Archive for Agosto, 2008
Sanguina il mio cuore a Bombay (My heart is crying blood in Bombay)

Quarantanni sono oggi e la profanazione oscena colpiva, ancora colpiva Tenochtitlàn: in quella Santa Piazza che profuma di morte ancora una massacro, un altro massacro di uomini che bevono sangue di uomini, laddove il sangue per sempre era stato Acqua Santa con cui spegnere la sete di Crudeli Divinità: gli Dei, ovunque, sono assetati di sangue.

Anni sono passati e la profanazione colpiva altri simboli di morte al principiare di un nuovo ciclo, un nuovo millennio: a memento: ricorda uomo, sei assetato del sangue dei tuoi fratelli: ne bevi riarso a spegnere una sete che neanche conosci.

E sangue che sparge altro sangue in terre che sembrano lontane, ma il sangue è vicino, il sangue sempre è fratello.

E oggi la cittàdellabuonabaia: scorrono rossi ruscelli inquietanti di vite che furono, nel caos gentile di Bombay: sangue di genti neppure parenti genti lontane eppursempre fratelli.

Sangue che chiede altro sangue: come se spargere sangue ulteriore lenisse dolori, sanasse ferite.

Estinguesse le seti infinite.

No, non è prevista alcuna conclusione a codesta vicenda.

Siamo semplicemente uomini che per vivere devono onorare Divinità Crudeli che chiedono sangue, sangue nostro, sangue di nostri fratelli.

Il Dolore, ci diciamo l’un l’atro bugiardi, ci rende migliori.

E non è vero.

Il Dolore, mi spiace dire, ci aiuta a vivere.

Ci occorre come l’aria che respiriamo.

Cittàdelmessiconewyorkbombay

Dresdahiroshima….

Sia fatta la volontà diddio.

Vincenzo Triste 28 novembre 2008

Il mio primo libro: 1988, un libro di poesia sperimentale

 

 

 

 

COCCALE


Caccole

Caccoline

Caccolette

Lievi lievi

Insudiciano

Fastidiose un poco

Collose

Insistenti

Il vello lucido

Del mio tiepido esistere.

Furtivo

Mi scaccolo

Coccolandomi un poco

E ogni caccola

Una piccola coccola.

 

 

 

 

Questo librino fu licenziato il 7 dicembre del 1988, stampato presso le Arti Grafiche Bogliani di Torino in 73 copie numerate e firmate. Fu composto con caratteri Garamond chiaro tondo e corsivo  in linotype da Carla Arata. L’editor fu Alex Chiarva, la copertina impostata da Elena Rozzo.

E’ un oggetto particolare di cui vado orgoglioso e, pur con una qualità dei testi assai variabile, l’ispirazione con la quale fu concepito oggi mi appartiene tanto tanto.