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Ristorante Birilli, Torino

https://www.foodandcompany.com/ristorante-birilli/
Da Birilli ero stato diverse volte appena aperto, molti anni fa e mi ero trovato sempre abbastanza bene. Il Birilli è stato, nel 1991, il primo investimento nel campo della ristorazione di Piero Chiambretti (che conosco fin da quando eravamo giovani di belle speranze e lavoravamo insieme a Radio ABC Italiana). Quando ho scelto questo posto per il pranzo di ferragosto 2019 non nascondo che qualche timore lo avevo. Invece ho trovato dei miglioramenti: tutti i piatti cucinati e presentati in maniera più che accettabile. Eccellente lo zabaione (il nostro insuperabile sambajun), come le pesche e la crema di piselli con baccalà. Buono il sottofiletto e corretto il vitello tonnato. Ci abbiamo bevuto un impeccabile Nebbiolo rosa (non si trova facilmente e tra i vini rosa quello di Nebbiolo rappresenta, secondo me, l’eccellenza). Ho poi concluso il pranzo con un bicchiere di sorprendente Lugana. Abbiamo speso 40 € a testa e merita di ritornarci, magari durante la settimana. Il ristorante è ubicato nella prima precollina torinese, sulla destra orografica del Po.

101 Storie Maya e cena maya a Cambiano

Organizzata dal mio vecchio amico (sono quasi 30 anni che ci conosciamo) Ernesto Saggese con l’Associazione Evento di Cambiamento di Cambiano, si è svolta una belle serata in cui sono stato invitato a presentare il mio libro sui maya nel contesto di una cena a tema maya. Se pure non filologicamente impeccabile – non era certo quello l’intento – la serata è stata di grande piacevolezza. Il pubblico intervenuto si è dimostrato assai coinvolto: sia nella cena, sia nelle faccende maya e per me è stata una serata di soddisfazione come poche altre. Tra le altre cose, la Trattoria del Centro è un locale (con possibilità di affitto camere) di cucina tradizionale piemontese e di atmosfera familiare che consiglio senza esitazione a tutti coloro che amano questo genere di ristoranti.

Con Ernesto ci conosciamo dai tempi mitici della Radio Abc Italiana, quando io mi occupavo dell’organizzazione generale e lui teneva uno dei pochi programmi in Italia di musica brasiliana. Erano con noi i vari Piero Chiambretti, Alba Parietti, Patrizia Giangrand e con una redazione giornalistica che poteva vantare Emanuele Fiorilli, Marco Ansaldo, Nico Ivaldi: mica poco! Ma noi, soprattutto, ci si divertiva un sacco. E, tutto sommato – pur tra i perigliosi flutti in cui oggi dobbiamo navigare con difficoltà varie – cerchiamo di continuare a divertirci, quasi fossimo rimasti incoscienti giovincelli ancora da guadagnare una disperante maturità. La serata è finita tardissimo e con una splendida sorpresa: dopo quasi 20 anni ho potuto riabbracciare il mio grande amico Emilio (ancora grazie, Ernesto)!

http://www.trattoriadelcentro.it/

Radio Abc Italiana, 1978, una segretaria carina: mia moglie
Bruno Chiarenza

Bruno lo conobbi nel ’76 o ’77, non ricordo bene: conduceva, come un ciarlatano qualsiasi, una rubrica di lettura dei Tarocchi a Radio ABC Italiana (97 Mhz), in quella epica sede al terzo piano di una bella palazzina liberty in via Ettore de Sonnaz, 3, quasi angolo con i portici di corso Vinzaglio. Al primo piano di quella palazzina abitava il Circolo dei Calabresi di Torino (mai avuto nulla a che fare….).

Bruno in realtà era un buon pittore più o meno espressionista, in certe opere assai picassiano, ma con una spiccata personalità tutta sua. Aveva lo studio, un posto assai più che incredibile, in San Salvario, vicino all’odierna sede del noto locale Hiroshima Mon Amour.

Quanti ricordi in quello studio…che Bruno mi prestava volentieri per determinate bisogne…E quante fotografie. Su tutte, l’indimenticabile, visionaria, multiforme performance de “Il Diavolo ti vuole”, ambientata proprio lì: era il 1980.

Di Bruno ho un quadro, olio su tela (circa 100×100 cm), che ho scelto personalmente: era il suo regalo di nozze, un omaggio all’amato Pablo. Mi piace sempre da morire ed è esposto nel mio living.

Poi ho un pezzo, straordinario, che credo egli neanche ricorda più: me lo diede in cambio di tutte le fotografie che realizzavo per i suoi quadri. E’ un gioiello in argento 800 sbalzato e inserzioni in oro zecchino. Misura circa 9×5 cm. e pesa 36 grammi. Pezzo unico del 1976: non lo venderei per nessuna cifra: tra le tante opere d’arte che ho in casa (tutte di amici e soprattutto sculture) è forse quella che amo di più (con le due pietre ollari di Nicola Silvano Borrelli).

Semplicemente strepitosa.

Oggi Bruno si è sistemato al calduccio delle Canarie, a Lanzarote e si trova benissimo. Sta invecchiando bene, come pochi altri dei nostri. Ho voglia di rivederlo e scambiare qualche brindisi e qualche parola.

Credo che succederà presto.