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Vinolibero & Nomacorc, Eataly Lingotto

 

VINO LIBERO AND NOMACORC TASTING CHAMPIONSHIP

 

Serralunga d’Alba, 24 febbraio 2015 – Dalla partnership stipulata lo scorso Vinitaly tra l’Associazione Vino Libero e Nomacorc, leader mondiale nel settore dei tappi per vino, nasce l’idea del Vino Libero & Nomacorc Tasting Championship, un vero e proprio campionato di degustazione che vede protagonisti i vini senza concimi di sintesi, senza diserbanti e senza almeno il 40% di solfiti rispetto al limite previsto per legge realizzati dalle 12 cantine d’Italia che hanno aderito al Disciplinare dell’Associazione.

A seguito della scelta di Vino Libero di adottare su alcune referenze i tappi Select Bio di Nomacorc, realizzati con materiale bioplastic derivante dalla canna da zucchero che, oltre ad avere un’impronta di carbonio assente, grazie all’uso di polimeri rinnovabili di origine vegetale, consentono di ridurre lo spreco di vino causato dal sapore di tappo o da alterazioni dovute al passaggio non ottimale di ossigeno, è sorta infatti l’esigenza di comunicare tutti gli evidenti e soddisfacenti risultati positivi che si sono sviluppati a seguito della collaborazione. E quale miglior modo per abbattere le diffidenze verso una chiusura sintetica se non un vero e proprio test sul campo, con la possibilità di esprimere un voto?

Il progetto, che  mira a coinvolgere non solo i maggiori esperti del mondo del vino in tutta Italia, tra cui Sommelier, Assaggiatori e giornalisti del settore ma anche semplici appassionati e clienti incuriositi all’interno degli store Eataly, ha l’obiettivo di arrivare a definire quale, tra le otre 50 referenze Vino Libero, identificate dalla tipica bandierina sul collo della bottiglia, sia la loro preferita, prescindendo da ogni giudizio legato alla tipologia di chiusura utilizzata.

 

In ciascuno dei tre appuntamenti previsti, a partire da quello di Torino, cui seguiranno le tappe di Roma e Milano, i partecipanti potranno testare innanzitutto due campioni di diverse tipologie di vino, ciascuno chiuso con tre diversi tappi, e capire così come il processo di ossigenazione in bottiglia sia influenzato dalla chiusura utilizzata. Solo allora inizierà la competizione, incentrata su sei referenze tra le più rappresentative.

 

Tema di Torino saranno i vini rossi, mentre a Roma si esplorerà il mondo dei vini bianchi, per arrivare alla finale di Milano, dove vini bianchi e rossi saranno messi a confronto ed analizzati per le loro caratteristiche organolettiche. Tutti i risultati ed i contributi saranno raccolti in una pubblicazione.

 

Il comunicato stampa qui sopra è a cura dell’Ufficio stampa di Eataly:                                                                      Chiara Destefanis – destefanis@fontanafredda.it - +39 342/6696519                                                                     Andrea Di Curzio – a.dicurzio@winedreamers.com - +39 335/1041358

E’ stata una serata assai interessante. La prima parte ha visto le valutazioni di due vini differenti con tre diverse tipologie di tappi Nomacorc (diversa permeabilità all’ossigeno esterno): molto interessante le differenze, comunque quasi impercettibili, rilevate sul Sangiovese Inno di Gianna Nannini, bene illustrate dall’enologo Manuel Pieri. Presente, per Nomacorc il Direttore Commerciale Filippo Pieroni. Certo, si tratta di questioni di grande complessità e sulle quali non c’è perfetta concordanza tra i veri esperti e ricercatori, ma la serietà dell’esperienza Nomacorc va comunque evidenziata nel giusto risalto.

La seconda parte della serata ha visto la valutazione di cinque vini rossi scelti tra quelli facenti parte del brand Vinolibero: Barolo No Name di Borgogno, Nebbiolo Filari corti di Brandini, Dolcetto di Dogliani Superiore Vigna del Pilone, Già di Fontanafredda e Rosso dell’Abazia di Serafini & Vidotto. Pur non amando in particolare il classico uvaggio bordolese, devo dire che la mia preferenza è andata, tra questi vini, al Rosso dell’Abazia, che ben conoscevo e che si presenta sempre come un prodotto di grande interesse e di qualità superiore (tralascio i dettagli di valutazione organolettica).

Serata come sempre, quando organizza Eataly, di interesse e soddisfazione.

http://www.vincenzoreda.it/vinolibero-by-oscar-farinetti/

http://www.vincenzoreda.it/innno/

http://it.nomacorc.com/

 

 

 

L’InNno di Gianna Nannini a Eataly Torino

Gianna Nannini l’avevo conosciuta alla fine del suo concerto a Barolo, nel luglio scorso, in occasione di Collisioni 2013. Eravamo sulla magnifica terrazza Borgogno, ospiti di  Oscar Farinetti, sempre più, a suo modo, vulcanico e geniale

Avevo avuta l’occasione di bere i suoi vini: il Baccano e il Chiostro di Venere, niente male tutto sommato (vedi link qui sotto).

Mi aveva fatto una buona impressione: innanzi tutto un’ottima bevitrice (e di notevoli capacità in termini quantitative), e poi una persona aperta, franca, di modi semplici e di facile approccio.

A Eataly, Sala dei 200 gremitissima di un pubblico appassionato e entusiasta, quelle impressioni sono state confermate appieno.

L’InNno 2011 è un Sangiovese in purezza, frutto dell’assemblaggio di due cru differenti, e per suolo e per età delle vigne. Figlio di Renzo Cotarella, prodotto nella tenuta senese di Certosa di Belriguardo, è un Sangiovese beverino, di facile approccio e di non eccessiva complessità, pur se il vino proposto aveva soltanto 15 giorni di imbottigliamento (ne farò una valutazione più seria tra qualche tempo). Se ne producono 15.000 bottiglie per un – ottimo – prezzo a scaffale a poco meno di 10€.

Oscar Farinetti l’ha voluto nella sua particolare scuderia sotto il marchio di Vinolibero: ovvero, filosofia commerciale di vini ottenuti da vigne coltivate con metodo biologico e vinificati usando con molta parsimonia la SO2.

Auguri.

http://www.certosadibelriguardo.com/

http://www.vincenzoreda.it/terrazza-borgogno-collisioni-2013/

VINOLIBERO by Oscar Farinetti

Ricevo e volentieri pubblico.

Una nuova e interessante iniziativa sta nascendo nel complesso settore vitivinicolo italiano.

Dalla consapevolezza che il mercato del vino, in futuro, avrà come protagonisti consumatori sempre più attenti e sopratutto preparati nasce il progetto “Vino Libero”.

Due semplici parole, dal significato immenso, ricchissimo di contenuti. Un “Vino Libero” significa semplicemente privo di tutto quanto può negativamente interferire sulle sue enormi valenze qualitative intese in senso ampio, anche di qualità della vita, per riscoprirne i valori intrinseci e più autentici.

Un progetto che mette al centro la naturalità del vino iniziando a liberarlo dai concimi cimici, dai diserbanti, dai troppi solfiti, ma anche da packaging inquinanti, dagli eccessi della burocrazia, dalle mode effimere e inutili.

Una diversa filosofia imprenditoriale, che lascia le parole per concretizzarsi immediatamente nell’osservanza di norme precise e disciplinari necessariamente rigidi. Si parte dal vigneto con un vero e proprio Disciplinare di coltivazione di “Vino Libero”, per arrivare alla cantina che porrà in atto tutte le procedure a tutela della biodiversità dell’agroecosistema  e della sostenibilità ambientale. Il tutto finalizzato ad ottenere un “Vino Libero”.

Libero da un uso esasperato e sbagliato della chimica, per ritrovarsi in equilibrio con l’ambiente e di esprimere, al meglio, qualità e salubrità.

Libero dalle campagne salutistiche e proibizionistiche, che lo denigrano come una minaccia per la salute, dalle diete ipocaloriche e dimagranti.

Libero di esprimere il proprio carattere correlato semplicemente al vitigno e al territorio.

Libero di scendere nel bicchiere a donarci tante emozioni.   

Undici cantine di sette regioni: Fontanafredda, Mirafiore, Borgogno, Brandini, San Romano, Monterossa, Serafini & Vidotto, Le Vigne di Zamo’, Fulvia Tombolini, Agricola del Sole, Calatrasi & Micciche’. 180 ettari vitati, 350 addetti per un totale potenziale di 1 milioni di bottiglie: questi sono i numeri del progetto “Vino Libero”.

Ne è coinvolto l’intero territorio nazionale: dal Piemonte al Friuli, sino a Toscana, Marche, Puglia, Sicilia.  Tutti terroir ad altissima vocazione e con tipologie di vino solo doc/docg dall’eccellente profilo qualitativo.

Inizialmente il progetto prevede di raggiungere 400 luoghi di vendita, 600 luoghi di ristoro e 100.000 clienti. Per formare un’iniziale rete tra produttori, fornitori e consumatori. Una struttura aperta, dinamica e, ovviamente, “Libera”.                                    

Il progetto” “Vino Libero” sarà presentato alla stampa il giorno 17 Settembre alle ore 12.00 a Roma presso il nuovo store Eataly , Piazzale XII ottobre 1492 – Air Terminal Stazione Ostiense.

 UFFICIO STAMPA: TABLINO POSSIO FRANCESCA tablino@fondazionemirafiore.it 333 47 99 195

www.vinolibero.it