Un po’ di nostalgia

Quelli qui sopra sono alcuni miei ritratti, alcuni autoscatti con vari apparecchi fotografici, che occupano più o meno il decennio 1972/1982: tra i 18 e i 28 anni. Anni meravigliosi e non tanto perché ero giovane, quanto perché il periodo era per davvero stimolante, e sotto tutti i punti di vista. Soprattutto a Torino, Città di confine, di ricerca, di stimolo continuo.

In questo benedetto decennio sono passato dal lavoro (tremendo) di manovale in cantiere edile all’addetto alla catena di montaggio in Fiat Mirafiori (127). Dal fare l’impiegato a dirigere una radio privata (Radio ABC Italiana). Da lavorare in teatro a fare l’assistente fotografo e poi il fotografo in proprio e poi ancora il piccolo imprenditore nel campo della pubblicità. Continuando a occuparmi di arte: teatro, fotografia, cinema, radio e televisione.

Un anno dopo, nel 1983, avrei cominciato un altro decennio: questa volta da imprenditore serio e top manager, mettendo momentaneamente da parte tutta la mia anima di artista e di intellettuale. Meno male che dalla metà dei Novanta questa riprese il sopravvento. E ricominciai: The call of the Wild, come scrisse l’amato Jack London!

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