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Festival Colline d’Arte (Roccaverano). Storie di produttori, prodotti e personaggi

Di seguito la presentazione di produttori, aziende e personaggi che saranno con noi Domenica 8 Settembre 2019

https://www.tenuta-antica.it
Verso la fine dello scorso millennio una coppia di informatici lombardi, Maria Pia di Bergamo e Mauro di Como, stanchi della frenetica vita milanese e in procinto di mettere al mondo il loro primogenito, decidono di cercare un’alternativa nella Langa astigiana. Rilevano un rudere composto da due ampi casali in rovina e 7 ettari di terreno parte incolto, parte con vigne in stato di abbandono. Ristrutturano il tutto, piantano un paio d’ettari di vigne nuove e un ettaro di noccioleto: dopo anni di lavoro imbottigliano la loro prima bottiglia di Barbera e cominciano ad accogliere e coccolare ospiti nelle numerose stanze dell’agriturismo. Ottengono intanto la certificazione Bio dell’ICEA e nel 2010 producono il loro Pinot Nero “La Follia”. Oggi Mauro, che è partito davvero dal nulla, produce quattro vini da uve bio: sono circa 10.000 bottiglie di Barbera d’Asti DOCG, Dolcetto d’Asti DOC, Pinot Nero e un ottimo rosa (50% Dolcetto e 50% Pinot Noir). Maria Pia si è specializzata nella cucina tradizionale che offre anche in versione vegetariana e vegana. Ho gustato sia i loro vini sia la loro cucina e sono rimasto colpito dalla qualità dei loro prodotti.
Oggi Luca e Daniele mostrano lo stesso entusiasmo e la stessa passione dei loro genitori, persone davvero formidabili.

Anna Fila Robattino nasce in un paesino del Biellese all’ombra ingombrante di Trivero e di un cognome importante ma di lontana e ormai non più efficace parentela. Dopo il diploma vorrebbe frequentare l’Isef ma riesce soltanto a iscriversi alla facoltà di filosofia a Palazzo Nuovo, a Torino: sono gli anni in cui imperversa Gianni Vattimo, per intenderci. Compie l’intero iter di studi ma, quando si tratta di discutere la tesi, abbandona tutto e si getta in quell’avventura che le cambierà la vita: ha incontrato i libri di Carlos Castaneda e comincia a studiare naturopatia e omeopatia. Nei primi anni 2000 incontra Aragon Molinar e tra i due si accende la magica scintilla dell’amore e nel 2008 nasce Elric. Trascina il suo compagno a Olmo Gentile, Alta Langa astigiana, e acquistano un casale in rovina che ristrutturano con tanto lavoro e immensi sacrifici. Oggi è diventato Castellotto di Pan dove, in collaborazione con Maria Pia di https://www.tenuta-antica.it, Anna tiene i suoi corsi e accompagna gli appassionati a conoscere e cucinare fiori e erbe selvatiche edibili. Equiseto, Amaranto, Luppolo, Artemisia, Farinello, Pimpinella, Melissa, Nepitella… Ho sperimentato la gioia di passeggiare conoscendo e assaggiando queste erbe straordinarie e ne ho gustato le preparazioni cucinarie: sempre emozionante. E ho potuto apprezzare la competenza e la passione di Anna sempre espresse in maniera morbida, semplice, accattivante: certo Anna, e io me ne intendo, è persona rara.

Loretta Verzegnassi l’avevo conosciuta quando andai a visitare Tenuta Antica di Cessole, il giorno in cui conobbi Maria Pia Lottini. Insieme a Anna Fila Robattino costituiscono un trio di donne, nessuna nata in Alta Langa, che stanno animando queste terre magnifiche in maniera straordinaria: la loro passione, la loro tigna, le loro competenze ne fanno un trio ineguagliabile. Loretta è nata a Trieste e fino ai suoi trent’anni inoltrati si occupò di insegnamento (matematica) e poi ebbe un’impiego nella pubblica amministrazione. Poi Bacco scagliò la sua magica freccia e allora decise di seguire il suo Gianni a Ricaldone nella di lui casa avita (siamo stati loro ospiti e ho fotografato il cortile con le cascate di viti americane). Misero al mondo Daniela, che oggi studia in una high school in Israele, e Loretta cominciò a perseguire le sue passioni: impostare e seguire progetti didattici e sociali. Ha maturato esperienze di rilievo soprattutto nei campi del turismo sostenibile e del commercio ecosolidale. Nel 2019 ha fondato http://www.langamylove.com, trovando ospitalità nel medievale castello di Monastero Bormida, grazie alla particolare sensibilità del sindaco, Luigi Gallareto.
Il suo contributo all’organizzazione del nostro evento Colline d’Arte, domenica 8 settembre, è imprescindibile. Personalmente, ho grande stima e apprezzamento per la dedizione e le competenze di Loretta e non lo scrivo per piaggeria.

http://www.ristorantedellaposta.it/index.html
Olmo Gentile è un comune astigiano (il più piccolo) di circa 70 anime. Situato a oltre 600 mslm, quasi al confine con la Liguria savonese, ha lontane origini medievali (è posto sulla famosa Via del sale) con un castello importante e la sua torre d’avvistamento. Il Ristorante della Posta è un locale storico, da molte generazioni fondato e gestito dalla stessa famiglia: oggi Silvana e le sue sorelle perpetuano questa tradizione da par loro. Qui si mangia una cucina tradizionalissima, familiare, con materie prime del posto (nocciole, robiole, latte, carni, insaccati, farine) di primissima qualità. Un locale con 50/60 coperti arredato in maniera tradizionale, servizio discreto e rapporto qualità/prezzo eccezionale. Fantastica la carne cruda con porcini freschi, così come il frittino piemontese, i tajarin ai funghi, la faraona arrosto e tutti i dolci. Ho bevuto un discreto Frumentin (è poi una varietà di Vermentino locale) come vino sfuso della cantina Terre Nostre. Certo qui profumi, sapori e atmosfere sono faccende da rimemorare.

Oltre al Ristorante della Posta di Olmo Gentile, avremo anche la disponibilità dell’Osteria Bramante, in piazza Barbero a Roccaverano. Devo sottolineare la qualità eccellente dei piatti di carne, preparati dalla titolare e ottima cuoca Giselda (nella foto con Aragorn). A circa 800 mslm, questa bellissima piazza accoglie la chiesa di Santa Maria Annunziata, la cui facciata, risalente ai primi anni del XVI secolo, è attribuita al Bramante.

Domenica 8 settembre prossimo, durante la passeggiata tra le installazioni artistiche di Parco Quarelli, faremo 4 soste dove si potranno consumare prodotti dell’Alta Langa. A questo proposito, racconto in breve due belle storie. La prima riguarda Guido Ladislao (Delizie di Langa, il suo laboratorio/bottega a Bistagno) che ci proporrà, nella 4° postazione, la sua torta di nocciole e altre delizie che saranno accompagnate dai vini della Cantina Borgo Maragliano di Loazzolo (di cui ho già trattato). Guido è un trentenne che avrebbe dovuto fare l’avvocato e invece il suo DNA (è il figlio di Maria Grazia, la cuoca del Ristorante della Posta di Olmo Gentile) ha prevalso e circa 3 anni fa s’è messo a lavorare come artigiano pasticcere di qualità: giuro, è diventato bravissimo.
Nella 1° postazione invece verranno serviti gli esclusivi agnolotti d’asino al sugo d’arrosto, prodotti dalla La Bottega del Gusto, storica macelleria di Aqui Terme dei fratelli Moretti, gestita da Marco Moretti e dalla cognata Monica. Credo sia sufficiente la loro fotografia per capire quanto sono bravi e affidabili…
Produttori di vino ne ho conosciuti a bizzeffe e aziende ne ho visitate millanta e millanta e quindi è difficile (certo non impossibile…) che possa prendere abbagli in questo campo. Aragorn mi mena in Roero a conoscere l’ultimo dei fornitori di suggestioni per il nostro evento dell’8 settembre a Parco Quarelli. Arriviamo a Piobesi d’Alba, Azienda Renato Buganza (http://www.renatobuganza.it). Ci accoglie Emanuele, unico erede del perito agrario Renato, figlio di una violoncellista e marito di Agnese, diplomata in pianoforte. Emanuele mi presenta un bicchiere di un Arneis DOCG (sono stati tra i primi a imbottigliare questo vino negli anni Ottanta) che ha chiamato “La Giga“: per me è troppo!! E poi scopro che le etichette del loro ottimo Barolo (La Morra, Annunziata) e del Metodo Classico Claudette (Arneis e altri autoctoni per un risultato più che interessante) sono illustrate con un dipinto di un noto pittore del XIX secolo che è in bella mostra nella sala di accoglienza della cantina. Vengo anche a sapere che Emanuele lavora in Rai e anima un pupazzo che da anni rende allegri i bambini. Intanto gusto ottimi Nebbiolo e Barbera d’Alba (Barolo e Barbera li berremo a Roccaverano, domenica prossima). Li producono in circa 11 ettari vitati degli oltre 30 di proprietà (con nocciole, seminativi e bosco) fin dai primi anni Ottanta. Sono tutti vini di livello eccellente e con un rapporto qualità/prezzo davvero sorprendente. Oggi ho gustato il loro Arneis Coclicò (surmacerato per 12 giorni, 13%: ottimo) con i miei amici Stefano Bonetto (titolare del Café Paris di via Garibaldi) e Roberto Ghiringhelli (vecchio predatore di vini): sono rimasti impressionati dalla qualità di questo Arneis così particolare. Ne riparlerò. Intanto venite a gustarli a Parco Quarelli con noi.

La cena di domenica sera a Roccaverano sarà conclusa con un dolce particolare: il Bunhot, ovvero un Bonet con gelatina di peperoncino. Questa specialità sarà accompagnata dall’Acqui Secco DOCG prodotto dalla cantina Convento Cappuccini della famiglia Bottohttps://www.bottovini.com.
Sono andato venerdì scorso a visitare la loro nuovissima cantina in Ricaldone (i loro vigneti, 20 ha, si trovano tra questo paesino, Cassine e Strevi, Alto Monferrato). Fu Pierluigi Botto a iniziare a produrre vino per il mercato nel 1994; in verità proviene da una famiglia che la vite la coltiva da 5 generazioni. Cominciò restaurando un antico convento di Cappuccini a Cassine. Oggi i figli Andrea e Stefano producono le DOCG Moscato, Barbera d’Asti, Brachetto d’Acqui (dolce), Acqui secco e Acqui Rosé (parecchio interessante). Inoltre, le DOC Dolcetto d’Acqui, Bianco Monferrato e Albarossa. Ecco, a parte i classici Brachetto, questo loro vino mi ha colpito in maniera particolare. Lo avevo gustato dai miei amici Bava, a Cocconato e mi aveva colpito. E’ spremuto dal vitigno omonimo creato nel 1938 dal grande Giovanni Dalmasso che innestò Chatus (Nebbiolo di Dronero) e Barbera. Un vino dal colore profondo, tannico, acido, di gran corpo che riempie naso e bocca. Da conoscere, pur se la produzione non supera i 70/80 ha per meno di 200.000 bottiglie.