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Piola da Celso

Incastonata dentro i palazzi operai di Borgo San Paolo, questa “Piola”, parola piemontese che significa più o meno osteria, rappresenta oggi uno dei posti più tipici in cui mangiare una cucina torinese di tradizione. Aperta da poco, è condotta da un’unica, intera famiglia che cucina in maniera casereccia: i cusott in carpione (con un carpione delicato), le acciughe al verde (con un bagnetto quasi dolce, delicatissimo, in cui l’aglio, d’obbligo, è stemperato in maniera perfetta: il meglio che mi sia capitato di assaggiare), il classico vitello tonnato (con la maionese preparata in casa, e si sente, eccome!). Primi piatti semplici come gnocchi e tagliarini conditi con ragout e pomodoro fresco. Il vino è un’onesta bonarda beverina che si beve volentieri. E naturalmente la “carta” la fanno loro, soprattutto la pepata Elisabetta, con una linguaccia piccante che sa di vecchio borgo e di disincantate periferie operaie.

Aperta da poco, soltanto a pranzo e su prenotazione alla sera, è un locale pulito e ordinato con non più di una cinquantina di coperti, di cui una ventina ricavati nel cortile. Si spendono meno di 20 € a testa, mangiando e bevendo bene. E, soprattutto, respirando un’aria che sa di una Torino che i torinesi pensavano non più esistere. Mi ci ha portato Alessandro Barbesino, in una delle rincasate dalla Versilia e dal suo magnifico ristorante “La casa del pescatore” a Marina di Pietrasanta.

Piola da Celso

Via Verzuolo, 40/B – Torino

Tel. 011 4331202

pioladacelso@gmail.com