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I miei EMOTICON di vino al Bar Pietro, Torino

Invitato da Filippo Maria Paladini, dell’associazione pre/tesTO, ho dipinto 11 lavori su carta Fabriano 50% cotton da 300 gr. formato 25×35 per una mostra che si è inaugurata giovedì 23 novembre alle ore 18.30 presso il Bar Pietro di via San Domenico, 34/f in Torino.

Ho usato un particolare Ruchè di Scurzolengo (Asti) della Cascina Tavijn, un Ruchè quasi amabile di 15% vol., di colore rubino intenso.

Durante la serata ho dipinto con un vino Oliena (Cannonau) di una vecchissima bottiglia custodita nelle cantine del Bar Pietro da almeno 25/30 anni. Vino liquoroso, ancora bevibile.

I quadri sono in vendita.

La mostra è dedicata al mio grande amico Mariano Gai Lofaso.

Go Wine a Torino, 4 febbraio 2014

http://www.vincenzoreda.it/go-wine-il-cesanese-anche/

I soliti, corretti  vini di Planeta – da segnalare il Cerasuolo di Vittoria, sempre assai gradevole; il Greco di Tufo  delle Cantine dell’Agnello: quelle note solforose, date dai suoli di composizione geologica particolare, sono per davvero uniche; il Fiano d’Avellino delle Cantine del Barone uno straordinario Vermentino che con il Vermentino c’entra poco (è assemblato con percentuali imprecisate di vitigni autoctoni) di Gostolai, da Oliena (notevole anche il Cannonau Nepente Gabriele D’Annunzio 2006).

E poi, ancora, l’ottimo e tradizionale Ruché della Cantina Sociale di Castagnole Monferrato; e, per finire, la Barbera vinificata in bianco con metodo Martinotti di Montalbera: uno spumante di piacevole e facile gradevolezza.

Sempre piccole sorprese nelle proposte di Go Wine!

Salute.

Il mio murale su L’Espresso

Sul settimanale L’Espresso n. 42 del 21 ottobre, a pagina 71 compare una fotografia del Caffè Elena con il mio murale, dipinto con il Ruché Laccento di Montalbera, che riporta la celebre silloge di Von Hutten. Speriamo che qualcuno, anche tra i media torinesi (ah! i media torinesi…), se ne accorga.

Ruchè Montalbera, martedì 4 maggio al Caffè Elena

Nostro ospite, martedì 4 maggio 2010 durante il settimanale appuntamento con i Vini d’Autore, sarà il Ruchè dell’Azienda Montalbera di Castagnole Monferrato.

Sono passati vent’anni esatti da quando, era il 27 maggio 1990, io volli per gli ospiti del mio matrimonio – sulle tavole  dell’Imbarco Perosino al Valentino, riva sinistra del  Po – il Ruchè, fresco di Doc, come rosso e il Ramandolo come vino bianco.

Ci ha recato fortuna quel vino: dopo tutti questi anni siamo ancora qui, più o meno felicemente, insieme.

Il Ruchè è uno di quei vini che conosco bene e che assai mi piacciono: non troppo acido, profumi di fiori intensissimi, difficile abbinamento; quello di Montalbera lo avevo bevuto in un qualche salone, non ricordo quale, forse Torino, e non mi aveva entusiasmato in maniera particolare. Oggi mi devo ricredere. E’ un vino sensazionale: sia quello classico, con i suoi 13,5° e il rubino scarico, tipico di questo vino dai tannini non spicatissimi e i profumi di rosa e di viola che ti aspetti; sia quello particolare – Laccento – con un grado alcolico in più, perché spremuto da uve surmature, rese più succose da un evidente diradamento che dona un rubino intenso più carico e che gli regala profumi di pepe nero e di confettura. E’ un vino sensuale, largo che ti assedia palato e gola con sensazioni gustative che non si spengono mai. Abbinamenti? Difficilissimi: il classico forse prima del pasto, con tartine e stuzzichini vari, magari un pochino più fresco; il Laccento per carni preparate in maniera sofisticata, magari selvaggine molto speziate, saporose; ma un vino da bere da solo, chiacchierando con persone gradevoli circa fatti gradevoli nel dopo pasto. Li ho bevuti entrambi della vendemmia del 2008. Il Laccento mi piacerebbe provarlo con tre o quattro anni di invecchiamento.

Devo rimarcare – finalmente – l’eleganza delle etichette e, nel caso del Laccento, la raffinatezza dell’accostamento rosso/argento, dove il rosso è usato soltanto per l’accento sulla parola Ruchè e nel logo – Laccento, appunto – del vino. Un’attenzione all’immagine, che comunica gusto e cultura, che avevo notato nel sito dell’azienda: per certo uno dei migliori che mi sia capitato di navigare, in un contesto generalmente banale e deludente.

Per certo martedì 4 maggio, al Caffè Elena, sarà un bel bere.

http://www.montalbera.it/