Posts Tagged ‘via Garibaldi’
La Fassona maya

La creatività non ha confine. L’immaginazione creativa può colpire ovunque e con effetti formidabili.

Ideal è una delle migliori macellerie di Torino, via Garibaldi, 46/d quasi angolo piazza dello Statuto ( lo Statuto cui è dedicata la piazza è quello Albertino). Giuliano Mele, nella fotografia accanto alla titolare Rossana Pozzi, s’è inventato questa scenografia dedicata alle piramidi maya, con gusto e leggerezza. Carni di prelibata nostra fassona a comporre piramidi maya. Semplicemente, sensazionale. Per un punto vendita che esiste da quasi quaranta anni e che impiega 6 addetti per offrire ai propri clienti l’eccellenza dell’offerta COALVI.

E i passanti apprezzano. Perché la gente non è poi così sprovveduta come qualcuno vuol far credere.

Strana reazione quando racconto a Giuliano e a Rossana che i Maya (postclassici) apprezzavano la carne umana appena macellata e che le prelibatezze erano le guance, i piedi e le mani. Proprio come il maiale…. Mah.

Libreria Il Banco a Torino

La libreria Il Banco, in via Garibaldi all’angolo con via Piave – a Torino – è la mia libreria di fiducia. E’ una delle poche librerie in cui si entra volentieri, essendo quasi parte della pedonale via Garibaldi; una delle poche librerie in cui si entra senza dover necessariamente avere un libro da comprare, anche per ciondolare, per oziare, per perdere tempo. Infatti, vi si incontrano anche vecchi e bambini: mica male, no?

Ha riaperto da poco, con un delizioso restyling: davvero cool.

Eppoi, il mio libro – 101 Storie Maya – è sempre ben esposto, pur in compagnia un poco stramba (alieni, new age e roba del genere…mah!): va bene Gregg Braden, ma tutto il resto che c’entra?

I miei kebab e falafel preferiti

Giovani iraniani di buona famiglia, venuti in Italia per studiare architettura e farmacia a Roma, furono sorpresi dalla rivoluzione degli ayatollah khomenisti. Decisero di rimanere in Italia, salvo poi trasferirsi in Germania a Francoforte per qualche anno: delusi dai tedeschi – per modo di fare, di essere e di vivere – fecero ritorno in Italia per investire nella loro passione della cucina. Aprirono questo localino, nel centro di Torino, in via Piave – una traversa di via Garibaldi – nel gennaio del 2010. Quando lo vidi apparire per la prima volta, quasi sotto casa mia, pensai: chissà quanto riusciranno a resistere, in questo posto sfigato e fuori dalle rotte usuali delle folle che infestano via Garibaldi. Invece, il localino si faceva via via più ricco; migliorava man mano gli arredi, le luci, le insegne e addirittura si spinse a mettere fuori un piccolo dehors, dapprima scoperto e poi con gli ombrelloni. Cominciammo a passare ogni tanto per prendere soprattutto i deliziosi panini di kebab: nella nostra famiglia il cibo etnico è assai apprezzato da sempre, per le nostre stesse caratteristiche che sono multietniche. Noi frequentiamo con assiduità e soddisfazione le cucine indiana, cinese, messicana e araba. Prezzi straordinari, ottima qualità, pulizia, gentilezza: tutte caratteristiche che ci piacevano in questo posticino apparentemente anonimo. Invece, il lavoro appassionato di Razmik e sua moglie Susan ha dato i meritati risultati. Oggi il locale è assai frequentato – sempre aperto, anche fino a tardi – soprattutto da ragazzi giovani che qui mangiano bene, sono trattati con cortesia e spendono pochissimo.

Per una volta, invece che prendere i soliti panini di kebab, abbiamo voluto, mia moglie e io, fare una cena in loco. Mi sono fatto raccontare la loro storia e abbiamo passato un’oretta gustando ottimi kebab e falafel (qui le polpette tipiche del medioriente sono cucinate nella versione con le fave e non con i ceci: sono buonissime). Ovvio che mangiare bene, bevendo birra, con meno di 15 euro non è male, di questi tempi. Inoltre, attenzione: questo è un locale che rilascia sempre lo scontrino e non impiega personale non in regola.

Davvero una grande ammirazione per la devozione verso il proprio lavoro di Razmik e Susa! Un esempio per tanti dei nostri che sono capaci soltanto di noiose lamentazioni: il lavoro c’è per chi ne ha voglia e per chi lo svolge con passione e puntigliosa ostinazione. E premia.

Torino insolita

La cupola di S. Lorenzo e la Cappella della Sindone di Guarini, via Garibaldi, la statua del Conte Verde, Palazzo Civico, il vecchio ingresso del Sollazzo Gastrico (Birraria Cerri, in via Palazzo di Città dirimpetto al n. civico 14, sede del mitopoietico Postino Cheval), La Mole….E’ sufficiente cambiare punto di vista e….tutto cambia.