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MUSLI di Torino

Enrico Tallone ha definito il prof. Pompeo Vagliani un eroe: e ha detto bene.

Grazie alla sua passione, alla sua competenza, alla sua capacità di perseverare in un’attività di grande valore culturale e sociale con pochi mezzi, Pompeo Vagliani è stato capace di creare il MUSLI, Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia.

Con pochi aiuti, ospitato nella prestigiosa sede di Palazzo Barolo, in via delle Orfane, 7, nel centro barocco di Torino (all’interno del Quadrilatero romano), egli ha creato un gioiello che merita di essere visitato e apprezzato assai più di quanto tuttora è fruito, e bisogna dire soprattutto da visitatori che provengono da fuori città.

Il MUSLI offre al pubblico un fondo di libri, giocattoli, materiale didattico e disegni originali di valore assoluto: sono oltre 12.000 pezzi che testimoniano la storia della didattica, nelle sue più variegate forme e competenze e in molte lingue europee.

Oltretutto, ospita una piccola ma assai interessante raccolta di materiale tipografico dell’ottocentesca Tipografia Botta.

Un vero gioiello che, come troppo spesso capita, è poco apprezzato (anche perché poco conosciuto e poco comunicato dai media torinesi che vanno invece appresso a faccende di nessun interesse ma forse soltanto più pruriginose….) dai cittadini torinesi. Museo poi “vivo”: capace di proporre sempre nuove mostre e di ospitare eventi di caratura europea, come non capita spesso, e con prospettive di ampio respiro sociale e culturale.

Questo mio piccolo intervento vuol essere soltanto un modesto contributo alla straordinaria statura etica e culturale di Pompeo Vagliani e al valore del suo (proprio e per davvero SUO) museo. E un invito caloroso a visitarlo: certo con i bambini, ma anche, da adulti, per ritrovare oggetti, libri, giocattoli della nostra infanzia.

www.fondazionetancredidibarolo.com

http://www.piemontemese.it/leggi_ultimonumero.asp?articolo=1650&numero=2012_10

Tallone al MUSLI

In occasione del decimo aniversario della creazione della Fondazione Tancredi di Barolo, l’editore e stampatore Enrico Tallone ha presentato, giovedì 13 dicembre 2002, il volume della poetessa brasiliana Marcia Theòphilo: “Boto, il delfino rosa” con una piccola mostra, nei locali sotterranei di Palazzo Barolo, dedicata alla magistrale arte tipografica, si parla di caratteri mobili, della famiglia Tallone.

Ho conosciuto Marcia Theòphilo nel 2000, in occasione della pubblicazione, sempre a cura di Tallone, dello straordinario “Kupahuba“: una raccolta di poesie che costituiscono letteralmente un canto della foresta amazzonica, terra d’origine di Marcia. La sua voce, il suo impegno sono una testimonianza rara e preziosa di dedizione alla magia della foresta vergine; alla sua biodiversità, al fascino della sua fauna e della sua flora (per molti versi ancora sconosciuta), alla disperata lotta per la sopravvivenza di un ambiente che è fondamentale per la sopravvivenza stessa della razza umana su questo nostro malandato pianeta.

Devo essere sincero: non mi entusiasmano le parole, sia in poesia sia in prosa, di Marcia quando sono vergate nella nostra lingua. Risultano, a mio avviso, forse un poco troppo scontate e forse anche ridondanti. E mancano di quei suoni, di quei ritmi, di quella musicalità che invece sono straordinarie quando le medesime parole sono espresse in brasiliano: è con la sua lingua che Marcia Theòphilo diventa una voce straordinaria e irripetibile con cui la foresta arriva alle nostre orecchie quasi in prima persona. E colpisce la nostra sensibilità.

Quest’ultimo lavoro costituisce una sorta di racconto che in qualche modo illustra la leggenda del “Boto” il magnifico delfino rosa del Rio delle Amazzoni: un essere venerato come divinità che diventa il protagonista dei miti ancestrali amazzonici. Di questo splendido racconto Giulia Polacco ha letto, con trasporto e commozione, alcuni brani tra cui la bella introduzione di Daniella Brunelli.

La mostra si protrarrà fino a gennaio del 2013 ed è visitabile presso il MUSLI, via delle Orfane, 7 nella prestigiosa sede di Palazzo Barolo.

www.fondazionetancredidibarolo.com

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