Archive for Novembre, 2013
Marisa Paschero: Grafologia e Grafoterapia

Libro Marisa

 

Molti anni fa, seconda metà degli Ottanta, ero un giovane manager che, per migliorare la propria professionalità, frequentava i durissimi corsi di formazione diretti da Riccardo Varvelli e Maria Ludovica Lombardi, presso l’Unione Industriale di Torino. La Lombardi, psicologa e sociologa, tra le tante prove, ci sottopose anche a una perizia grafica: serviva a meglio indagare le nostre caratteristiche e a illustrarci uno degli strumenti – usati volentieri dagli Istituti Bancari, a esempio – che servono a valutare dipendenti e collaboratori.

Allora conoscevo Marisa già da diversi anni e ricordo che fu assai impressionata da quella faccenda, ne parlammo a lungo; non saprei dire se quella fu l’occasione che la spinse a occuparsi, sempre più seriamente e in maniera professionale, di grafologia.

Fatto si è che dopo oltre venti anni di attività professionale, sia come perito sia come insegnante e divulgatrice, ieri – Libreria Zanaboni di Torino – ha presentato questa sua prima pubblicazione. Sala gremitissima e assai attenta – presenza femminile preponderante, pare ovvio – e l’aiuto prezioso di Grazia Mirti, amica, che definire semplicemente astrologa pare poco, per davvero.

Il libro è pubblicato da Edizioni Mediterranee (Roma); è una brossura fresata, 17×24 di 168 pagine in bella carta uso-mano avoriata e copertina plastificata. Costa 13,50 €.Libro Marisa 1

Un libro scritto benissimo e benissimo argomentato: di immediata comprensione per chi non è esperto di faccende grafologiche ma utile anche per chi di questi argomenti ben conosce molti dei risvolti di grande interesse che ne costituiscono la materia. Tra l’altro, contiene molti esempi di scrittura di personaggi famosi: letterati, musicisti, uomini politici, ecc.

Mi permetto di sostenere che i pochi soldi spesi per questo libro son denari ben spesi: magari per un regalo diverso dal solito per le prossime feste, soprattutto se chi lo riceve è una donna; le donne hanno una sensibilità più sviluppata degli uomini, in tutti i sensi, ma soprattutto verso questo genere di materie.

In tempi in cui la scrittura è diventata uno sbadato e frettoloso pigiar di tasti, anonimo e sciatto, mi pare importante ricuperare il piacere di tracciare lettere e simboli sopra un foglio bianco con una bella stilografica, ma anche soltanto con una penna a sfera (Biro, più volgarmente: dal nome del genio ungherese che la inventò).

Chi mi conosce sa che, ormai da molti anni, i miei auguri sono dipinti e scritti uno a uno con una stilografica (sempre la stessa Montblanc) e un inchiostro viola. Ma io, per certo, non faccio testo, appartenendo a quella schiatta di gente strana che vive di ossessioni. E i simboli (la scrittura è un simbolo) ne costituiscono una tra le mie e delle più profonde.

Incontri

Succede che un sabato freddo e piovoso di fine novembre certe persone s’incontrano, alcune non si conoscono di persona e altre vengono di lontano. S’incontrano e succede che tutti sembrano vecchi amici, di quelle amicizie che s’annidano fin nelle radici e paiono vecchie di secoli.

Arte, poesia, pittura e storia sono i soggetti delle chiacchiere, a volte lievi, a volte pesanti e profonde come antri scavati nella terra da millenni da tignosi sotterfugi della natura, del clima.

E, come sempre, è il vino referente medium di queste magiche coesioni.

Si comincia con un Kerner dell’Alto Adige in una storica piola del centro di Torino; si prosegue con una Ribolla Gialla friulana in uno dei bar più belli d’Italia. E poi si và giù, quasi in Langa ma ci fermiamo prima, nel più selvaggio Roero, a Praolormo: ristorante Re Carl. E qui una Barbera d’Alba 2007 (15%vol.) di Vincenzo Calorio scalda gli animi e avvicina più ancora uomini di buona volontà.

Si finisce, in gloria, a casa mia con un Barolo 2007 Vigna Rionda degli amici Anselma di Serralunga: cos’altro può esserci di meglio nella vita?

I nomi? Contano poco o punto…..

TFF catering other shots
TFF catering al Lingotto by Nicola Di Tarsia

Oltre 60 addetti tra cuochi, camerieri e sommelier per, ufficialmente 1180 (ma erano qualche centinaio di più: i soliti imbucati che non mancano mai, e meno che mai in queste occasioni…), invitati. Stavolta il mio amico Nico s’è superato: alla fine (verso le 21.30) avrebbero mangiato anche i tovagliolini! E dire che “roba” ce n’era tanta per davvero…ma era proprio buona. Qui sopra una piccola documentazione della magnifica serata, con due evidenze: lo straordinario – leggerissimo – fritto misto alla piemontese (una genialità di Nico) e il Barolo Cannubi 2009 di Damilano: due eccellenze per davvero, anche se in queste occasioni la gente è soltanto gente (VIP: Veramente Interessante Poco) e per niente “persone”. Mah….

L. H. Oswald alla sbarra, al Tribunale di Torino

Quando l’Avv. Mauro Anetrini mi chiamò – era un giorno di metà aprile – pensai soprattutto al piacere di rivedere un vecchio amico di gioventù, trascorsi più di trenta anni. Sapevo delle sue attività tramite l’ormai insostituibile, e per certi versi prezioso, social-network Facebook. Ma un conto è stabilire rapporti “virtuali”, tutt’altra faccenda rimane quella dell’incontro fisico, vero; quando ci si vede, ci si tocca (lo stringersi la mano è rito importante), ci si annusa e si ascolta il tono della voce: per davvero, tutt’altra questione che bisognerebbe mai scordare.

Fu proprio in quell’occasione che l’amico Mauro mi parlò dei suoi “processi” storici e mi propose di occuparmi della regia di quello che sarebbe stato l’ultimo dei cinque: il processo impossibile a L. H. Oswald, l’uomo ritenuto l’assassino di J. F. Kennedy e a sua volta eliminato dopo un paio di giorni da Jack Ruby.

Com’è ovvio, accettai senza indugio e con grande curiosità ed entusiasmo.

Il lavoro di ricerca e montaggio dei video storici è stato lungo ma particolarmente soddisfacente. Ho provveduto a fare dei sopralluoghi per conoscere l’ambiente e le caratteristiche tecniche. Purtroppo, non ho avuto la possibilità di fare delle prove e alcuni materiali di documentazione mi sono pervenuti pochi minuti prima dell’inizio del processo.

Devo ammettere che la gestione delle oltre cinque ore in cui l’evento si è svolto mi ha impegnato non poco; ma devo riconoscere che il risultato, come manifestatomi da molti, è stato più che soddisfacente: il pubblico (qualche centinaio di persone tra le quali moltissimi e assai attenti giovani) è stato attento fino alla lettura del verdetto.

Personalmente, è stata un’esperienza faticosa ma assai gratificante: per ciò, e con tanto piacere, mi sento di ringraziare l’amico (ancor prima che l’avvocato) Mauro Anetrini.

E non è certo detto che con questo evento si esaurisca la nostra collaborazione professionale. A prescindere dal rapporto d’amicizia.

Tramonto novembrino in Langa

Verso le 17, il 21 di novembre – freddissimo e qui vicino già la neve – da Serra dei Turchi, sotto La Morra ecco quel che Madama Langa mi ha regalato.

Grazie e a buon rendere, dolce Signora.

Piazza Solferino e dintorni: autunno a Torino
Go Wine: in compagnia di friulani e veneti

Consueta, e gradita assai come al solito, presentazione di vini presso lo Starhotel Majestic (C.so Vittorio Emanuele, 54 a Torino) a cura di Go Wine.

Questa l’odierna offerta:

Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali: 

Aquila del Torre  – Povoletto (UD)

Colli Orientali del Friuli Friulano At 2012; Colli Orientali del Friuli Sauvignon Blanc At2012

Cencig Irene  – Cividale del Friuli (UD)

Colli Orientali del Friuli Friulano 2012; Colli Orientali del Friuli Sauvignon Blanc 2012

Eugenio Collavini  – Corno di Rosazzo (UD)

Colli Orientali del Friuli Ribolla Gialla Turian 2012

Cucovaz Omar – Corno di Rosazzo (UD)

Colli Orientali del Friuli Friulano 2012; Colli Orientali del Friuli Ribolla Gialla 2012

Ermacora Dario e Luciano – Premariacco (UD)

Colli Orientali del Friuli Friulano 2012; Colli Orientali del Friuli Ribolla Gialla 2012

Fedele Giacomo – Corno di Rosazzo (UD)

Colli Orientali del Friuli Friulano 2012; Colli Orientali del Friuli Sauvignon Blanc 2012

Gigante Adriano – Corno di Rosazzo (UD)

Colli Orientali del Friuli Friulano 2012; Colli Orientali del Friuli Sauvignon Blanc 2012

La Magnolia – Cividale del Friuli (UD)

Colli Orientali del Friuli Friulano 2012; Colli Orientali del Friuli Sauvignon Blanc 2012

Marinig Vigna Angeli – Prepotto (UD)

Colli Orientali del Friuli Friulano 2012; Colli Orientali del Friuli Sauvignon Blanc 2012

Scubla Roberto – Premariacco (UD)

Colli Orientali del Friuli Friulano 2012; Colli Orientali del Friuli Sauvignon Blanc 2012

Valchiarò – Torreano (UD)

Colli Orientali del Friuli Friulano Nexus 2012; Colli Orientali del Friuli Sauvignon Blanc 2012

Il Dominio di Bagnoli – Bagnoli di Sopra (PD)

Spumante Friularo Il Velato vinificato in bianco 2006 sui lieviti

Kettmeir  – Caldaro (BZ)

Metodo Classico Brut Rosè Athesis Alto Adige; Pinot Nero Maso Reiner Alto Adige 2010

Santa Margherita – Fossalta di Portogruaro (VE)

Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut “52  Rive di Refrontolo 2012; 

Luna dei Feldi Vigneti delle Dolomiti Igt 2012

Suliè – Vini sui Lieviti – Leoricci – Susegana (TV)

Conegliano Valdobbiadene Prosecco 2012 sui lieviti; 

Colli Asolani Prosecco 2012 sui lieviti 

Tenuta Chiccheri – Tregnago (VR)

Spumante Brut Metodo Classico Cuvèe del Fondatore 2009;

Amarone della Valpolicella Vigneto di Campo delle Strie 2008

Vignalta – Arquà Petrarca (PD)

Spumante Brut Metodo Classico Nature Pas Dose

Colli Euganei Rosso Gemola 2007Bagnoli di Sopra (PD), con il Friularo, già apprezzato ai tempi della Serenissima

 Ho gustato diversi vini, soprattutto l’amato Friulano (davvero eccellente quello di Gigante, un 2012 da 15%vol. che assolutamente non si sentono ma si ascoltano gli echi di vigne vecchie di molti decenni; ottimo anche lo Scubla, ma direi tutti di eccellente qualità, com’è costume da queste parti), qualche Ribolla Gialla e un ottimo Sauvignon Blanc.
Mi sono poi fermato a sentire i Valpolicella e l’Amarone della veronese Tenuta Chiccheri: tutti rossi eccellenti tra cui mi è assai piaciuto il Valpolicella Ripasso 2011, pur se il loro Amarone 2007 è certo un gran vino: ma io non sono un grande appassionato di questa tipologia che, penso, vada molto meglio per l’esportazione (russi e americani, soprattutto: che hanno gusti particolari…).
La scoperta, perché di grande sorpresa s’è trattato, m’è capitata presso il tavolo dell’azienda veneta Vignalta. Ho cominciato con un bianco (Agno Casto 2011: uvaggio Manzoni) più che buono; ho proseguito con le varie tipologie di rossi bordolesi (uvaggi di varie percentuali di Merlot e Cabernet Sauvignon e Franc): eccellenti il Marrano 2008 e, soprattutto il Gemola 2007. E pensavo di aver concluso, non fosse stato per l’insistenza, cordiale, di Claudio Serena (resp. commerciale Italia): avrei per forza dovuto assaggiare il loro passito Alpianae 2009 DOCG.
Ho ceduto, dicendo che sarei tornato al termine del mio giro di assaggi: un passito non può che essere l’ultimo vino, essendo sempre troppo prepotente, troppo violento bucaniere di olfatto e palato.
E m’è andata bene: un passito di sensazionale complessità; elegante, armonioso, lunghissimo. Me ne sono invaghito e lo consiglio con serena convinzione. La mezza bottiglia non supera i 20 euro e ne producono poche migliaia. Il vitigno è Moscato Giallo che nei Colli Euganei chiamano Fior d’Arancio (ma è il Goldmuskateller dell’Altoadige e il Moscato Cipro o Sirio di altre parti d’Italia: vitigno di origine greca il cui nome deriva dal latino “muscum“: muschio).
Ho lasciato la sala felice e nella bella metropolitana di Torino ancora palato e gola erano assediati dai lunghissimi e assai gradevoli sentori di questo passito eccezionale per davvero.
Anche oggi, come quasi sempre, m’è andata bene. Salute.
Paratissima 2013 last shots
Contest Rabezzana a Paratissima 2013

Bella l’idea dell’Azienda Rabezzana, storica cantina e enoteca torinese, di indire un contest per la scelta dell’etichetta del loro Grignolino destinato all’esportazione. Hanno ricevuto oltre 80 proposte, presentate presso lo stand (A13) di Paratissima 2013, visitabile fino a domenica 10 novembre presso il Moi di Torino (Via G. Bruno, 181).

Lavori di qualità e caratteristiche assai diversificate; per parte mia, mi sono divertito a proporre due interpretazioni di un grafismo basato su G (Grignolino) e R (Rabezzana), ovviamente realizzate con il Grignolino 2011 di Rabezzana, dopo averlo rigorosamente bevuto (e valutato). Non credo proprio che saranno scelti, visto il genere, più concettuale che figurativo o pubblicitario, del mio modo di intendere la pittura.

Però, mi sono divertito e tutto sommato mi fa assai piacere di partecipare a un evento così particolare e stimolante come Paratissima.

https://www.vincenzoreda.it/paratissima-9/

Paratissima 2013, shots
Eataly: a cena onorando il Grande Gino

APERITIVO
Insalata d’astice agli agrumi; gelato di anguilla, caviale Oscietra, pasta alla rosa canina e battuto di erbe dell’orto
(Fam. Iaccarino)
Bagna caoda da bere
(Fam. Vicina)

PORTATE
Salsiccia di pezzogna, pistacchi, mozzarella, tartufo nero e salsa candida
(Fam. Iaccarino)
Agnolotti vecchia Eporedia pizzicati a mano al sugo d’arrosto
(Fam. Vicina)
Coscia d’anatra, caramello all’aceto ai lamponi, salsa di cavolo cappuccio e mia confettura di mirtilli
(Moreno Cedroni)
Re Mida: confettura di mela Pink Lady, gelato al curry, gelatine di whisky, ananas ed infuso al lemongrass
(Moreno Cedroni)

PICCOLA PASTICCERIA
Vulcani attivi
(Moreno Cedroni)
Marrons glacés, alchechengi, tartufini
(Fam. Vicina)

 Questo sopra lo strepitoso menu curato dagli chef Moreno Cedroni, Livia e Alfonso Iaccarino, Claudio e Anna Vicina per la cena in onore di Luigi Veronelli, Gino per gli amici, tenutasi a Eataly Torino, giovedì 7 novembre 2013 e con la presenza di Gian Arturo Rota e Nichi Stefi a presentare il loro libro dedicato al Grande Gino.
Preparazioni cucinarie tutte, sottolineo tutte, strepitose: non entro nel merito perché mi è davvero difficile scegliere quale di queste ho più gradito.
Per certo, Gino Veronelli ne sarebbe stato felice, magari un poco meno per i vini (i rossi proposti erano una Barbera e un Barolo corretti ma non entusiasmanti), a parte il mio caro Marin 2009, bianco di Fontanafredda (Nascetta e Rieseling al 50%), sempre eccellente.
Che dire: peccato per chi non c’era…
Lo Sport Europeo sotto il Nazismo al Museo della Resistenza

Se non tutti, moltissimi conoscono la vicenda sportiva e umana che ha legato Jesse Owens e Carl Ludwig Long, cominciata alle Olimpiadi di Berlino del 1936 durante la gara di salto in lungo. In quell’occasione i due divennero a mici e continuarono a scriversi. Molti meno sanno che a Long quella sconfitta che Hitler giudicò obbrobriosa costò la vita: ai grandi atleti tedeschi, durante la Seconda Guerra Mondiale, venne risparmiata la prima linea, non a Long. Pochissimi sanno che perse la vita in Sicilia, nel luglio del 1943 e che l’ultima lettera la scrisse all’amico Owens chiedendogli di occuparsi, nel caso della sua morte, del figlioletto Heinrich di pochi mesi. E Jesse ci mise 10 anni ma onorò la memoria dell’amico. La lettera è uno dei cimeli di questa bellissima mostra, tutta da leggere più che da guardare.

Anche le vicende degli allenatori  ebrei ungheresi Arpad Weisz e Ernest Erbstein non sono così tanto note. Il primo (nato nel 1896) vinse lo scudetto a girone unico del 29/30 con l’Ambrosiana Inter e poi, dopo il quinquennio juventino, gli scudetti del ’36 e ’37 con il Bologna. In seguito alle leggi razziali del 1938, fuggì con la famiglia in Olanda dove venne catturato. Morì ad Auschwitz il 31 gennaio del 1944.

Ernest Erbstein, perito a Superga con il suo leggendario Grande Torino nel 1949, era anch’egli un ebreo ungherese nato nel 1898. Prima del Torino allenò la Lucchese che portò dalla serie C al 7° posto del campionato 1936/37. Accettò di trasferirsi a Torino, su invito del presidente Ferruccio Novo, nel 1938, perché le sue figlie non potevano frequentare la scuola pubblica e nella nostra città il grande presidente gli aveva trovato un istituto privato. Nel campionato ’38/39 portò il Torino al secondo posto e poi, ancora con l’aiuto di Novo, fuggì in Ungheria. Dopo l’invasione nazista Erbstein riuscì a nascondersi fino al termine della guerra. Ferruccio Novo, che era sempre stato in contatto con lui, lo richiamò a Torino per fare della sua squadra leggenda.

Altra vicenda straordinaria è quella del nuotatore francese Alfred Nakache: non entro nel merito (è sufficiente cercare in rete) per questioni di spazio e anche perché sono decine e decine le vicende di uomini sportivi da narrare, legate a quegli anni bui. L’ultima venuta alla luce, da noi, è quella eroica di Gino Bartali.

Questa mostra, il cui titolo completo è:”Lo sport Europeo sotto il Nazismo. Dai Giochi Olimpici di Berlino ai Giochi Olimpici di Londra (1936-1948)“, è stata ideata  dallo storico francese Patrick Clastres e coordinata da Caroline Francois e Hubert Stouk per il Memoriale della Shoah. L’adattamento italiano è a cura di Claudia Fontana e Paul Dietschy.

E’ visitabile fino all’8 dicembre dal martedì alla domenica (orario 10-18, il giovedì dalle 14 alle 22). L’ingresso costa 5 euro (ridotto 3) assai ben spesi e la sede è presso il Museo diffuso della Resistenza, in corso Valdocco, 4/A a Torino.

www.museodiffusotorino.it

Paratissima 9

Quest’anno partecipo a Paratissima 9 (Torino, area ex Moi, Borgo Filadelfia, Via Giordano Bruno, 181) che si svolgerà tra il 6 e il 10 novembre prossimo. Due sono i miei lavori e saranno esposti nello stand Rabezzana. Questi miei lavori partecipano al contest Rabezzana per la scelta dell’etichetta del loro Grignolino d’Asti che sarà destinato all’esportazione.

Sono due perché rappresentano due differenti interpretazioni (una grafica e l’altra più materica) della medesima idea creativa: una G (per Grignolino) e un R (per Rabezzana).

Sono opere realizzate usando il Grignolino d’Asti 2011 di Rabezzana che, come di consueto per le mie opere concettuali, ho prima bevuto. E’ soltanto vino su carta, non c’è null’altro: né fissativi, né altro tipo di materia. Sono stati dipinti di notte, come di consueto e rappresentano bene le mie ossessioni fatte di vino, macchie e bicchieri (il mio soggetto preferito). Le dimensioni sono 50×70 cm. su due diverse carte da 300 gr. (Fabriano Cotton 50% e Murillo).

http://paratissima.it/_/

Innocente Foglio

Fermo restando il fatto che non sono un ritrattista ma un concettuale, per questo mio bicchiere – dedicato al poeta Innocente Foglio – sono partito da una fotografia a colori. L’ho elaborata prima in bianco e nero e poi al tratto e da questo soggetto sono partito per dipingere il mio bicchiere con un Merlot 2011 svizzero (che ho, come sempre, bevuto prima di usarlo come mero colore: e devo precisare che non si tratta di un gran vino, pur corretto) che si chiama Gambrinus. Ne è nato questo quadro, un poco insolito rispetto al mio stile. Ma il risultato mi soddisfa appieno.

Spero piaccia anche a Innocente.