Archive for Ottobre, 2012
Mostra fotografica “Obiettivo Terra: la forza della natura” presso NH Tech del Lingotto

Mercoledì 24 ottobre scorso si è inaugurata una mostra fotografica dedicata alla natura presso le sale del prestigioso hotel NH Lingotto Tech. La mostra (Obiettivo Terra: la forza della natura) è itinerante ed è stata allestita, tramite un concorso, a cura della Fondazione Univerde, presieduta da Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Ambiente. Questa 3° edizione dell’evento si tiene in contemporanea al Salone del Gusto e Terra Madre 2012. All’inaugurazione erano presenti, oltre al presidente della Fondazione Univerde, Carlin Petrini, Roberto Burdese (presidente di Slow Food Italia) e Eduardo Bosh (Direttore Commerciale di NH Hoteles). La trasmissione Antropos, curata dal dr. Giorgio Diaferia, ha curato in esclusiva un servizio per l’emittente Quartarete TV di Torino.

La mostra è assai interessante e vale la pena di visitarla. Ingresso libero.

http://www.fondazioneuniverde.it/iniziative/attivita/obiettivo-terra-in-mostra-la-forza-della-natura/

Carlin Petrini

Questa è una dichiarazione di Carlin Petrini, rieletto presidente di Slow Food, estrapolata da un suo intervento durante il congresso mondiale dell’Associazione, lunedì 29 ottobre scorso a chiusura del Salone del Gusto e Terra Madre 2012:

«È interessante che in un periodo di crisi come quello attuale, il cibo sia relegato nell’opprimente contesto ludico della tv. Questa non è gastronomia, è pornografia alimentare. Il cibo ha perso valore, è diventato merce. Occorre invece tornare a un approccio olistico, e per fare questo bisogna ascoltare le quattro categorie da cui possiamo imparare tanto e che invece sono relegate ai margini della società: donne, anziani, contadini, indigeni».

C’era una volta…

C’era una volta un uomo gentile e sensibile: coltivava ragnatele e amava i ragni e le civette e certi suoi sogni e certe sue fantasie. E amava le fanciulle, quelle semplici, quelle con gli occhi grandi e il faccino rotondo e le  trecce lunghe e nere e sottili.

Quell’uomo trascorreva il suo tempo disegnando e dipingendo e trasformando oggetti, i più comuni, con le sue mani avide e curiose e instancabili.

E quell’uomo semplice, ogni tanto, si rinchiudeva in un antro e, quasi fosse un antico alchimista, con riti antichi e misteriosi danzava leggero tra bragi e fuliggini. Magico sgorgava un liquido ch’egli creava per incendiare i cuori degli uomini di buona volontà.

Ha lasciato, quell’uomo gentile, la sua eredità a qualcuno che continua a esercitare quell’arte antica nell’antro magico e ancora fluisce il liquido portentoso capace di agitare i cuori degli uomini sensibili.

E da qualche parte del cielo, quell’uomo antico, gioisce e percepisce, netti, i sogni di chi con la sua portentosa pozione  riesce a innescare scoppi variopinti di sogni, ghirlande di meravigliose sensazioni e racconti fantastici di storie evanescenti che si perdono nei fumi di memorie impalpabili.

Danza, danza nel cielo, leggero leggero Levi Romano, fu Serafino da Neive.

Salone del Gusto 2012, conclusioni

Cala il sipario sul Salone del Gusto e Terra Madre:
l’edizione più bella di sempre
Al Congresso Internazionale di Slow Food fissati gli ambiziosi obiettivi per i prossimi quattro anni

Un solo giorno non è sufficiente per visitare gli stand, incontrare i produttori e scoprire tutte le realtà presenti al Salone del Gusto e Terra Madre, su cui stasera si spengono i riflettori, sono i commenti più sentiti in questi giorni. «220.000 visitatori italiani e stranieri, 16.000 partecipanti alle 56 conferenze, 8000 studenti e 3700 bambini che hanno preso parte alle attività educative, affrontando temi molto attuali, quali acqua, salute e ambiente». Questi i primi dati comunicati da Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, raccontando l’evento che ha colorato i padiglioni di Lingotto Fiere e Oval in questi cinque entusiasmanti giorni.
«La fusione tra Salone del Gusto e Terra Madre ha reso questa edizione la più bella di sempre, permettendo uno scambio continuo tra i Paesi, mescolando profumi e nazionalità, in cui è stata notevole la partecipazione dei giovani, produttori, delegati e semplici visitatori», continua Burdese. «Nonostante il difficile periodo che stiamo attraversando, molti prodotti erano esauriti nel Mercato già domenica sera, denotando una sempre maggiore attenzione del pubblico ai cibi di alta qualità. È infatti tempo che lo stato di salute del comparto agroalimentare diventi la cartina di tornasole per comprendere la condizione del Paese».
«Un grazie di cuore a Slow Food per un Salone del Gusto e Terra Madre dai numeri straordinari. Devo riconoscere che in questi ultimi tempi Torino sta sorprendendo per capacità di adesione e partecipazione, e ora la città inizierà da subito a lavorare all’edizione 2014. Ma non dimentichiamoci che l’Expo 2015 si avvicina a grandi passi, e se Torino deve diventare il simbolo dell’enogastronomia, è fondamentale una solida collaborazione e una convergenza di tematiche con gli organizzatori della manifestazione milanese. Dobbiamo riuscire a coinvolgere maggiormente la città e la popolazione nei prossimi anni, includendo le tante imprese e attività presenti nel territorio. Per il resto, semplicemente grazie a chi ha reso possibile un evento di tale portata, con entusiasmo ed energia», ha aggiunto Maurizio Braccialarghe, assessore alla Cultura e Turismo della Città di Torino.
Quindi, per venire alle informazioni salienti, segnaliamo un incremento del 10% nel numero complessivo di visitatori, il tutto esaurito a Master of Food, Laboratori e Teatri del Gusto con moltissimi stranieri, 15.000 download dell’applicazione dell’evento e una notevole affluenza all’Enoteca, in cui sono stati i grandi vini i veri protagonisti, accompagnati dai piatti delle vicine Cucine di Strada.
Con il suo orto di 400mq situato proprio al centro dell’Oval, l’Africa è sicuramente stata la protagonista dell’evento, con i suoi prodotti, le storie delle comunità e soprattutto le testimonianze dei tantissimi giovani che intendono riprendere in mano il futuro del continente, ritornando nei loro villaggi con gli occhi pieni di testimonianze, idee e progetti. Africa, dunque, ma non solo. Si è parlato molto anche di legalità, di lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, di rinascita e cooperazione tra le realtà colpite da disastri naturali, dalla Liguria all’Emilia, dall’Abruzzo al Giappone. Mani che si stringono, contatti che si scambiano, idee che si confrontano. In mille lingue diverse. Questi i simboli del Salone del Gusto e Terra Madre 2012.
Parallelamente all’evento, i 650 delegati provenienti da 95 Paesi hanno partecipato al VI Congresso Internazionale di Slow Food, discutendo di clima, sicurezza alimentare e biodiversità. «Con 90 interventi da 51 Paesi, Slow Food ha parlato al mondo e il mondo ha parlato a Slow Food». Così Carlo Petrini, rieletto presidente dell’associazione all’unanimità, delineando gli obiettivi per i prossimi quattro anni: «Il nostro impegno non deve fermarsi, e gli obiettivi sono ambiziosi: nei prossimi quattro anni dobbiamo continuare il nostro lavoro in Africa con sempre maggiore convinzione, e dobbiamo alimentare l’Arca del Gusto con nuovi prodotti tradizionali e varietà autoctone a rischio di scomparsa». Con queste parole Petrini ha esortato i delegati a lavorare nel proprio Paese per un rafforzamento complessivo delle comunità del cibo e dell’associazione. La novità principale è la costituzione di un ristretto comitato esecutivo formato da sei esponenti, con il compito di trasformare le scelte strategico politiche in attività concrete.
«Torino si conferma la capitale dell’enogastronomia», conclude Burdese, «e vorrei ringraziare gli oltre dieci enti che ci hanno assistito in tutte le fasi organizzative e tutti i produttori, montatori, tecnici che non ci hanno mai negato una mano. Quindi non mi resta che darvi appuntamento al 2014, promettendovi un Salone del Gusto e Terra Madre memorabile!».

Ufficio Stampa Salone del Gusto e Terra Madre:
c/o Slow Food: Tel. +39 0172 419653/615/666/754  press@slowfood.it Fax +39 0172 419725
c/o Regione Piemonte: Tel. +39 011 4322549  donatella.actis@regione.piemonte.it
c/o Comune di Torino: Tel. +39 011 4423606  raffaela.gentile@comune.torino.it
www.slowfood.it
Twitter: #SaloneDelGusto #TerraMadre
Facebook: www.facebook.com/salonedelgustoterramadre

 

Carlo Sismonda al Castello di Barolo

Nelle sale del prestigioso Castello di Barolo, sabato 27 ottobre scorso ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra del pittore piemontese (nato a Racconigi nel 1929 e scomparso nel 2011) Carlo Sismonda. La mostra, curata da Martina Corgnati, è stata introdotta da Tino Cornaglia (Presidente della Fondazione Castello di Barolo, che accoglie anche il WIMU, Museo del vino) e da Mario Abrate, presidente dell’Associazione Culturale Onlus “Carlo Sismonda”. Dura fino al 18 novembre 2012.

Numerosi i visitatori intervenuti all’inaugurazione e tutti assai sensibili al colorismo espressionista, spesse volte quasi estremo, del pittore piemontese.

Non amo in particolare questo genere di pittura, e ho trovato una certa discontinuità qualitativa e stilistica nelle scelte delle opere dell’artista: i curatori, d’altro canto, hanno volutamente preso in considerazione opere eseguite in tempi molto distanti che testimoniano una certa ricerca durata vari decenni da parte di Carlo Sismonda.

Personalmente, mi sono piaciuti alcuni quadri in cui la dinamica, i ritmi, i volumi dei colori sempre vivaci, ma mai scevri di una certa cupezza di fondo, illustrano paesaggi di esasperato espressionismo (quasi sfiorando l’astrattismo) in cui non compare la figura umana: due o tre di queste opere sono per davvero notevoli, capaci di trasmettere atmosfere e sensazioni particolari e aggiungerei anche uniche.

In ogni caso, una mostra che vale la pena visitare. Degna del posto straordinario che la accoglie e dell’autunno di Langa che tutt’attorno accende di colori cangianti un paesaggio che è unico al mondo.

Ed è nostro….

Filippo Giaccone e Roberto Voerzio

Filippo me l’ha tirata a tradimento. Stavo gustando un ottimo Barbaresco 2008 di Paolo Veglio (15% vol., eccellente, ma un alcol davvero tanto), quando mi ha gettato lì, con noncuranza: «Ti porto l’ultimo sorso di un Barolo che ho aperto ieri sera…».

Arriva il bicchiere e ci metto il naso dentro. Di Barolo negli ultimi mesi ne ho bevuti tanti e molti di questi di assoluta eccellenza: ci metto il naso dentro e rimango allibito.

Fantastico!

Armonia assoluta, complessità eccelsa…Al palato anche di più: tannini morbidissimi, puro velluto, grandissima struttura e indicibile eleganza.

Azzardo: 2005 o 2007, forse Monforte o Castiglione Falletto.

No: è il Barolo La Serra 2008 di Roberto Voerzio! Sono rimasto privo di fiato: senza dubbio uno fra i due o tre vini migliori che ho bevuto negli ultimi mesi, forse addirittura il migliore. E Roberto Voerzio non è proprio tra i miei preferiti, né mi è troppo simpatico: vecchie storie, forse fuorvianti, di quando lavoravo in Toscana e di una cena consumata al Belvedere, ancora di Bovio, qualche anno fa.

Mi rimase una specie di idiosincrasia, a torto, per Roberto Voerzio e i suoi vini.

Devo fare ammenda! Dovrò sdebitarmi in qualche modo. Il tutto, grazie al mio amico Filippo: andare da lui, a Albaretto della Torre, è sempre come ritrovare casa.

https://www.vincenzoreda.it/da-filippo-in-albaretto-della-torre/

Roberto Rabachino e la FISAR al Salone del Gusto

Roberto Rabachino lo conobbi nel 2009 quando ancora esisteva il Wine Show di Torino: guidava, con la consueta perizia e  grande passione, un laboratorio conoscitivo sui giovani vini brasiliani.

E’ un uomo che mi piace: è competente, umile, appassionato, semplice.

Al Salone del Gusto dirige, con mano ferma ma leggera, una squadra di 349 volontari che si occupa di accontentare sciami, nugoli, battaglioni di appassionati gustatori di vino – per almeno il 70% stranieri che richiedono Barolo, Brunello, Amarone…

Da anni è il riconosciuto leader della FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori): gente che lavora con grande serietà, competenza e passione.

Chapeau!

https://www.vincenzoreda.it/vinho-fino-do-brasil-al-wine-show-2009-di-torino/

 

Salone del Gusto 2012: i miei prodotti, i miei consigli
I colori dell’Africa a Terra Madre 2012

Terra Madre: è l’Africa, di lì noi umani arriviamo, mai bisognerebbe dimenticarlo! Qualche milione di anni fa uno scimmione scese dal suo albero forse perché non trovava più frutti di cui nutrirsi e si avventurò per la savana. Era un posto imprecisato situato tra quelli che oggi sono gli stati di Tanzania, Kenia, Eiopia, Eritrea.

Nella savana per fuggire i pericoli era necessario correre veloci, essere grossi o sapersi mimetizzare bene. Lo scimmione non aveva alcuna di queste caratteristiche e dovette sviluppare quella che sarebbe stata la sua peculiarità: essere intelligente!

Trasformatosi da scimmia (Pithecus) nel genere Homo, circa 150/200.000 anni fa, sempre in Africa, si verificò lo sviluppo della specie Sapiens sapiens: noi.

Eravamo neri, tutti.

Poi, distribuendoci per il mondo, a seconda dei diversi habitat, sbiancammo…

Non dimentichiamo mai la nostra Madre Africa.

A Terra Madre i colori, i sapori, gli odori dell’Africa trovano la loro giusta esaltazione: impariamo a rispettare l’Africa e cominciamo a restituirgli un poco di quanto ci ha dato, di quanto gli abbiamo rubato.

Carlin Petrini: il mio omaggio

Scattate durante la presentazione del Progetto Tierra di Lavazza, venerdì mattina 26 ottobre 2012 nella Sala Blu del padiglione 2 del Lingotto: sono immagini non mediate e descrivono più che una faccia, più che un viso, più che un volto. Una persona antica, intensa, profonda che trasmette passione, rispetto e rigore etico; un  visionario, carismatico che poi sa sempre essere quello che è in fondo: un uomo semplice abbarbicato alla sua memoria, avido di “altri” cui “trasmettersi”.

Non un mito, né un personaggio.

La mia Leica e la mia sensibilità: null’altro (con un poco di post-produzione).

Salone del Gusto e Terra Madre 2012

Carlin Petrini (Presidente Slow Food), Mario Catania (Ministro Politiche Agricole), Roberto Cota (Presidente Regione Piemonte) e Piero Fassino (Sindaco di Torino), introdotti da Roberto Burdese (Presidente Slow Food Italia), hanno inaugurato oggi, 25 ottobre 2012, la IX edizione del Salone del Gusto ormai legato indissolubilmente a Terra Madre.

In tanti anni (la prima edizione si tenne, quasi in sordina, nel 1996 già nella sede odierna del Lingotto di Torino), non avevo mai visto così tanta gente – e tanti bambini e ragazzi – già al giovedì. Stand presi d’assalto da un pubblico che pare sempre più consapevole e maturo; consumatori che cercano qualità e cibi di nicchia che conoscono e sui quali hanno le idee ben chiare.

Mi pare un piccolo raggio di luce in un contesto di grigiore e infinita tristezza fatta di rassegnazione e lamentazioni: da queste zacchere, da queste gore si esce soltanto agendo con tenacia, con tigna, con serenità, con speranza. Aperti al mondo e al suo continuo cangiare; flessibili come giunchi; rispettosi e sempre guidati da un comportamento etico: verso sé stessi, verso gli altri, verso la terra, verso la Terra.

La cucina gay di Alessandro Fullin

Certo, qua e là l’italiano non è proprio al suo massimo fulgore: [donne]fenice per fenicie (pg. 98); carré di vitello da un chilo, invece di un chilo (pg.56); Pescati a Riace….queste due statue..(pg. 88). Soltanto qualche esempio – e anche la quarta di copertina sopporta un bell’anacoluto (speriamo voluto). Ora, però, è bene sottolineare che l’italiano di Fullin (e del suo editor, che da noi si chiama redattore) non è più sciatto del normale: sono io che faccio questioni di lana caprina.

Il personaggio televisivo Alessandro Fullin a me è assai simpatico, ma non conosco di persona Alessandro Fullin e, dunque, non sono in grado di esprimere opinioni credibili in proposito.

Il librino, esile s’intende, è gradevole, di piacevole ironia surreale pur senza picchi di particolare genialità. Le indicazioni per le preparazioni cucinarie – ma qui sarebbe più appropriato il meno nobile culinarie che io cerco di evitare, per l’evidente assonanza (oltre che per mere questioni di nobiltà linguistiche) – di Stefano Chiara sono accurate e assai semplici da seguire e, tutto sommato, anche scelte con criterio.

Purtroppo, le stringate – meno male – note che Adua (stupendo nome di raffinate fascinazioni nostalgiche) firma per suggerire l’accompagnamento – meglio che il terribile abbinamento – dei vini alle ricette sono per davvero insipide; suggerire in generale una Barbera equivale a dire: «beveteci un vino rosso» (pg. 103); ma anche suggerire generici Charnonnay siciliani o toscani, Pinot Grigio, Langhe Bianco…non è male.

Comunque, il libro (il titolo corretto è  Pomodori sull’orlo di una crisi di nervi – La vera cucina gay italiana) è simpatico e abbastanza insolito: se non si ama in particolare Alessandro Fullin, mi pare però che i 14,90 € del suo costo (per 140 pp. scarse) siano troppi e potrebbero essere meglio impiegati.

Riporto l’introduzione fulliniana – tanto carina – di una ricetta:

«DOLOMITESSEN – Chi non ha desiderato, almeno una volta nella vita, di essere inseguito da un boscaiolo in una selva di conifere? Un’ottima idea allora è quella di attirare i taglialegna locali con il profumo di questo piatto agrodolce in cui la susina incontra la patata. Un ultimo consiglio: a un certo punto della fuga tra le cortecce, per essere sicuri del risultato che volete ottenere, dovete fermavi».

Il volume è edito da Cairo (se Urbano è un editore, io sono Eugenio Montale…), è mal distribuito: ho dovuto ordinarlo, in una delle migliori librerie di Torino (Il Banco), e l’ho aspettato  due settimane.

Salone del Gusto, Torino 25/29 ottobre 2012

Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food
sono lieti di invitarti ai seguenti appuntamenti del

Salone Internazionale del Gusto
e
Terra Madre

Cibi che cambiano il mondo
mercoledì 24
Ore 15
Conferenza stampa di preview
Sala Arancio, galleria visitatori del Lingotto Fiere – Torino

Visita in anteprima del Salone del Gusto e Terra Madre.
Accompagnano i giornalisti:
Giovanna Quaglia, assessore al Bilancio della Regione Piemonte
Enzo Lavolta, assessore alle Politiche per l’ambiente, l’energia, lo sviluppo tecnologico, la qualità dell’aria e l’igiene urbana della Città di Torino
Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia
A partire dalle ore 14, presso punto accredito stampa del padiglione 1 (ingresso via Nizza 294) sarà possibile ritirare i pass stampa e accreditarsi all’evento.

Ore 18,30
Cerimonia di apertura
Le parole di Terra Madre e Salone del Gusto
Palaolimpico, Corso Sebastopoli 123 – Torino


Interviene Josè Graziano da Silva, direttore Generale della FAO

Partecipano: Giovanna Quaglia, assessore al Bilancio della Regione Piemonte, e Piero Fassino, sindaco della Città di Torino
Le parole di Salone del Gusto e Terra Madre saranno interpretate da:
Dario Fo, drammaturgo, Premio Nobel per la letteratura, Italia
Sergej Ivanov, comunità del cibo degli allevatori della Stara Planina, Serbia
Nikki Henderson, responsabile di People’s Grocery, Usa
Carmen Martinez, Presidio Slow Food dell’amaranto di Tehuacán, Messico
Edward Mukiibi, Slow Food Mukono, coordinatore per l’Uganda del progetto Mille orti in Africa, Uganda
Vandana Shiva, presidente del movimento Navdanya e vicepresidente di Slow Food, India
Yoko Sudo, Slow Food Fukushima, Giappone
Carlos Vanegas Valdebenito, delegazione di Chiloé, Cile
Alice Waters, chef e vicepresidente di Slow Food, Usa

Intervento di chiusura Carlo Petrini, presidente di Slow Food

Con l’intervento musicale di Roy Paci, che dirige l’Ensamble Terra Madre in prima assoluta

giovedì 25

Ore 10
Inaugurazione del Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre
Sala Gialla, galleria visitatori del Lingotto Fiere – Torino


Intervengono:
Mario Catania, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali
Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte
Piero Fassino, sindaco della Città di Torino
Carlo Petrini, presidente di Slow Food
A seguire taglio del nastro, ingresso padiglione 2

Scarica il Giorno per Giorno della manifestazione a partire da venerdì 19 su www.slowfood.it
Quest’anno, per la prima volta, il Salone del Gusto e Terra Madre sono una cosa sola: un unico grande evento, completamente aperto al pubblico, che si svolge dal 25 al 29 ottobre 2012 a Torino (Lingotto Fiere e Oval), organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, in collaborazione con Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. 

Ufficio Stampa Salone del Gusto e Terra Madre:
c/o Slow Food:
Tel. +39 0172 419653/615/666/754  press@slowfood.it  Fax +39 0172 419725
c/o Regione Piemonte: Tel. +39 011 4322549  donatella.actis@regione.piemonte.it
c/o Comune di Torino: Tel. +39 011 4423606  raffaela.gentile@comune.torino.it
www.slowfood.it
Twitter: #SaloneDelGusto #TerraMadre
Facebook: www.facebook.com/salonedelgustoterramadre

 

Go Wine, una guida simpatica

«Accanto a un ricco corredo informativo-descrittivo (dall’anagrafica aziendale al referente da contattare, dai giorni e orari di apertura alle indicazioni stradali), troverete infatti un testo che condensa storia, contesto e caratteristiche di una cantina e dei suoi interpreti, scelti in rapporto alla nostra personale esperienza, che di anno in anno allarga i propri orizzonti aumentando al contempo il numero di cantine presenti nel volume, da vero e proprio “work in progress”.

Vi consigliamo così 650 percorsi – di cui più di 200, le cosiddette “impronte”, assolutamente da non perdere – attraverso altrettante cantine, che diventano luoghi di conoscenza e di emozione per quello che racchiudono ed esprimono: un ambiente affascinante (un vigneto, uno scenario naturale, un castello), un’atmosfera suggestiva, un interprete appassionato o un territorio da scoprire, restituendo così al lettore il significato di un’esperienza vissuta direttamente, e spingendo l’appassionato a conoscere che cosa esiste dietro i vini che ama».

Qui sopra una citazione di parte dell’introduzione del curatore di questa particolare guida, Massimo Zanichelli. La pubblicazione (ideata dal presidente Go Wine, Massimo Corrado) è giunta ormai alla sua nona edizione.

Questa guida, curata da Go Wine, è indirizzata esplicitamente ai turisti del vino; ovvero, presenta quelle cantine che pongono attenzione anche ai semplici appassionati e non soltanto ai professionisti: dunque, mancano grandi nomi che non hanno piacere ad accogliere questo tipo di cliente, tutt’altro che da trascurare.

I giudizi tengono conto di tre parametri fondamentali: web-site, accoglienza e vini: sono espressi con il simbolo delle stelle, da una a cinque. Per ogni cantina vengono riportati gli ettari vitati e la produzione media di bottiglie. Sono evidenziati, inoltre, il vino top, il vino con miglior rapporto qualità/prezzo e la persona che riceve in cantina.

Guida agile, non pretenziosa né presuntuosa.

A me è piaciuta, pur con qualche svista editoriale (testatine sbagliate, pp.287/289; Mastroberardino in Calabria, per aver dimenticato la Campania, pg. 29) non grave, comunque. Sono 432 pp. per 15 €, cartonato f.to 14×24 cm.

Non dimentico mai che verso la fine degli anni Ottanta (non ricordo bene), credo all’hotel Ambasciatori di Torino, feci il mio unico corso di assaggio di vini da dilettante: era organizzato dall’allora neonata Go Wine. Dopo di allora, soltanto workshop e full-immersion da professionista. Ma quella volta fu una bella emozione. Da qualche parte devo anche avere l’attestato di partecipazione.

I Barolo dei Marchesi

Del Cannubi e del Costa di Rose ho già detto sul mio sito.

Oggi concludo le mie gustazioni con il Sarmassa 2007 dei Marchesi di Barolo, dei miei amici Abbona.

Ce lo siamo bevuti, Matteo e io, una sera dolce di ottobre, in quel piccolo dehors – a lato del Teatro Regio di Torino – in via Giovanni Vincenzo Virginio: sì, quel cuneese morto povero perché nessuno voleva credere che la patata fosse un tubero assai buono e nutriente!

Matteo e io: due storici prestati all’enogastronomia che impiegano il loro tempo a bere, pochi sorsi lunghi e successivi – cadenzati – un grande Barolo. E ne scoprono l’evoluzione dei sentori, dei gusti, delle suggestioni. E concordano, infine: grande Barolo!

Senza dubbio, tra i tre cru dei Marchesi di Barolo (Cannubi, Coste e Sarmassa), questo Sarmassa 2007 è il più complesso, il più interessante, il migliore: pur in un contesto di elevata qualità. E lo ribadisco, proprio io, innamorato da sempre dei Barolo di Cannubi. Questo è meglio!

Così sia e sia fatta la volontà di dio. Amen.

Per le ulteriori informazioni (anche tecniche), si consulti  il sito:

http://www.marchesibarolo.com/

 

Go Wine, Hotel Majestic, Torino 9.12.2012

Quando posso, accetto sempre con interesse gli inviti di Go Wine. In genere ne rimango contento perché l’atmosfera è sempre rilassante e i temi non sono mai banali.

In questa serata ho incontrato diversi amici e conoscenti: a cominciare da Matteo de La Tana del Re, poi Giorgio Carignano de La Porta Rossa – ristorante che frequento dai primi anni Ottanta, quando era ancora alla Pellerina, e io ero un triste, ma raffinato, top-manager… – e ancora Alberto Fumi, presidente dei giornalisti (presentò uno dei miei libri)…

Mi hanno impressionato alcuni vini, e due su tutti: il Barolo Bussia 2008 di Barale, certo uno dei migliori bevuti di questi tempi ( e di Barolo ne ho bevuti davvero tanti) e il portentoso Vermentino Cavagino 2011 di Ca’ Lunae. Poi, ottimo il Dolcetto Bricco Vergne 2011 di Batasiolo; un ottimo Vermentino sardo di Gostolai, e anche il loro Cannonau Riserva (2005); un interessante Fiano di Avellino Montesole; e per finire, la Barbera d’Asti di La Tenaglia e il Grattamacco di Collemassari.

Sono stati premiati alcuni ristoranti e enoteche torinesi (emersi da un informale sondaggio tra i soci Go Wine).

Ristoranti: Al Gatto Nero, Al Gufo Bianco, La Porta Rossa, Monferrato, Magorabin, Scannabue.

Enoteche: Enoteca Torino, Giardino DiVino, L’Acino, Le Petite Cave, Rosso Rubino, Torlo Vini.

Ospite della serata Rocco Moliterni, giornalista de La Stampa, che ha conversato di vino e variazioni sul tema “cucina” raccontando del suo libro “Parlami d’amore ragù” edito da Mondadori e uscito nello scorso febbraio (che non ho letto, ma che spero di recensire presto).

Un riconoscimento speciale è stata consegnato ai famigliari di Nello Silvestrin, titolare dell’enoteca Arancia di Mezzanotte, sede per anni degli incontri di degustazione di Go Wine, scomparso improvvisamente nella scorsa primavera: di questa dolorosa scomparsa ho appreso proprio durante la serata. Qualche anno fa, da Nello avevo fatto una bella personale dei miei quadri, appesi nelle sue cantine alle mura romane…

 

Per Info: Go Wine Ufficio Eventi Via Vida, 6 Alba –  stampa.eventi@gowinet.it  –  Tel. 0173 364631

 

Viadellafucina A.I.R. 1° edizione 2012

Di grande soddisfazione è stato per me l’incontro con gli artisti coinvolti a Torino in questa iniziativa che prevede un lavoro sul campo di 4 coppie di artisti, italiani e stranieri, e che ha come teatro il mercato di Porta Palazzo con tutte le sue straordinarie valenze.

Sono stato invitato a raccontare Torino e Porta Palazzo come li ho vissuti, come li vivo e come li ho scritti e descritti. Ho trovato un gruppo di persone colte e sensibili con cui ho interloquito in maniera approfondita e mai banale. Davvero con grande soddisfazione e interesse.

Seguirò questo progetto da vicino e ne renderò conto su questo sito.

Un ringraziamento particolare a Nicoletta Daldanise: napoletana verace (Vomero) precipitata – pare con pieno interesse e apprezzamento – in questa nostra Torino, sempre sghemba e fascinosa.

Barolo Coste di Rose 2007 e…fichi d’india

Oreste Brezza è riuscito a convincermi che il Barolo si può bere tutti i giorni, quasi alla stregua di un  qualsiasi vino da tavola. Nostro signore, o chi per lui, gli conservi a lungo la vista, come si dice da noi, in Piemonte: ha ragione, pienamente ragione.

Tanto ho impiegato a convincermi di questo fatto: ho dovuto bere molti Barolo, soprattutto giovani, e gli ho dato ragione.

Poi, ci ho messo del mio: da eresiarca quale sono, ho goduto di un accompagnamento che a tutta prima parrebbe sublime eresia. Ebbene sì: ho bevuto un grande cru dei Marchesi di BaroloCosta di Rose 2007 – accompagnandolo con i miei diletti fichi d’india, il nàhuatl nopàl.

Certo che il risotto ai funghi porcini, a tutta prima, pare più ortodosso: ma occorre provare con i fichi d’india. Sorprendente!

Il cru Coste di Rose è il più meridionale e orientale tra le grandi vigne di Barolo; posto al confine tra i suoli elveziani e tortoniani, guarda diritto negli occhi il celeberrimo Gran Bussia di Monforte. questo è un vino ancora elegante, di grandi profumi in cui la speziatura tipica eccelle sugli altri, più delicati, meno immediati. Di colore non troppo scarico (per essere un Barolo), somiglia più ai fratelli di Barolo e La Morra che ai cugini, più strutturati, di Monforte e Serralunga. Un vino di 14,5% vol. che si sentono poco: fresco, franco, sapido e di lunga persistenza. Rimando al link del sito dei Marchesi di Barolo per i dettagli tecnici: per parte mia, ho bevuto un Barolo di classe superiore e di peculiari caratteristiche organolettiche.

Due parole sui fichi d’india, frutta che prediligo sopra ogni altra e che rispetto a tutte le altre può vantare una varietà di differenti colori sia nelle bucce sia, soprattutto, nella polpa: colori vivaci, colori sensuali.

Nelle fotografie qui sopra, a parte quelle che raffigurano il vino e il cibo, si può ammirare Oreste Brezza, magnifico patriarca, nella sua cantina e un gruppo di insigni barolisti, tutti insieme (vera rarità) ripresi l’11 settembre del 2009, il giorno in cui Oscar Farinetti ha inaugurato le nuove Cantine Borgogno, finalmente di sua proprietà. In questa fotografia, a parte tutti gli altri, devo ricordare Anna Abbona (madre del vino di cui qui parlo) a fianco di Carlin Petrini e Oreste Brezza alla sinistra di Oscar Farinetti.

http://www.marchesibarolo.com/

I vini di Gianni Gagliardo

Dopo il giro in cantina, ci trasferiamo nel ristorante che è stato aperto verso la fine degli anni Novanta: è un locale che ospita non più di 30/35 coperti, luminoso e arredato con elegante semplicità. Aperto al pubblico, è condotto da Bruno Boggione: devo ricordare che Bruno con la moglie Ilvia Bonino costituì la coppia che guadagnò la prima stella Michelin in Langa con il celebre ristorante Il Vicoletto, nel centro di Alba (oggi lavorano ancora insieme ne La Bottega del Vicoletto, un luogo di culto per gustare i sapori di Langa nella loro massima espressione).

La conoscenza dei vini comincia con il prodotto di punta di Gagliardo: il Fallegro 2011; ci accompagniamo una più che deliziosa insalata russa e un piatto di tradizionale battuta cruda di fassona.

Mi preme, innanzi tutto, sottolineare la semplicità delle etichette, alcune addirittura eleganti e tra queste spicca la pulizia della bottiglia del Fallegro: il giallo pulito del vino e tutte le indicazioni in una minuscola etichetta pendente, fermata da un sigillo di rossa ceralacca, con la maschera simbolo dell’azienda: bella assai.

Questa Favorita, prodotta in 90/100.000 bottiglie (circa la metà dell’intera produzione della cantina), è un vino che stupisce per le sue caratteristiche.

Risulta assai leggero nell’espressione alcolica, di colore giallo tenue e naso delicato in cui spiccano sentori di foglia di limone e fiori di acacia.

In bocca è appena piacevolmente mosso e secco, con gradevole finale amarognolo. Vino davvero particolare che può accompagnare bene molti cibi (immagino i ricci di mare e le ostriche).

Stefano mi dice che questa Favorita è apprezzata da un’affezionata clientela locale: difatti, il 50% della produzione viene commercializzato in Langa! Per il resto, qualcosa in Italia, parecchio negli USA, e poi  Corea e molte decine di altre nazioni un po’ in tutto il mondo, con numeri di nicchia. A scaffale, costa intorno ai 10 €.

Passiamo poi a un ottimo Dolcetto 2011 (vigne a Monforte), che dal prossimo anno sarà denominato “Paulin” e dunque dedicato al nonno, pure questo è un vino di particolare leggerezza, anche per il prezzo: 8/9 €.

Buone le Barbera, con una segnalazione particolare per la Barbera La Matta 2009, 18 mesi di barrique per la maggior parte di secondo passaggio, 14,5% vol.: è una chicca prodotta in 3.000 bottiglie e costa intorno ai 16 €; la Barbera base viene venduta a circa 10 € e ne producono 12.000 bottiglie.

Con i tajarin, senza glutine, e i deliziosi agnolotti del plin (conditi insolitamente con fiori di zucchine appena scottati), passiamo ai Nebbiolo, il Langhe 2010 e il San Ponzio 2008: se il primo stupisce per l’impatto subito eccellente, salvo poi ridimensionarsi un po’ con l’ossigenazione, il San Ponzio ha bisogno di un certo tempo e molta aria per esplodere. In verità, l’ho apprezzato appieno a casa mia, dopo almeno un paio d’ore e, meglio ancora, il giorno appresso: un Nebbiolo sensazionale, con quelle spezie tipiche, i frutti di bosco, la liquirizia e i tannini leggeri.

Un Nebbiolo così da un bevitore poco esperto può benissimo essere confuso con un discreto Barolo.

Entrambi i Nebbiolo  sono  prodotti da vigne roerine: il San Ponzio  costa a scaffale circa 18 €, certo non poco, ma questo è un Nebbiolo strepitoso per davvero. Il Langhe 2010, ha mezzo grado in meno di alcol e costa circa 15 €

Per accompagnare in maniera adeguata i Barolo, ne ho bevuti di tre tipologie, Bruno ci ha serviti di un tenero guanciale di vitello guarnito con ortaggi di stagione bolliti.

Barolo Gianni Gagliardo 2008, Barolo Serre 2007 e Barolo Preve 2004.

Il primo costa 25 €, mentre il secondo è un signor Barolo, venduto a 40 €: sono ottimi entrambi, blend di diversi cru di Langa.

Chiaro che il Serre è un Barolo di alto livello (almeno 89-90/100, per dare i numeri), ma il rapporto qualità-prezzo del Barolo Gianni Gagliardo è davvero sorprendente.

Il Preve è una sorta di fiore all’occhiello: con quarti di nobilissimi natali, proviene infatti da un assemblaggio di Parafada in Serralunga e Conterni in Monforte, è prodotto soltanto in 3.000 bottiglie, per 14,5% vol. e un prezzo che va ben oltre i

60 €. Ma qui siamo nei pressi del paradiso.

Salute.

https://www.vincenzoreda.it/gianni-gagliardo/

http://www.vineriadelbarolo.net/

Gianni Gagliardo

Paolo Gagliardo è il più giovane dei tre figli di Gianni: il primo della famiglia che incontro, si occupa delle questioni commerciali. Ma devo aspettare Stefano, il primogenito e Amministratore Delegato dell’azienda: sarà questi che mi racconterà la storia della sua famiglia.

Mentre Stefano mi racconta con orgoglio e passione la storia della sua famiglia, penso a Vinicius de Moraes, dolcissimo poeta e cantautore brasiliano: «Amico, la vita è l’arte dell’incontro».

L’incontro è quello che avvenne nei primissimi anni Settanta tra un giovane roerino, rappresentante di pitture e vernici – astemio – e la figlia di un vignaiolo originario di Diano d’Alba che aveva acquistato una cascina e alcune vigne in questa frazione di La Morra.

Paolo Colla, “Paulin”, proveniva da una famiglia di vignaioli di Santo Stefano Belbo e a Diano possedeva vigne di Dolcetto: il suo chiodo fisso, però, era quello di produrre Barolo.

Nel 1973 Gianni, che arrivava da un’umile famiglia di Monticello d’Alba, in pieno Roero a due passi da Santa Vittoria, sposa Marivanna e un anno dopo nasce Stefano, il primogenito; seguiranno Alberto nel ’78 e Paolo nel 1986.

Dal 1974 egli comincia a occuparsi, insieme al suocero, di vigne e di vino.

Nasce in quegli anni la ricerca, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università di Torino, sul vitigno Favorita, clone piemontese del marinaio Vermentino. Vengono selezionati i cloni che saranno poi sviluppati per essere coltivati: di questo vitigno, oggi abbastanza conosciuto, si può affermare che più di ogni altro Gianni Gagliardo fu il pionieristico riscopritore e valorizzatore.

A quel punto Gianni si appassiona per davvero al suo lavoro e, sempre con l’aiuto di Paulin, comincia a sviluppare il progetto di quella che oggi è diventata la Cantina Gianni Gagliardo, azienda con caratteristiche peculiari uniche.

Paulin è chiamato dalle celesti vigne nel 1981: abbandona le sue terrene, soddisfatto e certo di lasciarle in mani sicure.

Come accennato sopra, nel 1986 Gianni, ritrovandosi con tre figli maschi, decide di creare il nuovo brand che sarà costituito dal suo nome: Gianni Gagliardo.

Oggi le vigne si estendono per circa 20 ha. e sono tutti appezzamenti abbastanza piccoli, situati (più o meno al 50%) tra Roero e Langa: Monticello, Barolo, La Morra, Monforte e Serralunga. L’azienda produce circa 180.000 bottiglie.

Gianni Gagliardo – Loc. Serra dei Turchi, 88 – 12064 La Morra (CN) Italy

Tel. +39 0173 50829   Fax. +39 0173 509230

www.gagliardo.it     gagliardo@gagliardo.it

 

Salone del Gusto e Terra Madre, 24/29 ottobre 2012, Torino

Salone del Gusto e Terra Madre
Presentate oggi le novità dell’edizione 2012 e le strategie per ridurne l’impatto ambientale

Un legame sempre più forte è quello che unisce il Salone del Gusto e Terra Madre con il territorio piemontese e che ha visto in questi anni gli organizzatori, Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food, avviare partnership con istituzioni e privati per realizzare il più importante evento eco-gastronomico al mondo che propone cibi buoni impegnandosi allo stesso tempo a ridurre l’impatto della manifestazione sull’ambiente.

Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia:
«Siamo contenti di annunciare che sarà il direttore generale della Fao, Josè Graziano da Silva, ad aprire il 24 ottobre al Palaolimpico la cerimonia d’inaugurazione del Salone del Gusto e Terra Madre. Appuntamento aperto al pubblico, che si potrà registrare sul sito dell’evento dalla prossima settimana. Ma i lavori di preparazione della manifestazione sono già in piena attività. Stiamo allestendo l’Oval e il Lingotto Fiere: l’area espositiva rispetto al 2010 è cresciuta del 20% con 80.000 mq allestiti e 1.000 espositori in arrivo da 100 Paesi: siamo fieri di portare a Torino prodotti che non sono mai usciti dai loro villaggi. Un’operazione possibile grazie anche alla collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta».                                                                    Sono seguiti gli interventi di Luigi Bistagnino, presidente del Corso di Studi di Design del Politecnico di Torino, responsabile scientifico del progetto insieme all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Enzo Lavolta, assessore alle Politiche per l’ambiente, l’energia, lo sviluppo tecnologico, la qualità dell’aria e l’igiene urbana della Città di Torino; Franco Fassio, docente del Corso in Progettazione di eventi sistemici di promozione gastronomica e turistica dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche; Fabiana Vernero di Sinbit, nascente spinoff del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino, coordinato dal direttore Luca Console, che ha sviluppato l’applicazione in collaborazione con Molecole Sistemiche per la grafica e, infine, dell’assessore allo Sviluppo economico, ricerca e innovazione, Massimo Giordano.
In conclusione Roberto Burdese ha presentato gli eventi collaterali alla manifestazione:

«Il 28 settembre abbiamo inaugurato in piazza Carignano la mostra fotografica Cibi che cambiano il mondo, organizzata da Slow Food insieme alla Città di Torino nell’ambito del progetto europeo 4Cities4Dev e visitabile tutti i giorni fino al 29 ottobre. Inoltre invitiamo tutti dalla prossima settimana a partecipare agli eventi in collaborazione con Confesercenti: ben 25 bar e ristoranti nei quartieri di Piazza Vittorio, San Salvario, Quadrilatero e Murazzi dedicheranno tre martedì (9, 16 e 23) alle comunità del cibo in arrivo dal Sud del mondo con aperitivi e piatti pensati per l’occasione, sostenendo così la grande rete che crede nel cibo come motore di cambiamento. Non solo: nelle giornate della manifestazione gli eventi in città continuano con La musica che gira intorno, un ricco calendario di eventi a cura di Slow Food, Glocal Sound e Hiroshima Mon Amour».

Tutto ciò è possibile grazie al supporto di realtà italiane che con la loro partecipazione sostengono attivamente questa idea del cibo come motore di cambiamento: Lurisia, Garofalo, Lavazza, Novamont, Vodafone, Intesa Sanpaolo sono sponsor ufficiali; Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Associazione delle Fondazioni delle Casse di Risparmio Piemontesi sostengono Fondazione Terra Madre e Slow Food; con il supporto di Fao e Cooperazione Italiana allo Sviluppo – Ministero Affari Esteri e il contributo di Coldiretti.

Il programma completo del Salone del Gusto e Terra Madre e degli appuntamenti del Salone Off è su www.slowfood.it <http://www.slowfood.it> .

Ufficio Stampa Salone del Gusto e Terra Madre:
c/o Slow Food:
Tel. +39 0172 419653/615/666/754  press@slowfood.it Fax +39 0172 419725
c/o Regione Piemonte: Tel. +39 011 4322549  donatella.actis@regione.piemonte.it
c/o Comune di Torino: Tel. +39 011 4423606  raffaela.gentile@comune.torino.it
www.slowfood.it

Vendemmia Prosecco: Bortolomiol

Ricevo da Nicoletta Piovesan e volentieri pubblico.

Barolo cru Cannubi, comincia la vendemmia

Oggi 3 ottobre 2012 sono stato a Barolo per questioni di lavoro. C’era un sacco di gente: soprattutto tedeschi, americani e inglesi.

E nel pomeriggio ho visitato le vigne in località Cannubi dove il mio amico Marco mi aveva detto che stavano cominciando la vendemmia nelle proprietà di Brezza: qui l’esposizione è sud-est, con tipici suoli tortoniani.

Le uve sono roride, bellissime ma tutt’altro che uniformi: si notano diversità di acini nello stesso grappolo e grappoli danneggiati. La vendemmia dovrà essere accurata e molto selettiva: questo farà la differenza. Se chi vendemmia svolgerà per bene il lavoro, pur con quantità non elevate (da queste parti, con molta differenza a seconda delle zone, si prevede una raccolta inferiore allo scorso anno del 10-20%), l’uva è davvero bella.

Ne ho presi alcuni grappoli da mangiare come frutta: sono dolcissimi e si sentono nelle bucce dei tannini straordinari. Il 2012 sarà un’ottima annata, per chi avrà saputo lavorare bene.