale in apparenza, così incredibile appena appena si scalfisce la dura superficie. Andateci e dite che vi mando io.

beraudo.alberto@hotmail.it

www.casaslurp.com

Riso Acquerello su HoReCa luglio/agosto by Vincenzo Reda
Oryza sativa: si fa presto a dire riso

Ne mangiamo una media di circa 5 kg a testa all’anno. In Asia la media statistica supera ovunque i 100 kg e in alcuni paesi si arriva a oltre 150 kg all’anno a testa! E’, con il mais, l’unico cereale che non contiene glutine. I cinesi e gli indiani lo coltivano da 7.000 anni, ma lo mangiavano, selvatico, già 10.000 anni prima. Perché cresca occorre acqua, tanta acqua: intorno al XV secolo si scoprì che la pianura padana, tra Lombardia e Piemonte, poteva costituire un habitat assai favorevole per questa piantina fino a allora usata come pianta medicinale. Furono gli Sforza a incoraggiarne per primi la coltura e fu Camillo Cavour che ne sviluppò la diffusione nel vercellese (il Canale Cavour, da lui voluto, fu un’opera fondamentale per questa coltura). Oggi noi siamo i primi produttori europei e siamo considerati i maestri, all’avanguardia nel mondo, per lo sviluppo della qualità. Ma il riso, che tutti mangiamo, ha bisogno di una serie di complesse lavorazioni per arrivare in maniera opportuna nei nostri piatti. L’azienda Acquerello, tra le pochissime che possiede la filiera completa (dal campo alla confezione), è senza dubbio la realtà a livello mondiale che dal riso sa trarre la qualità migliore. Nelle fotografie di seguito, la Riseria e le macchine che trasformano il Risone appena raccolto nei preziosi chicchi Acquerello, l’unico che può vantare la gemma (di norma tra gli scarti) come suo componente: è il brevetto di Piero Rondolino. Ma poco vale descriverlo, bisogna mangiarlo (il riso, non il brevetto….).

www.acquerello.it

Risotto agli asparagi

Uno dei motivi per i quali all’epoca ho sposato mia moglie era per certo la sua propensione alla buona cucina: il fatto poi di avere un marito come me – gran rompiballe – l’ha portata a diventare un’ottima cuoca. I risotti, anche per questioni meramente genetiche, sono sempre stati tra le sue specialità. Avendo ricevuto direttamente da Piero Rondolino il suo Acquerello, e dovendo scriverne, ho “usato” mia moglie come cuoca. Gli asparagi arrivano dal mercatino dei contadini di Porta Palazzo, nostro abituale luogo di fornitura, distante poche centinaia di metri da casa. In effetti la preparazione del Carnaroli Acquerello è più lunga di un riso normale: occorrono quasi 30′ di cottura! Abbiamo usato quello invecchiato poco più di un anno, mi riprometto una prova per il riso di 7 anni: l’invecchiamento è fondamentale perché rende stabile l’amido e ne impedisce la dispersione durante la cottura. Be’, mia moglie ha cucinato un ottimo risotto, come al solito, ma è straordinaria la resa dell’Acquerello! I chicchi sono tutti separati tra loro, belli, di sorprendente consistenza: e poi il sapore… Ci ho bevuto l’eccellente Nebbiolo Marghe 2009 di Damilano e, dello stesso produttore, l’ottima Barbera d’Asti 2009: 14% d’alcol per entrambi i vini che non si sentono per l’elegante Nebbiolo e invece paiono aumentare per la sensuale Barbera (tra i vini di Damilano, tralasciando i Barolo, questa Barbera d’Asti è quello che prediligo, pur apprezzando Nebbiolo, Dolcetto e Barbera d’Alba). Riflessione: non costa poco l’Acquerello – almeno il doppio di un un buon riso industriale – ma, consumando pochi chilogrammi l’anno pro capite, vale la pena spendere quella frazione di euro in più, per piatto a testa, e mangiare un riso che non ha eguali. Mica per nulla i migliori ristoranti del mondo lo usano. Non Ferran Adrià a El Bulli: egli non adopera nella sua cucina il riso…