Archive for Gennaio, 2014
Radio Bandalarga Torino compie un anno

http://www.radiobandalarga.it/

La Vetreria (C.so Regina Margherita, 27) è un posto che a me piace molto e mi piace dal primo momento in cui l’ho scoperto, pur se già conoscevo la location, essendo estimatore del Ristorante Malibù (cucina Tex-mex) che prima occupava quello stabile.

A La Vetreria si può mangiare, ragionevolmente bene (e lo affermo io, che per mestiere scrivo di cibo e di vino…), spendendo poco per davvero: occorre essere pronti a provvedere da sé a quel che si chiama coperto. Ma l’atmosfera e gli spazi sono stimolanti, giovani, effervescenti. Certo, qualcosa in più, soprattutto per quanto riguarda i vini, si potrebbe fare, ma poi tutto sommato va bene così: non si può sempre essere ipercritici!

Ieri sera, 30 gennaio 2014, abbiamo partecipato al buffet “La Mentina?“, organizzato per festeggiare il primo compleanno di Radio Bandalarga che trasmette proprio da una postazione interna a La Vetreria. Abbiamo speso 10 (dieci!) euro per un’offerta di almeno 4/6 diverse proposte vegetariane (con un’ottima Frank Zuppa di fagioli), bicchiere di vino (o birra), dolce e caffè! Magnifico.

Ho festeggiato il Capodanno a La Vetreria con amici: è stata una bella serata. Chiaro che consiglio questo “posto” (più che “locale”) con calda convinzione.

 

Indovina chi venne a cena

…io sono un cuoco provetto, ma è solo una copertura: sono Ctesibio l’Alessandrino, un archimagirus per il mondo, uno storico filosofo e scienziato per me stesso, un investigatore per il mio padrone. Ebbene sì, ho un dominus! Il mio dominus  è nato in questa piccola cittadina, lui non è un uomo comune, lui è il Patrono di Augusta Taurinorum, lui è: Caio Gavio Silvano”.

Generoso Urciuoli, archeolo da campo oggi impegnato al Museo di arti Orientali di Torino, ha scritto questo interessante librino – Ed. Sottosopra, Torino 2013, 135 pp. per 14,00 € – diviso in tre parti e alcune appendici.

La prima parte  racconta le vicende di un cuoco (immaginario) allievo di Apicio che organizza una cena nella Torino dei primi anni del II sec. d.C. In verità, è stato incaricato dal suo padrone di investigare su una grossa truffa, e forse un omicidio, che ha come obiettivo il commercio illegale del garumMolto interessante il fatto che gli invitati a questa cena sono personaggi reali, torinesi di quel periodo (i nomi sono stati trovati su stele e monumenti funerari): Quinto Glizio Atilio Agricola, Publio Livio Macro, Publio Metello, Antista Delfide, Tullia Vitrasia… Ctesibio descrive e prepara per i commensali una ventina di ricette tra le 500 che vanta di conoscere: un piccolo viaggio gastronomico nella cucina romana.

La seconda parte è un saggio sulle abitudini gastronomiche di quella che è da considerarsi l’epoca d’oro dell’Impero Romano, sotto Traiano e Adriano.

La terza parte fornisce i dettagli storici ed epigrafici dei personaggi presentati nel racconto.

Il libro include anche un saggio su Apicio, un ricettario e un’appendice lessicale.

Curiosità: c’è anche un piccolo richiamo alla presunta origine egiziana di Torino (1529 a.C., a opera del principe egiziano Eridano o Fedonte: falso storico ideato dal barone Filiberto Pingone, per fornire alibi storici importanti a Emanuele Filiberto). C’è da notare che il toret verde delle fontane di Torino potrebbe rifarsi alla divinità egizia Hapi

Chiaro che ne consiglio con convinzione la lettura agli appassionati di storia di Torino o di enogastronomia.

I geroglifici della cucina

https://www.vincenzoreda.it/la-cucina-egizia/

Ha avuto luogo ieri, 21 gennaio 2013, la prima delle quattro lezioni organizzate da Archeoricette per illustrare i geroglifici della cucina egizia.

Generoso Urciuoli (archeologo “da campo”, oggi impiegato al Mao), Sara Caramello (egittologa che lavora al Museo Egizio di Torino) e Betta Bordone (cuoca, con sua sorella Bianca, del ristorante L’Aula Magna) hanno condotto una lezione, assai interessante e proposta con semplicità e competenza, sui geroglifici che illustrano l’offerta di cibo, incisi sopra una stele funeraria.

Sara Caramello ha svolto la difficile esposizione tecnica dei simboli e della loro interpretazione, Generoso Urcioli ha descritto alcune delle materie prime e delle preparazioni cucinarie degli antichi egizi; infine, Betta Bordone ha realizzato una ricetta – a base di farina, ricotta, burro e miele – di dolcini di cui pare fosse goloso il faraone Ramesse III.

Davvero assai interessante e, soprattutto, una proposta innovativa e condotta con spirito divulgativo ma supportato da competenze di studiosi.

Da incoraggiare e diffondere. Nel link qui sopra si trovano tutti i dettagli per eventuali contatti.

Monferrato Casalese

Alcune semplici immagini panoramiche riprese in una tarda e luminosa mattinata di fine gennaio nei dintorni di Casale. Il Monferrato Casalese ha un fascino particolare: più selvaggio e meno “monocolturale” della Langa, presenta un paesaggio più mosso, ma anche più dolce.

E’ fatto certo che nei prossimi anni queste terre conosceranno uno sviluppo simile a quello delle Langhe; oltretutto, dal punto di vista logistico sono molto convenienti essendo poste in una zona strategica, servita da infrastrutture che congiungono Milano, Torino, Asti e Alessandria e Genova non è lontana.

E anche qui grandi vini: soprattutto Barbera, Grignolino e Freisa. Provare per credere.

 

La cucina egizia

AL VIA MARTEDI’ 21 GENNAIO on line e a TORINO I GEROGLIFICI DELLA CUCINA
CORSI E LEZIONI PER CONOSCERE LA SCRITTURA GEROGLIFICA E L’ARTE CULINARIA DEGLI ANTICHI EGIZI
UN’INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCHEORICETTE


Martedì 21 gennaio dalle ore 19 si terrà a Torino, negli spazi della gastronomia L’Aula Magna di via Belfiore 41/b, la prima lezione del corso “I geroglifici della cucina”, una serie di lezioni e incontri ideati per avvicinare i partecipanti alla conoscenza della scrittura geroglifica e dell’arte culinaria degli Antichi Egizi.

P1030222L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Archeoricette, si propone di accostare l’insegnamento dei geroglifici, con l’illustrazione dei meccanismi di funzionamento, alla ricostruzione delle abitudini alimentari di chi usava questo tipo di scrittura, integrando l’aspetto teorico con dimostrazioni pratiche su come “cucinare” i geroglifici della cucina.

Le lezioni, in programma il 21 gennaio, 28 gennaio, 4 febbraio e 11 febbraio, presso L’Aula Magna a partire dalle ore 19.00, saranno curate da: Sara Caramello, egittologa, per anni operatore didattico e poi conservatore al Museo Egizio di Torino, che condurrà i partecipanti tra i meandri delle regole che disciplinano l’uso dei geroglifici, avvalendosi di testi e formule attinte dal vasto repertorio letterario egizio sul tema portante del cibo; Generoso Urciuoli, archeologo con la passione delle immersioni subacquee, nonché ideatore del progetto Archeoricette, che accompagnerà gli iscritti in una coinvolgente indagine tesa a verificare l’esistenza o meno di un’arte culinaria propria dell’Antico Egitto; Betta Bordone, cuoca e sperimentatrice di nuove ricette, con alle spalle studi classici e una laurea in architettura, attualmente contitolare, insieme con la sorella Bianca, de L’Aula Magna.

Un corso 2.0
Sempre martedì 21/1 partirà il corso on line che potrà essere seguito sulla  pagina FacebookB de I geroglifici della cucina o sul blog http://igeroglificidellacucina.wordpress.com/  Un corso completamente gratuito, ma senza degustazioni!

Il corso I geroglifici della cucina s’innesta nel progetto di divulgazione scientifica Archeoricette, di cui è ideatore Generoso Urciuoli, che si prefigge, utilizzando il cibo quale filtro interpretativo, di ricostruire le abitudini alimentari delle antiche civiltà oggetto d’indagine, in un arco temporale compreso tra il 3000 a.C. e il 600 d.C, dimostrando l’esistenza dell’arte culinaria, anche in assenza di testi che la documentino, ben prima del Medioevo e raggiungendo spesso, quale risultato pratico, la riproposizione di una “ricetta” antica, in alcuni casi vera, cioè tramandata dalle fonti, in altri casi ricostruita con l’analisi del contesto.

Archeoricette è un progetto che unisce l’approccio archeologico, dove l’archeologia è intesa come metodo d’indagine applicata al cibo e l’alimento è analizzato come uno strato archeologico, ai filtri antropologici, mettendoli a confronto con le attuali conoscenze della scienza della nutrizione, e che persegue le proprie finalità divulgative utilizzando canali di comunicazione diversi, dai social, con la pagina facebook che ha superato quota 7600 like, al blog di archeoricette, dagli appuntamenti settimanali su Gru Radio e sul network Radio KissKiss ai tour enogastronomici, dalle conferenze classiche alle Archeoricette a Tavola, dove gli incontri sono accompagnati da una cena, dai corsi alle pubblicazioni, tra cui Archeoricette per i tipi di Feltrinelli e Indovina chi venne a cena?, edizioni Sottosopra.

Il costo del corso I geroglifici della cucina, comprensivo di quattro lezioni, tessera associativa, materiale didattico e degustazione, è di 40 euro, con possibilità di partecipare a lezioni singole al costo di 15 euro (numero massimo di partecipanti per classe: 18).

Per informazioni sul corso e sul progetto Archeoricette, scrivere a archeoricette@gmail.com <mailto:archeoricette@gmail.com>  o telefonare al 342 1955320.
 

MIXTO

Inaugura a Torino ‘Mixto. Food & Drink Formula’

Un nuovo esclusivo polo gastronomico nella Cittadella Politecnica di Corso Castelfidardo. Un mix di stile moderno e comfort metropolitano con un’offerta varia e di qualità. Un concept firmato Camst in collaborazione con Lavazza.

Torino, 15 gennaio 2014:  è stato inaugurato ieri Mixto. Food & Drink Formula, il nuovo esclusivo polo gastronomico di Torino, integrato nella Cittadella Politecnica. Un locale di tendenza aperto a tutta la città, composto da Ristorante, Caffetteria e Snackeria, capace di soddisfare ogni esigenza di gusto, di tempo e di relax. L’inaugurazione di Mixto, aggiunge un ulteriore tassello al completamento del Campus del Politecnico di Torino.

Mixto ha come obiettivo di contribuire alla valorizzazione e alla rivitalizzazione dell’area, destinandola  a una platea ampia di visitatori, con un utilizzo in fasce orarie che vadano oltre a quelle collegate alle attività di studio e di lavoro e con un’offerta che coniuga qualità, relax e intrattenimento. All’inaugurazione di Mixto sono intervenuti il Sindaco di Torino Piero Fassino, il Rettore del Politecnico Marco Gilli, la Presidente di CAMST Antonella Pasquariello, Claudio Marsili, Direttore Div. Piemonte Liguria CAMST, e Gloria Bagdadli Head of Marketing Retaling Lavazza.

Il concept del locale è firmato da Camst, società leader nella ristorazione, con un investimento di oltre due milioni di euro. Tra chef, barman, camerieri e operatori sono oltre 35 i lavoratori impiegati presso Mixto.

Aperto dalla mattina fino a tarda sera, Mixto accoglierà gli ospiti con il suo look originale nato da un sapiente mix di stile moderno e comfort metropolitano, ma soprattutto con la varietà e la qualità della sua offerta.

Il Ristorante, aperto a pranzo e a cena, dove è possibile scegliere tra le pietanze del menù del giorno e i piatti del menù a la carte, con la comodità del servizio al tavolo. E per chi desidera intrattenersi oltre, è possibile continuare la serata dopocena, assaporando cocktail, degustando vini e birre artigianali accompagnati dalla musica dei DJ set a tema o di concerti live.

Partner del progetto è Lavazza che per l’area della caffetteria ha scelto il concept internazionale Lavazza Espression.

Entrare nel coffee shop Lavazza Espression significa entrare nel mondo Lavazza: uno spazio accogliente e colorato, connotato da elementi e arredi di design che aggiungono all’ambiente un carattere distintivo. Un servizio attento e l’offerta fanno il resto: il menu Lavazza Espression comprende una serie di ricette e prodotti a base di caffè studiati dall’Innovation Center Lavazza,  la più grande scuola del caffè al mondo, che promuove la cultura del vero caffè all’italiana.

Mixto è uno spazio in cui un sapiente progetto di recupero ha saputo preservare l’origine industriale del fabbricato attraverso la valorizzazione di elementi strutturali come il cemento armato, le travi metalliche, le capriate e i pilastri in legno;  allo stesso tempo, Mixto è uno spazio di comfort e benessere per i visitatori: comfort degli arredi, tavoli, sedute, divanetti, adatti alle diverse esigenze della clientela diurna e notturna; benessere luminoso, grazie alla luce naturale che irrompe negli spazi dalla vetrata continua esterna che si fonde alle diverse ambientazioni luminose create da oltre centocinquanta corpi illuminanti a tecnologia LED programmati da un innovativo sistema di domotica; benessere acustico, dove elementi fonoassorbenti fortemente integrati negli allestimenti architettonici annullano il riverbero e restituiscono un’atmosfera intima e rilassante.

SCHEDA LOCALE

Mixto. Food & Drink Formula
Corso Castelfidardo, 34/a, Torino
Tel. 011.4331908
www.mixtotorino.it

Orari di apertura
Lun 7.00 – 19.00
Mar – Sab 7.00 – 1.00
Dom 17.00 – 1.00

Servizi
Ristorante, Bar, Caffetteria.
Free wi-fi.  Dehors estivo.

Capienza:
140 posti al piano terra per servizio diurno e serale.
50 posti a sedere al mezzanino per il servizio serale.
Il locale dispone inoltre di una sala riunioni (20 posti) al piano interrato.

Staff: 35 persone
Investimento: 2 milioni di Euro

Qui sopra un estratto del comunicato stampa. Entro una decina di giorni visiterò il locale e ne proverò la cucina e il servizio, valutandoli secondo il rapporto qualità/prezzo. Poi scriverò le mie impressioni. Certo, il locale è assai intrigante e mi pare una proposta intelligente e un investimento coraggioso. E di queste faccende ne abbiamo tanto bisogno. Oggi più che mai.

 

Vincenzo Gioanola e la sua ghironda

http://youtu.be/Hvn2FY6WWJg

Vincenzo Gioanola in azione con la sua ghironda nei pressi della Mole Antonelliana a Torino. Fotografato e filmato da Geeta Reda.

Ciau Silvio

http://www.youtube.com/watch?v=_R2wnnXSxbQ

Il cimitero del mio cuore

passa il tempo

e di lapidi nuove

sempre più dolorose

si arricchisce

impoverendo l’indefessa gora

che persiste in questo agitarsi confuso

e senza senso.

Ci ha lasciati Silvio Bastiancich.

Amico mio, vola leggero nei teatri dell’Altrove.

La vita è incredibile nell’incomprensibile intrico dei suoi nodi: mentre Silvio abbandonava questo mondo parlavamo di lui con Vincenzo Gioanola…

Un pezzo di me che se ne va e un pezzo di storia del teatro torinese d’avanguardia che svanisce con Silvio.

Con Silvio tra i Settanta e gli Ottanta eravamo all’avanguardia a Torino fra teatro, cinema, fotografia e pubblicità. E quanto ci siamo divertiti e quante cose magnifiche abbiamo fatte. Alcune, rifatte tanti anni dopo, hanno dato smalto e notorietà ( e soldi…) ad altri. Ma nessuno ci può togliere certi divertimenti e la consapevolezza di alcune faccende, non da poco.

Indimenticabile il teatro in vetrina (l’Aci di piazza CLN);  quel folle viaggio a Cannes, per il festival del cinema, con Alfio e il Billo, vecchio furgone Bedford tuttofare, che ci serviva da camper un po’ improvvisato. E le mie innumerevoli fotografie e Mariano.

Mi aveva portato da Piero Rondolino (riso Acquerello), gli avevo fatto conoscere Oscar Farinetti (erano nati lo stesso giorno, Silvio l’anno prima), avevo mangiato al ristorante del Circolo dei Lettori quando lo gestiva lui…

Mannaggia!

Restano le sacre cripte dei ricordi nei cimiteri sempre più vasti dei nostri cuori.

Jazz Club Torino, Esagono con Wine Notes

Jazz Club strapieno per l’esibizione degli Esagono che presentano l’ultimo lavoro, dedicato ai cru di Barolo: Wine Notes. Marco Cimino (compositore e tastiere), Giorgio Diaferia (batteria), Michele Anelli (contrabbasso), Jacopo Albini (sax) e Enrico Degana (chitarra): questa la formazione.

La novità è rappresentata dal fatto che ho dipinto durante il concerto un quadro con il Barolo 2008 di Bava, cru Scarrone (Castiglione Falletto), vino di straordinaria eleganza cui è dedicato un brano del disco.

Il quadro se lo sono aggiudicato Paola e Andrea, in particolare per la loro sensibilità e simpatia che mi hanno allietato la serata, comunque di grande soddisfazione.

Di vino e d’altro ancora al Circolo dei Lettori

Bella serata al Circolo dei Lettori, nella storica sede di Palazzo Graneri della Roccia (1680) in via Bogino, 9 a Torino. Con gli amici Nico Ivaldi, giornalista e scrittore (nelle immagini il primo a sinistra) e il Dr. Giorgio Diaferia, medico e grande batterista jazz (Esagono). In sala molti amici, assai graditi. Tra questi Vincenzo Gioanola di cui abbiamo presentato il cortometraggio Giga, realizzato con l’animazione dei miei quadri dipinti con il vino (e musica di Bach). Ho anche presentato il cd degli Esagono Wine Notes, dedicato ai cru di Barolo.

Era bella la mia mamma

Era bella la mia mamma. Era bella e in gamba: grande cuoca, grande mamma di tanti schiaffoni e poche coccole, sempre presente con discrezione. Non mi ha mai fatto mancare nulla, ma di non strettamente indispensabile soltanto i libri (facendo debiti).

Oggi è ancora una bella vecchina, ma ormai un contenitore vuoto….una pianta.

La vita arriva a infliggerci questi dolori.

Jazz e Barolo al Jazz Club di Torino
Il cielo di Porta Palazzo

Una mattina di fine dicembre 2013, il mercato di Porta Palazzo (piazza della Repubblica) a Torino: quando la giornata è così, non c’è bisogno di photoshop…

Ho bevuto vini che voi umani…

L’unica concessione oltre i patrii confini è stata un’ottima bottiglia di Rieseling Renano arrivato fresco fresco insieme ai miei carissimi amici italo-tedeschi da Monaco di Baviera: Martinsthaler Wildsau 2012 delle Cantine Diefenhardt (11% vol.).

Per il resto, soltanto vini italiani e tra questi, non fotografati, i due Vermentino Lunae, sia l’etichetta grigia sia l’etichetta nera: due bianchi liguri di  Ortonovo (La Spezia) che mi piacciono tanto per davvero (e che consiglio con convinzione).

La faccenda che mi piace, e che mi inorgoglisce in maniera intima, è data dalla constatazione che tutti i vini che ho bevuto e gustato sono prodotti da miei amici di cui conosco vigne e cantine: un po’ come stare in loro compagnia. Anche qui un’eccezione per la Mavasia passita delle Lipari 2008 di Hauner: non conosco personalmente il produttore e non ho mai visitato le Isole Lipari, però questo è un vino che, tra i passiti, preferisco forse a ogni altro.

Tutti vini eccellenti: il Lysipp 2007 di Fattoria Serra San Martino, il Balciana 2011 di Sartarelli; Il Rossj Bass 2012 e il Barbaresco 2007 di Gaja; il Barolo 2009 e il Barolo Sarmassa 2008 di Brezza; il Cirò Damis 2005 Du Cropio (Giuseppe Ippolito), il Chianti 2011 Poggio Scalette (Vittorio e Alessandro Fiore), il Nebbiolo daBatiè 2011 con la grappa Ventanni di Gianni Gagliardo.

Ma tra tutti questi, ripeto tutti più che eccellenti, uno mi ha lasciato letteralmente senza parole e lo devo citare: il Barolo Sarmassa 2008 degli amici Brezza è un vino che tocca vertici difficili da trovare. Ho bevuto un vino di eleganza e finezza senza pari, con sentori balsamici e frutta e pepe di rara complessità e ampiezza che introducono un florilegio di gusti morbidissimi, armoniosi, sapidi e lunghi, tanto lunghi: una meraviglia che riesce, non so come, a nascondere i 14,5% vol.(!).  Lo avevo già provato qualche mese fa, ma non mi era parso così straordinario. Va’ a sapere….