Posts Tagged ‘san damiano d’asti’
San Damiano d’Asti, mostra del 21 marzo 2010

Questo bicchiere è stato dipinto con una Barbera d’Asti del 2006 di Cossetti: una Barbera speciale, non filtrata, di gusto e olfatto antichi. Una Barbera introvabile che era stata preparata per qualcuno che non ha potuto goderla. Ne è rimasta qualche preziosa bottiglia che mi onoro di gustare io solo, e qualche amico, a volte.

I tre quadri qui sopra sono alcuni dei lavori che ho preparato per la mia mostra del 21 marzo prossimo a San Damiano d’Asti. Sono lavori dipinti con le Barbera d’Asti di San Damiano, meno uno che si intitola “Pain” e è un gioco assemblato con un vino delle Cantine Sula, indiane del Maharastra – Cabernet Sauvignon e Shiraz del 2008 – e con il mio solito Rùbico 2008 di Marotti Campi, marchigiano.

Mercedes e vino

Questo lavoro è stato concepito e eseguito per la mia mostra del 12 marzo prossimo, presso la concessionaria Mercedes di Ancona.

E’ uno dei miei soggetti caratterizzati da una certa vena di umorismo: è stato dipinto utilizzando tre vini assai differenti, e per età e per provenienza.

Mi sono servito di una Barbera d’Asti 2008 della zona di San Damiano; di un miscuglio di Sangiovese di Emilio Marengo da Monte San Savino e Castelnuovo della Berardenga (Arezzo e Siena) di annate comprese tra il 1996 e il ’98; infine, del Rubesco 2008 di Marotti Campi che è un Lacrima di Morro d’Alba tra i migliori, marchigiano.

Questo improbabile assemblaggio m’è piaciuto di chiamarlo “Cuvée Mercedes”.

L’aspetto simpatico della faccenda è dato dal fatto che io sono da quasi vent’anni un affezionato cliente BMW, ma di recente mi sono perdutamente innamorato dell’ultima versione della SLK Mercedes. D’altro canto, tra le mie quattro o cinque auto preferite c’è quella che fuor di dubbio è una delle più belle automobili mai costruite: la Mercedes 300 “Ali di Gabbiano”, un capolavoro degli anni cinquanta!

San Damiano d’Asti, 21 marzo 2010: Fiera di San Giuseppe (dal 1597…)

Malgrado le non favorevoli condizioni meteorologiche, l’annuale, storica fiera di San Giuseppe (si tiene fin dal 1597 ed è un record per davvero formidabile) organizzata dalla città di San Damiano d’Asti è stata un vero successo.

Nelle foto qui sopra è documentato il momento in cui si abbina il n° 48 al mio quadro offerto come primo premio per la lotteria organizzata in favore del comune di Barisciano dell’Aquila – lotteria che ha fruttato una bella e inaspettata cifra. Nella seconda fotografia, la mostra di 13 miei lavori – molti dei quali dipinti con le buone Barbera di San Damiano – nella saletta antistante la Sala Consiliare del Comune. Nelle foto successive sono documentate la presentazione del mio libro “Più o meno di vino”, curata da Alberto Fumi, presidente dell’Associazione dei Giornalisti Europei – con Alberto ormai si è instaurato un grande  feeling e le presentazioni riescono sempre al meglio – nella gremitissima e molto attenta Sala del Consiglio. Si può poi vedere il Sindaco, giovane e assai capace, Mauro Caliendo che inaugura la manifestazione (devo necessariamente citare, se lo merita, il giovanissimo e molto attivo Luca Quaglia, Assessore alle Manifestazioni).

Dopo il dovere, finalmente si mangia: il ristorante scelto è la Lanterna in cui Elio Allocco, titolare, si affanna con grande simpatia tra tavoli e clienti e la sua magnifica moglie Lucia (“Cia” per gli amici) lavora da par suo in cucina; nella foto sopra si può vedere come dev’essere una cuoca che ispira fiducia (s’è mangiato in modo semplice, alla piemontese, con piatti preparati senza fronzoli ma di ottima qualità). Nella foto in cui Elio è al tavolo, seduto – ultimo a destra – c’è il sindaco di Bairo Canavese, paese gemellato con San Damiano.

Non è un obbligo, è anzi un piacere ricordare e ringraziare due persone che mi sono state particolarmente vicine in questa bella esperienza: Beppe Gai e Mario Rolfo.

Essendo contradaiolo (battezzato del Montone per volontà dell’amico senese Rag. Giulio Ferri), non potrò esimermi di parteggiare per San Damiano al Palio di Asti!

Achar

Che cosa ci sia dentro – a parte peperoncini rossi e verdi, curcuma, lime, mango, anice, verdure varie – con esattezza non lo so e nessuno ha saputo spiegarmelo; per certo ci sono delle verdure e dei frutti tipici del sud-est asiatico che noi non conosciamo. Sta di fatto che questo intingolo punjabi che c’è su ogni tavolo indiano come salsina da smangiucchiare a mo’ di antipasto mi fa impazzire, alla lettera. Me ne sono portato un chilo dall’India e ogni tanto me ne godo un poco. Com’è ovvio è piccante all’inverosimile, ma con dei sentori, dei gusti, delle “robe” – non so dir meglio – che mi piacciono da morire. L’ho mangiato oggi con dei grissini, ci ho aggiunto un poco di olio d’oliva extravergine pugliese e ci ho bevuto questa Barbera delle cantine Terre dei Santi di San Damiano d’Asti: una Barbera da 14°, con un naso straordinario di lampone e amarena, abboccata, equilibrata, con tannini leggeri e acidità poco spiccata. Eccellente, da ricordare: Barbera d’Asti L’Alfiere 2007 delle Terre dei Santi. Cosa chiedere di meglio alla vita?