Posts Tagged ‘TORINO’
Magnolia Lilliflora

Fioritura primaverile di Magnolia Lilliflora nei giardini di piazza dello Statuto, a Torino.

Luci e colori, suggestioni al mercato torinese di c.so Palestro

I colori d’autunno per uno dei più piccoli e più esclusivi dei mercati rionali di Torino, in corso Palestro, tra via Cernaia e via Garibaldi.

Waiting for Terra Madre, in Turin (Italy)
Greetings from Turin: Portapalazzo, the largest market in Europe

http://www.vincenzoreda.it/porta-palazzo-il-mercato-piu-grande-deuropa/

Terra Madre

 

COMUNICATO STAMPA:

Terra Madre Salone del Gusto: la generosità del Piemonte, 
casa di tutti nei giorni dell’evento
Raggiunto il traguardo dei 1000 posti letto messi a disposizione dalle famiglie torinesi e piemontesi per ospitare i delegati di Terra Madre Salone del Gusto 
«Tempo fa, in un momento terribile per l’ospitalità in Europa, ho chiesto ai torinesi e ai piemontesi un grande favore. Ho chiesto loro di rinnovare e di superare il grande impegno con cui hanno sempre accolto i delegati di tutto il mondo durante gli eventi organizzati da Slow Food. Oggi, a pochi mesi di distanza, in un momento in cui si ergono muri invece di costruire ponti, e in una situazione in cui dominano ancora la diffidenza e l’odio verso lo straniero e verso l’estraneo, come sottolineato dai tragici fatti di queste ore, ecco che io sento di poter dire che sì, come si suol dire, “la paura fa 90″: ma la gentilezza, l’accoglienza, la condivisione, fanno 1000».Sono queste le parole con cui il Presidente di Slow Food Carlo Petrini fa il punto sulla situazione dell’ospitalità per i delegati che saranno ospitati dalla popolazione del capoluogo piemontese e della provincia durante l’edizione 2016 di Terra Madre Salone del Gusto. Proprio alle famiglie lo stesso Petrini si era rivolto lo scorso primo marzo, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, per chiedere un impegno particolare sul tema dell’ospitalità nell’anno in cui la manifestazione abbandona per la prima volta la storica sede del Lingotto e si allarga ad abbracciare buona parte del territorio urbano. La risposta non si è fatta attendere, e il numero 1000 non è citato casualmente: tanti sono infatti i posti letto messi a disposizione dei delegati delle famiglie, 150 nel territorio cittadino e circa 850 nelle province limitrofe.«Si tratta di un risultato enorme, che testimonia ancora una volta l’affetto dei torinesi e dei piemontesi verso Terra Madre Salone del Gusto e verso la grande rete delle Comunità del cibo, una grande famiglia fatta di storie, di volti e di mani che, in 170 Paesi in tutto il mondo, lavorano e combattono per garantire cibo buono, pulito e giusto non soltanto a noi, ma soprattutto ai nostri figli. Una famiglia di cui tutti facciamo parte, perché il diritto al piacere del cibo vero è un diritto che ci rende tutti fratelli, e fa di tutti noi i protagonisti di un cambiamento necessario».

Grazie alla generosità delle famiglie ospitanti, al lavoro dei referenti sul territorio e alla collaborazione del Comune di Torino e della Regione Piemonte i delegati di Terra Madre potranno dal 22 al 26 settembre presentare e rappresentare il meglio della biodiversità della loro terra nel Parco del Valentino e dell’area dedicata ai Presìdi internazionali Slow Food, raccontare le tradizioni ereditate dalle passate generazioni nei Forum di Terra Madre, discutere problematiche e progetti futuri nel corso delle Conferenze e soprattutto condividere con i visitatori e con gli altri delegati le proprie esperienze, i propri sogni, le proprie paure e le proprie speranze, gettando semi destinati a crescere e a durare ben oltre il termine dell’evento. Al loro rientro nei rispettivi paesi d’origine, il ricordo dei giorni della manifestazione sarà un tesoro da condividere con tutti i membri della Comunità, per migliorare le tecniche di lavorazione della terra, allargare gli orizzonti tecnici e culturali, e rinsaldare i legami tra produttori, trasformatori e consumatori. E, ne siamo certi, anche i cittadini potranno dire di sentirsi arricchiti.

Tutte le informazioni sull’evento su www.slowfood.it

Highlights from Turin, Olimpic City 2006/2016
Terra Madre, Torino 22/26 settembre 2016

Petrini: «Terra Madre Salone del Gusto è un pezzo di diplomazia del nostro Paese. Insieme raccogliamo i frutti di un’avventura che ha varcato gli oceani». 

Lanciata oggi la campagna di ospitalità per la prossima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, a Torino dal 22 al 26 settembre.

«Voler bene alla terra significa voler bene a chi la abita e la vive, dare il segno di una fraternità universale che fa della nostra una terra ospitale. Per questo Terra Madre Salone del Gusto è un pezzo di diplomazia del nostro Paese». Così Carlo Petrini, presidente di Slow Food, sintetizza il senso della manifestazione in programma dal 22 al 26 settembre e che quest’anno lancia una grande scommessa: aprirsi alla città animando piazze e palazzi del centro (e non soltanto).

«Uscire in città è una scelta audace. Ma tutta la società civile, le istituzioni e le associazioni hanno subito dimostrato simpatia verso questa nuova formula. Questo concorso di forze ci ha incoraggiati. Insieme raccogliamo i frutti di un’avventura che ha varcato gli oceani: Terra Madre nasce nel 2004 all’interno del Salone del Gusto, ma a questo punto è il Salone del Gusto a essere entrato a far parte di Terra Madre, che ha conquistato il cuore delle comunità del cibo in oltre 170 Paesi» continua il presidente di Slow Food. «Come è ormai tradizione, anche quest’anno Torino e il Piemonte accolgono in famiglia i delegati delle comunità del cibo da tutto il mondo: un’occasione unica per conoscere culture, tradizioni e storie lontane. E ai piemontesi dico: aprite il vostro cuore a quest’umanità, lasciatevi coinvolgere dal loro entusiasmo e dalla loro energia!».

«In questi 12 anni di vita Terra Madre è sempre riuscita a rinnovarsi, intrecciandosi in modo sempre più stretto con il territorio e con la città che la ospita: nata nel 2004 come una sorta di think tank di riferimento del Salone del Gusto,  e portatrice di una sana contaminazione culturale, insieme a Slow Food, a Cheese e alle tante manifestazioni nate nella grande famiglia creata da Carlo Petrini, ha fatto crescere in Piemonte la filiera del cibo, del vino e dell’agricoltura di qualità, che sono tra i principali traini dell’economia della nostra regione» ribadisce il presidente della Regione, Sergio Chiamparino.

Vent’anni sono una data fatidica, osserva il sindaco di Torino, Piero Fassino: «L’età del cambiamento, in cui ognuno a livello individuale si proietta nella vita. Anche Terra Madre Salone del Gusto fa un salto proiettandosi nella città con un format ancora più ambizioso e più capace di stabilire una relazione col territorio». Al centro dell’esperienza, sottolinea Fassino, rimane la dimensione umana che si esprime: «…nella promozione dell’ospitalità così come nel volontariato».

«La cultura dell’accoglienza va oltre le parole, oltre le barriere linguistiche che cadono di fronte a una tavola o a un bicchiere di vino». Lo testimonia il sindaco di Fossano, Davide Sordella, che aggiunge: «Per noi Terra Madre non è mai stata un semplice meeting, ma un’invasione di costumi e tradizioni. Dal 2004, infatti, oltre mille delegati sono stati ospitati da 500 famiglie della nostra città».

Raffaella Firpo, parlando a nome delle famiglie ospitanti, racconta come il messaggio di fratellanza di Terra Madre abbia trasformato un’intera comunità dell’Astigiano: «È stato incredibile osservare una piccola realtà che si apre a volti e voci provenienti dal Sudamerica, dall’Africa, dai Paesi dell’Est. Momenti unici che ci hanno portati a continuare nel tempo questa esperienza».

Terra Madre Salone del Gusto è organizzato da Slow Food insieme a Regione Piemonte e Città di Torino, con il sostegno di Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte.

Chi vuole collaborare all’evento come volontario, può registrarsi qui.

Per dare la propria disponibilità a ospitare un delegato di Terra Madre scrivere a ospitalitainfamiglia@comune.torino.it  (se a Torino), oppure ospitalita@slowfood.it (se fuori Torino).

Ufficio Stampa Terra Madre Salone del Gusto
c/o Slow Food: Tel. +39 0172 419 653 – press@slowfood.it
c/o Regione Piemonte: Tel. +39 011 432 2871 – gianni.gennaro@regione.piemonte.it
c/o Comune di Torino: Tel. +39 011 442 3606 – raffaela.gentile@comune.torino.it

 

 

Se un giorno di Febbraio a Torino/Downtown Turin
In Bianco

Per la prima volta ho avvertito netta la sensazione che anche nel campo dei vini bianchi i francesi li abbiamo acchiappati! Fino a ieri per me non c’era storia tra i vari Meursault (mio bianco preferito), Chassagne-Montrachet, Chablis, Rieseling alsaziani e i nostri.

Ebbene, comincio a ricredermi!

Chiamo a testimoniare il Petit Arvine  Vigne Rovettaz 2009 di Vincent Grosjean, il  Timorasso Derthona 2005 di Claudio Mariotto, il Timorasso Sterpi 2007 di Walter Massa, il Nascetta Anas-Cetta 2010 di Elvio Cogno, il Collaretto 2010 di Poderi Oddero, il Riesling Pétracine 2011 di Vajra, il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva 2004 di Ampelio Bucci (e gli altri due Verdicchio quasi allo stesso livello: Pievalta e Fattoria San Lorenzo) e, dulcis in fundo, gli elegantissimi Etna Bianco Superiore (Carricante) Pietramarina 2010 e 2008 di Benanti.

Una cavalcata magnifica dentro una realtà produttiva che comincia ad apprezzare i vini bianchi da invecchiamento: e finalmente i francesi dovranno cominciare a preoccuparsi anche in questo campo particolare dove, fino a ieri, erano maestri indiscussi (ma hai voglia a essere bravo se non hai i terreni e le esposizioni dell’Etna o certi vitigni autoctoni come il Timorasso e il Verdicchio….).

Forza Italia ché stiamo andando bene (adesso bisogna convincere la ristorazione e i consumatori che i vini bianchi, quando sono come si deve, possono invecchiare quasi come i rossi)!!

Torino, 48° Congresso Nazionale AIS

Comunicato Stampa

Ufficio Stampa: WELL COM srl
Comunicazione | Relazioni Pubbliche| Eventi
Marta Sobrino
+39 338 8100520
marta@wellcomonline.com
www.wellcomonline.com

Grande successo di pubblico per il 48° Congresso Nazionale
dell’Associazione Italiana Sommelier

Per due giorni la magia del vino ha “incantato” Torino 


Torino, 24 novembre 2014 – 2000 ingressi a Palazzo Carignano, 160 produttori piemontesi, 3 degustazioni guidate sold out, 200 partecipanti al Convegno sulle MeGA e 300 spettatori per il Gran Gala di Palazzo Reale: ecco i numeri del 48° Congresso Nazionale AIS di Torino.

Sabato 22 novembre il Congresso si è aperto nella splendida cornice del Teatro Carignano con l’Assemblea Nazionale dei soci AIS che quest’anno è stata inaugurata dal presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. A questo importante appuntamento associativo è seguito il convegno, organizzato dal Consorzio Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani, dedicato alle Menzioni Geografiche Aggiuntive, che ha contato più di duecento partecipanti tra autorità, produttori, stampa e associati.

Nei pomeriggi di sabato e domenica i produttori vinicoli sono stati i veri protagonisti del Congresso e hanno animato le sale storiche di Palazzo Carignano proponendo in degustazione al pubblico i grandi vini piemontesi:Barolo, Barbaresco, Roero, Alto Piemonte Nizza.

Sabato sera è andato in scena a Palazzo Reale il Gran Gala, organizzato in collaborazione con Masters of Magic. Sei artisti internazionali si sono alternati sul palco, allestito per l’occasione nel Salone degli Svizzeri, e per un’ora e mezza hanno incantato il pubblico con numeri ispirati alla magia del vino. Dopo lo spettacolo, la serata è proseguita con un’esclusiva visita in notturna a Palazzo Reale e con la degustazione di una selezione di champagne: Paul Bara, Alexandre Bonnet, Bouquin Dupont, Corbon, Pierre Gimonnet, Lamiable, Vesselle, Vilmart.

Il Congresso si è chiuso, nel pomeriggio di domenica, con la premiazione di Ottavio Venditto che si è aggiudicato il 10° Master del Nebbiolo, concorso che ha come scopo quello di contribuire a valorizzare la figura professione del Sommelier e incrementare la conoscenza e la divulgazione del vitigno Nebbiolo.

Corollario a questi eventi, si sono svolte a Palazzo Barolo tre degustazioni guidate d’eccezione, con vecchie annate di Barolo e BarbarescoBordeaux e Borgogna.

Siamo decisamente soddisfatti del risultato raggiunto. – racconta il presidente di AIS Piemonte Fabio Gallo – “Volevamo organizzare un congresso unico nel suo genere e ci siamo riusciti. Per due giorni i palazzi storici di Torino hanno celebrato il vino piemontese, regalando un’atmosfera magica ai numerosi appassionati che hanno potuto degustare più di 500 etichette di Barolo, Barbaresco, Roero, Alto Piemonte e Nizza e partecipare a interessanti momenti di approfondimento”.

Per la realizzazione dell’evento si ringraziano: Città di Torino, Albeisa, Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Piemonte Land of Perfection, Regione Piemonte, Assopiemonte DOP&IGP, Diam, Enolmac, Booking Piemonte, Bormioli, Feyles, Relanghe, Surgiva, Carlo Angela concessionario Winterhalter.

 

Gusto e Disgusto

E’ finito questo….come definirlo: evento, salone, fiera, manifestazione, kermesse, mostro mediatico, show-business? Non saprei proprio. Certo, i numeri sono impressionanti: oltre 200.000 visitatori, chissà quanto fatturato tra biglietti e vendite; grande ricaduta in termini economici sulla Città; enorme eco mediatica….

Tutto a posto, tutti contenti, certo.

Ma tutti presi per i fondelli, presi per il naso, presi in giro, turlupinati, imbrogliati, fatti fessi. Ma perché?

Perché di cultura, storia, etica dell’alimentazione – a parte vane e retoriche parole nate e morte dentro inutili convegni – in giro per il salone non se n’è vista neanche l’ombra; in giro per il salone si sono viste calche immani di folle pressarsi l’un l’altro, spingersi trainando borse e carrelli (!!), masticando in maniera parossistica cibo comunque sia o bevendo dentro bicchieri di plastica – certo rigorosamente riciclabile, pare ovvio – qualunque cosa, purché possibilmente gratis… E poi tanto folklore, tanta superficialità, tanti miserabili vip lì soltanto per apparire, per essere immortalati negli insopportabili selfie dopo le importanti interviste televisive o, peggio ancora, destinate agli insopportabili, superficiali, banali, insulsi “food-blog”.

Non ne posso più, per davvero.

E non ho dubbi, stavolta: ho ragione io.

Questo mondo non ha nulla da spartire con l’etica, con la cultura, con i ritmi lenti, con le riflessioni, con le gambe sotto il tavolo un bel tovagliato belle posate calici di cristallo profumi inebrianti sapori conditi di parole pronunciate per bene tra amici che non devono dimostrare niente a nessuno.

Ma neanche nulla ha da spartire con quei tanti al mondo che mangiano ancora per alimentarsi, per i quali sapori e profumi sono le ultime tra le loro preoccupazioni.

Non sono un moralista: va benissimo tutta la faccende del Salone del Gusto e di Terra Madre, ma chiamiamola con il suo giusto nome.

Business: non fa male a nessuno, anzi!

Juve 32 la festa a Torino

Che gran festa a Torino: altro che abitudine allo scudetto. E poi che numeri: 102 punti, 19 su 19 vittorie in casa e 57 punti, 33 vittorie in tutto…Meglio di così, quando?

Gigi Restagno, The Beautiful Loser

Gigi Restagno (Torino, 9 agosto 1957/15 gennaio 1997) è stato un grande personaggio della magnifica, e irripetibile, stagione musicale underground tra la fine dei Settanta e il principio dei Novanta. L’ho conosciuto appena appena: io frequentavo il mondo parallelo dell’arte e del teatro d’avanguardia. Ma tanti dei suoi amici erano, e sono, miei amici ancora adesso. Parlo di Renato Striglia, di Giancarlo Cara, di Piero Chiambretti.

Durante l’anteprima per la stampa, al Cinema Massimo (oggi, 25 febbraio 2014), guardando questo bel lavoro di Diego Amodio (sceneggiatore e uomo di cinema) mi è venuto in mente un altro come lui, con ben altra fortuna: Jean Michel Basquiat, ma quest’ultimo consumò la sua breve vita e il suo immenso talento protetto da Andy Warhol…Altra storia, purtroppo!

E ho pensato anche al Nashville di Robert Altman: con le ovvie distanze e considerazioni, anche questo è un grande affresco in cui emerge la musica in un contesto sociale e culturale raccontato con classe, con il giusto distacco dialettico e con una grande operazione di montaggio in cui i tempi filmici sono esemplari. Ne viene fuori la storia di un talento singolare, contraddittorio, elegante, carismatico. E una Torino di straordinario fascino sotterraneo che poco più tardi regalerà tanti personaggi di successo nazionale nel campo della musica e dello spettacolo.

Ebbene, tutti debbono qualcosa a Gigi Restagno; e tutti, nessuno escluso, lo riconoscono.

Consiglio a quei cinquantenni che allora ebbero la fortuna di vivere, da adolescenti e da giovani, quella Torino di vedere questo formidabile lavoro. E  lo consiglio anche ai giovani che quella stagione non hanno conosciuta: perché, in fondo, questa è la storia di alcuni ragazzi di talento, delle loro speranze, dei loro problemi, delle loro contraddizioni….

Per informazioni: Gianpiero Massimelli, axel.italia.srl@gmail.com

http://youtu.be/GHwRDgja9KM

Il cielo di Porta Palazzo

Una mattina di fine dicembre 2013, il mercato di Porta Palazzo (piazza della Repubblica) a Torino: quando la giornata è così, non c’è bisogno di photoshop…

Marisa Paschero: Grafologia e Grafoterapia

Libro Marisa

 

Molti anni fa, seconda metà degli Ottanta, ero un giovane manager che, per migliorare la propria professionalità, frequentava i durissimi corsi di formazione diretti da Riccardo Varvelli e Maria Ludovica Lombardi, presso l’Unione Industriale di Torino. La Lombardi, psicologa e sociologa, tra le tante prove, ci sottopose anche a una perizia grafica: serviva a meglio indagare le nostre caratteristiche e a illustrarci uno degli strumenti – usati volentieri dagli Istituti Bancari, a esempio – che servono a valutare dipendenti e collaboratori.

Allora conoscevo Marisa già da diversi anni e ricordo che fu assai impressionata da quella faccenda, ne parlammo a lungo; non saprei dire se quella fu l’occasione che la spinse a occuparsi, sempre più seriamente e in maniera professionale, di grafologia.

Fatto si è che dopo oltre venti anni di attività professionale, sia come perito sia come insegnante e divulgatrice, ieri – Libreria Zanaboni di Torino – ha presentato questa sua prima pubblicazione. Sala gremitissima e assai attenta – presenza femminile preponderante, pare ovvio – e l’aiuto prezioso di Grazia Mirti, amica, che definire semplicemente astrologa pare poco, per davvero.

Il libro è pubblicato da Edizioni Mediterranee (Roma); è una brossura fresata, 17×24 di 168 pagine in bella carta uso-mano avoriata e copertina plastificata. Costa 13,50 €.Libro Marisa 1

Un libro scritto benissimo e benissimo argomentato: di immediata comprensione per chi non è esperto di faccende grafologiche ma utile anche per chi di questi argomenti ben conosce molti dei risvolti di grande interesse che ne costituiscono la materia. Tra l’altro, contiene molti esempi di scrittura di personaggi famosi: letterati, musicisti, uomini politici, ecc.

Mi permetto di sostenere che i pochi soldi spesi per questo libro son denari ben spesi: magari per un regalo diverso dal solito per le prossime feste, soprattutto se chi lo riceve è una donna; le donne hanno una sensibilità più sviluppata degli uomini, in tutti i sensi, ma soprattutto verso questo genere di materie.

In tempi in cui la scrittura è diventata uno sbadato e frettoloso pigiar di tasti, anonimo e sciatto, mi pare importante ricuperare il piacere di tracciare lettere e simboli sopra un foglio bianco con una bella stilografica, ma anche soltanto con una penna a sfera (Biro, più volgarmente: dal nome del genio ungherese che la inventò).

Chi mi conosce sa che, ormai da molti anni, i miei auguri sono dipinti e scritti uno a uno con una stilografica (sempre la stessa Montblanc) e un inchiostro viola. Ma io, per certo, non faccio testo, appartenendo a quella schiatta di gente strana che vive di ossessioni. E i simboli (la scrittura è un simbolo) ne costituiscono una tra le mie e delle più profonde.

Piazza Solferino e dintorni: autunno a Torino
Paratissima 2013, shots
Franciacorta ospite del Museo del Risorgimento

Certo: il Palazzo che ospita il Museo del Risorgimento in piazza Carlo Alberto a Torino (è posto dietro Palazzo Carignano) è una di quelle location per davvero straordinarie. Difficile trovare qualcosa di meglio. Tanti complimenti al Consorzio Franciacorta per questa bella iniziativa, premiata con merito da un formidabile successo, sia di pubblico sia di addetti ai lavori.

Presenti 35, tra le più rappresentative, delle oltre 100 cantine che operano in Franciacorta, il pomeriggio di lunedì 14 ottobre 2013 le splendide sale del Museo – con la scenografia unica degli immensi dipinti ottocenteschi che illustrano le grandi battaglie delle guerre d’indipendenza – hanno accolto per gustazioni e seminari prima gli addetti ai lavori e successivamente il pubblico. Sorprendente la presenza femminile, con vere e proprie appassionate e chiaramente esperte.

Chi mi segue sa la mia non grande passione per i vini spumanti e la conseguente scarsa cultura specifica in merito. Chiaro che ne ho bevuti tanti e quelli buoni li riconosco, li apprezzo, mi piacciono e assai li gradisco.

Qui mi sono lanciato in un vortice di assaggi: brut, extrabrut, saten, rosé, pas-dosé; base e millesimati, di cantine famose e meno famose.

Il Mosnel, Lantieri, Lo Sparviere, Monterossa, Majolini, Ferghettina, Enrico Gatti….tutti di livello elevato in un contesto di uvaggi che hanno lo Chardonnay a prevalere nettamente sul Pinot Noir e con gradazioni alcoliche intorno ai 12%vol. con buone caratteristiche di acidità e, qualcuno, anche una certa complessità sia al naso sia al palato. I millesimi migliori: 2007 e 2009. Come sempre, in tali contesti di scarsa concentrazione e molte distrazioni, non entro in meriti più specifici: non è serio.

Chiaro che ne ho bevuto anche di quelli famosi: Berlucchi, Ca’ del Bosco e Bellavista. E dunque citazione immancabile per lo strepitoso Vittorio Moretti 2006, Bellavista: io poco me ne intendo (i miei terreni professionali sono i Nebbiolo, i Dolcetto, i Verdicchio, i Rossese, i Nero di Troia…) ma senza dubbio questo è un vino quasi emozionante anche per uno come me che questi vini ama poco o punto. Si sente la spalla del Pinot Noir, presente per il 45% e si sente la bontà dei frutti di una vendemmia ottima che in cantina, trattati come si deve, hanno donato un prodotto di profilo elevatissimo sotto ogni punto di vista. Salute!

Dell’interessante seminario condotto da Nicola Bonera tratterò a parte.

www.franciacorta.net

 

Portici di Carta a Torino

Torino imbronciata e umida, ma sempre fascinosa, accoglie sotto i suoi due chilometri di portici eleganti di via Roma (non sono barocchi, purtroppo: risalgono al Ventennio, quello fascista) la bella manifestazione Portici di Carta, a cura della Fondazione Salone del Libro (per i dettagli vedi link qui sotto). Sono quasi 200 banchi di editori (piccoli per la maggior parte, e dunque interessanti), librai, associazioni, enti. Quando i libri vanno al pubblico, e non viceversa, è sempre una bella cosa: la gente sembra farsi meno problemi a toccarli, sfogliarli, chiedere informazioni.

C’è anche il mio ultimo tra gli altri – Di Vino e d’altro ancora, Edizioni del Capricorno – a chi interessasse.

http://www.salonelibro.it./ 

Esagono con Wine Notes al Parco Dora

http://www.youtube.com/watch?v=KUQaxbydFHg&feature=em-share_video_user

Decalogo dell’imperfetto torinese

Della Fiat e di Marchionne non m’interessa una cippa: meglio se vanno  a far danni altrove.

Compro La Stampa tutti i santi giorni, soltanto per leggere i necrologi (e godere ogni tanto).

Amo Torino come nessun’altra, ma è un amore non ricambiato (e me lo merito).

Massimo Gramellini piace soltanto ai cretini (la rima non è casuale, ma i cretini sono tantissimi).

Luciana Littizzetto è apprezzabile soltanto come macchina da soldi e di scurrilità (cazzi suoi).

Piero Chiambretti non è granata: è verde (inteso non come leghista…).

Torino è una città bellissima, anche perché qui Berlusconi ci starà sempre sui…(rima baciata).

Torino è una città tristissima, anche perché siamo felici di avere un altro sindaco …ino.

Torino è una provincia sterminata, non finisce mai.

Torino mi piace tanto, anche perché ci sono le donne con i culi più belli del mondo (ma stronze, perché se glielo dici s’incazzano!).

E per finire, curiosità: fu il Conte Verde, Amedeo VI di Savoia (nato a Chambery il 4 gennaio 1334, ma morto di peste nientedimeno che a Campobasso! nel 1383) a volere come motto FERT (Foeminae Erunt Ruinam Tuam, ma vorrà proprio significare ciò il misterioso acronimo?)!!

Torino, Piazza San Carlo e dintorni by night
I miei soliti giochini con la Mole

In giro per Torino – piazza Vittorio Veneto – con la mia piccola Leica e i miei soliti giochi di prospettive insolite. Mi diverto con poco, in fondo.

Carlin Petrini: il mio omaggio

Scattate durante la presentazione del Progetto Tierra di Lavazza, venerdì mattina 26 ottobre 2012 nella Sala Blu del padiglione 2 del Lingotto: sono immagini non mediate e descrivono più che una faccia, più che un viso, più che un volto. Una persona antica, intensa, profonda che trasmette passione, rispetto e rigore etico; un  visionario, carismatico che poi sa sempre essere quello che è in fondo: un uomo semplice abbarbicato alla sua memoria, avido di “altri” cui “trasmettersi”.

Non un mito, né un personaggio.

La mia Leica e la mia sensibilità: null’altro (con un poco di post-produzione).

Salone del Gusto e Terra Madre 2012

Carlin Petrini (Presidente Slow Food), Mario Catania (Ministro Politiche Agricole), Roberto Cota (Presidente Regione Piemonte) e Piero Fassino (Sindaco di Torino), introdotti da Roberto Burdese (Presidente Slow Food Italia), hanno inaugurato oggi, 25 ottobre 2012, la IX edizione del Salone del Gusto ormai legato indissolubilmente a Terra Madre.

In tanti anni (la prima edizione si tenne, quasi in sordina, nel 1996 già nella sede odierna del Lingotto di Torino), non avevo mai visto così tanta gente – e tanti bambini e ragazzi – già al giovedì. Stand presi d’assalto da un pubblico che pare sempre più consapevole e maturo; consumatori che cercano qualità e cibi di nicchia che conoscono e sui quali hanno le idee ben chiare.

Mi pare un piccolo raggio di luce in un contesto di grigiore e infinita tristezza fatta di rassegnazione e lamentazioni: da queste zacchere, da queste gore si esce soltanto agendo con tenacia, con tigna, con serenità, con speranza. Aperti al mondo e al suo continuo cangiare; flessibili come giunchi; rispettosi e sempre guidati da un comportamento etico: verso sé stessi, verso gli altri, verso la terra, verso la Terra.