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Curzio Malaparte: Maledetti Toscani

Non è, in tutta franchezza, un libro che si possa consigliare a chicchesia. E’ un libro difficile, sgembo, scorrettissimo: toscano fino alle più recondite budella.

Libro di cui soltanto in pochi possiamo goderne il fascino e la scrittura sinistri, diversi, fuori luogo, fuori d’ogni convenienza.

Kurt lo scrisse nel 1956, un anno prima di defungere in maniera improvvisa, inaspettata, crudele dopo un viaggio in Asia.

I passi memorabili da citare sarebbero tanti in questo libro; cerco di limitarmi e propongo un brano, quasi alla conclusione del volume,  che mi pare possa bene rendere in sintesi tutto il resto:

Imparate dai toscani a stimare un onore il male che dicon di voi. E tutti dicon male di noi toscani, e non ci vogliono, e ci tengono a bada, sol perché siamo, e a ragione, crudeli e faziosi, cinici e ironici; perché abbiamo il sangue caldo e la testa fredda; perché siamo nati proprio e soltanto per dire quel che agli altri non piace sia detto; perché non ci pentiamo delle nostre cattive azioni per non doverci pentire anche delle buone; perché godiamo nel mettere a nudo i fìgnoli, i bitorzoli, i bubboni, le ossa storte, gli occhi guerci, e non tanto quelli degli altri, quanto i nostri; perché siamo i soli, in Italia, che pur nel vivo delle fazioni, delle sommosse, delle mischie, degli ammazzamenti, non perdiamo mai la testa, i soli che ci scaldiamo a freddo, e a un certo punto ammazziamo non per la ragione che non ne possiamo fare a meno, o che ci piaccia ammazzare, ma per la ragione che è ora di farla finita, e di andare a desinare; perché siamo pallidi e non chiediamo perdono a nessuno, e dimentichiamo più presto i beneficii che le offese, e non perdoniamo chi ha paura di noi. E sopra tutto perché noi toscani siamo la cattiva coscienza d’Italia.

Ribadisco: un libro per pochi. Ma che piacere leggere certi passi, anche per la lingua!

http://www.vincenzoreda.it/kurt-erik-suckertcurzio-malaparte-uno-fuori-moda/