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Capoliveri: la prima esposizione in pubblico

Era il 30 maggio del 1998 e in una piazzetta del centro di Capoliveri, paese stupendo dell’isola d’Elba, esponevo per la prima volta in pubblico i miei quadri.

Il giorno appresso venne Vittorio Fiore che molto apprezzò i miei lavori e m’invitò nella sua dimora, uno splendido casale medievale ristrutturato con sensibilità e cultura, in Chianti.

Dipinsi per lui, con il suo Carbonaione, alcuni quadri: posso affermare, non senza orgoglio, che Vittorio Fiore è stato il mio primo collezionista.

Dei 18 pezzi presentati a Capoliveri, 3 fanno parte della mia collezione privata – e sono i più estremi, quelli che mi piacciono di più: in pratica delle macchie di vino. 2 sono in India, uno è a San Damiano d’Asti e tutti gli altri sono stati venduti a prezzi oggi ridicoli.

Non so chi sia la bimba che mi siede a fianco, era una bimba cui ero simpatico e a cui piacevano i miei lavori: curiosamente, mia figlia Geeta sarebbe arrivata dall’India quello stesso anno in novembre.

Vinitaly 2014

I numeri di quest’ultima edizione del Vinitaly sono, in tutta franchezza, impressionanti!

4.100 espositori di 80 paesi per un’area di oltre 100.000 mq.

155.000 visitatori (+6% rispetto alla scorsa edizione) di cui 56.000 buyer stranieri, con tedeschi e americani quasi appaiati al primo posto e seguiti da inglesi, canadesi, russi…

L’intervento del Capo del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, è stato un ulteriore valore aggiunto, così come le presenze di Maurizio Martina (Agricoltura), Giuliano Poletti (Lavoro) e Angelino Alfano (Interni). Chiaro che questa trionfale 48° edizione fa da prologo beneaugurante  al prossimo Expo 2015 (Vinitaly ne curerà il settore specifico). E speriamo tutti che il Nostro sbilenco Paese ritrovi una postura che gli sia più consona….

Per quanto mi riguarda, a parte le questioni strettamente legate alla professione (un paio di faccende piuttosto importanti), i miei Vinitaly sono identificabili con gli incontri con i miei amici e qualche sorso, gustato finalmente insieme, dei loro spesse volte portentosi vini. Nelle fotografie sopra la documentazione esplicita di ciò, senza citare nello specifico nessuno in particolare, ma con la riflessione che ormai ho eletto a mio campo-base lo stand Du Cropio di Giuseppe Ippolito, ma qui la faccenda attiene alle radici, e con le radici né si ragiona, né si può venire a patti….

Le mie prime mostre (My first art shows)

Questi sono i depliant originali di alcune delle mie prime mostre, tra il 1998 e il 2001. Dalla prima, a Capoliveri (Isola d’Elba), dove conobbi Vittorio Fiore (mio primo collezionista), a quella di Monte S. Angelo, voluta dal mio grande amico chef Gegé Mangano, a quella di Camigliano con molti artisti provenienti da mezza Europa. Certo, il depliant che mi è più caro è quello che riguarda la mostra al ristorante La Marianna di Mirco Panattoni a Bergamo alta. Ne fu promotore Luigi Veronelli che intervenne: lo scritto, il primo in assoluto a me dedicato, è di Gigi Brozzoni. Indimenticabile.

Vinitaly: incontri
Speech per Merano, sabato 7 novembre

Saluto e ringrazio tutti i presenti, in particolare ringrazio Mario Busso e Vincenzo Vita per merito, o colpa a secondo di come la si vuol considerare, dei quali sono qui a parlare.

Mi presento: sono Vincenzo Reda – calabrese silano, trapiantato a Torino da sempre -una sorta di miscuglio disomogeneo tra un artista e un intellettuale.

Dopo una gioventù ricca di esperienze artistiche importanti nel cinema d’avanguardia, nella fotografia di body-art e in teatro, ho abbandonato l’arte per un lungo periodo in cui mi sono dedicato a attività imprenditoriali, prima con una agenzia pubblicitaria e successivamente in campo editoriale.

Sono stato vicepresidente dei giovani industriali di Torino e vicepresidente nazionale dell’associazione piccoli editori.

Poi, l’essere artista ha di nuovo prevalso e ho cominciato, quasi per caso, a dipingere con il vino nel 1993, ma senza esporre i lavori.

Fino all’incontro del ’97, nella sua splendida e storica dimora di Bergamo alta in via Sudorno, con Gino Veronelli che mi spinse a mettere in mostra le mie ricerche di pittura col vino.

Ho fatto la prima mostra a Capoliveri, Isola d’Elba, nel maggio del ’98 e il mio primo estimatore e collezionista è stato, lo dico con grande orgoglio, Vittorio Fiore per il quale ho dipinto con il suo Carbonaione.

Nel 2004 per quasi un anno ho diretto una grande azienda agricola in Toscana, esperienza che mi ha permesso di conoscere a fondo il mondo del vino e dell’olio.

Nel frattempo Elio Archimede prima, per Barolo & Co e Donato Troiano successivamente, per Informacibo.it mi hanno chiamato a scrivere di vino, meglio di storie del vino.

Ho pubblicato quest’anno il volume, che in sostanza raccoglie 6 anni di scritti, “Più o meno di Vino” con le Edizioni del Capricorno.

Un artista deve, secondo il mio pensiero, vivere di ossessioni e io posso dire di averne tante. Per rimanere nel merito delle mie ricerche in questo campo, tutto nasce dall’ossessione per le macchie del vino sui tovagliati immacolati e per la mia mania che riguarda l’estetica dei calici di cristallo: nella forma del calice rivedo la forma perfetta dell’albero con le sue radici affondate nella terra, il fusto che è una sorta di ascensore e la chioma che respira il cielo.

Nella bottiglia di vino, prima di ogni colore, sentore e sapore ci vedo sempre una storia. Un racconto di rocce che si sfaldano, di terra girata e rivoltata, di radici che cercano ostinate acqua e minerali, di foglie e di frutti che amano essere baciati dal sole. E poi un racconto di uomini, tenaci e sognatori, che lavorano.

Bevo, conosco, amo i vini con cui dipingo e ne conosco le terre, i climi e gli uomini e questo è il significato delle mie ricerche, a prescindere da fama, successo e business.

Ho esposto in tutta Italia e lavorato con vini siciliani e trentini, rossi e bianchi, secchi e dolci, fermi e frizzanti. Amo sopra ogni altro il Dolcetto e, tra i bianchi, il Verdicchio sia di Jesi, sia di Matelica.

Lo scorso anno ho esposto negli Stati Uniti, vicino a Boston e in questo momento ho una personale al Radisson Hotel di New Delhi, nel ristorante Med del mio amico Giovanni Leopardi, grande chef torinese in giro per il mondo.

Grazie e salute a tutti.