Archive for Marzo, 2014
Brindando nei secoli (Breve storia del vino) – Vini Gianni Gagliardo

Venerdì sera, con inizio verso le 19.30, ho tenuto la mia prima lezione a Eataly Lingotto di Torino: “Brindando nei secoli”, una breve e insolita cavalcata nelle sconfinate praterie della Storia del vino. Oltre due ore di chiacchierata illustrata da una presentazione in Power Point di 160 immagini.

Non avevo tantissime persone, ma quelle che erano presenti sono state tutte molto attente e concentrate sulle tante nozioni che ho dovuto raccontare. Hanno tutti confermato la presenza per la successiva lezione che tratterà di vino e letteratura (venerdì 4 aprile prossimo).

I vini di Gianni Gagliardo sono assai piaciuti e Paolo (ultimo genito, che si occupa dell’area commerciale) è stato bravo ed esaustivo a presentare i tre vini proposti: Fallegro (Favorita), Dolcetto Paulin e Nebbiolo San Ponzio (uno schianto di vino).

Alla prossima e grazie a tutti.

Eataly la Stampa 28.4.14 i

(Il link qui sotto per partecipare alla prossima lezione su vino e letteratura.)

http://www.eataly.it/il-vino-nella-storia-e-nel-tempo-vol-2-le-rime-del-vino-3691.html#.Uzkwgii98kA

L’agrometeorologo al Vinitaly

Ricevo e volentieri pubblico.

 

Marchio vinitaly

VINO E CAMBIAMENTI CLIMATICI:

L’AGROMETEOROLOGO STRATEGICO PER IL FUTURO DELLA PRODUZIONE

Verona, 24 marzo 2014. Prevedere e interpretare i dati ed i segni del tempo per aiutare il viticoltore: ecco la sfida dell’agrometeorologo, una figura che si sta rivelando sempre più fondamentale nel futuro delle aziende vitivinicole. Agricoltura e cambiamenti meteorologico-atmosferici, tra i temi al centro di Vinitaly, la rassegna internazionale dedicata a vini e distillati, in programma a Veronafiere dal 6 al 9 aprile (www.vinitaly.com), si intrecciano da sempre.

Nessun raccolto può infatti prescindere dal tempo e gli agricoltori si sono sempre attrezzati per capire come intervenire sui campi.

I vigneti non fanno eccezione: i cambiamenti climatici, infatti, potrebbero costringere a cambiare alcune delle pratiche che hanno accompagnato e fatto crescere il vino negli ultimi 20-30 anni.

Contro questa minaccia, un aiuto può giungere dall’agrometeorologia: scienza che studia le interazioni dei fattori meteorologici ed idrologici con l’ecosistema agricolo-forestale e con l’agricoltura.

È una scienza di confine, tesa cioè a valorizzare i legami esistenti fra discipline del settore fisico e biologico che focalizzano la loro attenzione sugli ecosistemi agricoli e forestali, per dare risposte a problemi concreti a livello aziendale e territoriale.

«L’agrometeorologia è senz’altro un elemento utile – spiega il climatologo Giampiero Maracchi, professore di Climatologia all’Università degli Studi di Firenze  – perché permette, dal punto di vista pratico, di diminuire, per esempio, i trattamenti. La climatologia consente con le previsioni stagionali, di avere un’idea di come sarà l’andamento del tempo e quindi come comportarsi nell’eventuale distribuzione di trattamenti e fertilizzazioni. Abbiamo inoltre sperimentato – aggiunge Maracchi – che un trattamento mirato sulle basi meteo, permette di passare da 7-8 trattamenti a 4-5 l’anno, riducendo costi e impatto chimico sul territorio. Nell’insieme, l’agrometeorologia, dà un grosso contributo per un’agricoltura più “safe” come dicono gli americani. Cioè con meno interventi generici e più mirati, tenendo conto del rapporto tra prodotti utilizzati ed ambiente. Un agrometeorologo però non lo vedo in un’azienda perché forse sarebbe eccessivo. Magari in un Consorzio, invece, potrebbe essere una personalità interessante, e potrebbe suggerire una zonazione climatica dei terreni delle aziende appartenenti a quel Consorzio».

«Un’innovazione che dovrebbe esserci nel futuro delle aziende – sottolinea Leonardo Valenti, professore di Viticoltura all’Università degli Studi di Milanoè la raccolta dei dati agro-meteo, fondamentale per stabilire tutte quelle che sono le situazioni legate all’evoluzione del prodotto nell’annata e, al contempo, comprendere dove andrà la viticoltura dell’azienda nel futuro. Ormai bisogna interpretare ogni singola annata in maniera puntuale, basarsi sull’andamento stagionale per capire come meglio intervenire sulle coltivazioni. Essere una ventina di giorni in anticipo – secondo Valenti –comporta un cambiamento sostanziale. Vendemmiare prima cambia completamente il quadro acido, le caratteristiche aromatiche e le caratteristiche zuccherine delle uve. È indispensabile quindi avere delle nozioni che permettano di interpretare al meglio le situazioni ambientali».

«L’atmosfera è l’elemento più variabile dell’ecosistema e dell’agrosistema viticolo – afferma Luigi Mariani, professore di Agrometeorologia all’Università degli Studi di Milanol’agrometeorologo è colui che cerca di rendere coscienti agronomo e viticoltore sui cambiamenti climatici. Oggi vi sono prodotti previsionali molto interessanti che fino a qualche anno fa non erano disponibili. Ci consentono di andare a stimare quale tempo farà nell’arco di una settimana con una certa esattezza. Fare agrometeorologia significa considerare risorse idriche insieme agli andamenti fitopatologici e alle variabili atmosferiche. Sapere, per esempio, quando piove è una risorsa anche per risparmiare  – aggiunge Mariani – non rischiando così che i trattamenti vengano portati via dall’acqua. Ci vuole una coscienza meteorologica che deve far parte del viticoltore».

L’agrometeorologo è una «figura fondamentale» secondo Attilio Scienza, professore di Viticoltura all’Università degli Studi di Milano che raccoglie tutti i dati e dà indicazioni precise su come sviluppare un lavoro in vigna: «Chi fa la meteorologia locale e applicativa può dare indicazioni importanti per due aspetti. Prima di tutto il  modello meteorologico è fondamentale per calcolare il rischio di malattie parassitarie, consentendo di ridurre i trattamenti in un anno anche del 50% e diminuire l’impatto della chimica sui terreni. Il secondo punto sono i modelli di irrigazione, cioè il fabbisogno idrico. Quando si supera in un territorio la soglia di rischio di fabbisogno idrico – conclude Scienza – e la pianta comincia ad andare in stress, c’è bisogno di una figura che segnali l’allarme e la quota di acqua da dare».

Servizio Stampa Veronafiere

Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85

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Web: www.vinitaly.com

Impronte

ImpronteSaldo sinapsi indefesso

Saldo sinapsi indefesso

E mai mi contento

Infatti non godo.

Aggroviglio annodo pasticcio

I miei malcapitati neuroni

Che poi non riesco a dipanare.

E tutto questo inesausto affanno

Per nulla

Quando intorno mi danzano gruppetti

Gioiosi

Di queste polpoidi cellule

Che danzano piacevoli coreografie

Euritmie semplici che pare

Gioco si facciano dei miei intrichi

Privi di costrutto.Impronte 1

Sii semplice

Sii semplice

Se semplice sei puoi diventare sette.

 

Questa piccola antologia, pubblicata dall’Editore Pagine, in Roma, contiene sette miei poesie, tra le ultime che ho scritto. Sono lavori sofferti, elaborati per anni:la scelta di un aggettivo o di un verbo è una faccenda complessa quando si tratta di scrivere poesie. Attiene al ritmo, a questioni semantiche, a faccende sonore. Senza dimenticare che la Poesia esige il “verso”. E spesse volte tanti lo dimenticano, lasciandosi prendere dal mood del momento. Ma la poesia è soprattutto tecnica.

Non bisognerebbe mai scordarsene…..

Il volume in questione è anche disponibile come e-book:

www.pagine.net

Barolo & Co sposa Vignaioli Piemontesi

Alle 15.30 di sabato 15 marzo (le famose Idi romane, fatali a Gaio Giulio Cesare) si è tenuta la prima riunione editoriale di Barolo & Co, testata storica, con la nuova proprietà: Vignaioli Piemontesi. L’occasione è stata fornita dall’inaugurazione del nuovo spazio – emporio, enoteca, ristorante – aperto in via Alba, 15 a Castagnito (5 minuti da Alba in direzione Asti).

Presenti Elio Archimede – storico editore e Direttore di Barolo & Co – Chiara Castino – sua impareggiabile collaboratrice per pubblicità e marketing – e le nuove figure di riferimento (Gianluigi Biestro, Direttore Editoriale e Giancarlo Montaldo, Direttore della testata) si è riunito il gruppo storico di collaboratori del glorioso trimestrale.

Che dire? Se son rose, fioriranno. E, per parte mia, farò del mio meglio perché sian rose e sappiano fiorire a nuova vita.

Chiosa finale: è stato un vero piacere – e una sottile vena di commozione, peraltro dissimulata con grande classe e un poco di sabaudo pudore – riabbracciare Elio Archimede. A lui, a Chiara e a Andrea Tedaldi non soltanto una caldo abbraccio, fuor di retorica, ma anche tanto affetto, stima e riconoscimento.

I bianchi impossibili

I bianchi  mi lasciano sgomento.

Colori infiniti.

Nei bianchi

in quelle impossibili sfumature

sfuma ogni mia possibile libertà

e l’ineludibile  mi fa prigione.

Crudeli infieriscono i bianchi 

e  come ebbro farmi sanno 

di  fatalità australe.

I fumetti di Agliè

Pomeriggio di grande piacevolezza al Castello Ducale di Agliè per un evento importante: la presentazione di un volume  curato dalla D.ssa Annamaria Aimone e illustrato da Debora Grazio per insegnare ai ragazzi una storia importante. Il libro è pubblicato dai tipi di Edizioni Atene del Canavese di Giampaolo Verga (pp. 80, 16€). Ho avuto il piacere di vedere nascere questo progetto, di veder nascere un sogno che si è poi realizzato mediante incontri importanti. Ne è venuto fuori un lavoro di grande interesse che ha il pregio di indicare una strada. Per parte mia, che ho contribuito in minima parte, l’augurio di un giusto e meritato apprezzamento da parte del pubblico e di chi ha in mano le redini che il pubblico controlla. Qui di seguito il testo che ho scritto con partecipazione per introdurre questo bel lavoro: che sia di buon auspicio (Avanti Savoia!!).

Per convenzione, la nascita del fumetto si fa risalire al 1896: sul supplemento domenicale a colori del quotidiano New York World, l’editore Joseph Pulitzer pubblicò le storie di Yellow Kid – il bambino pelato dalle grandi orecchie e dal camicione giallo – del disegnatore Richard Outcault. Si trattava di un personaggio satirico i cui testi erano scritti sul famoso camicione giallo.

Per quanto riguarda l’Italia, si ascrive alla pubblicazione del Corriere dei Piccoli, supplemento domenicale del Corriere della Sera, la data di nascita dei nostri fumetti: 27 dicembre 1908. Voluto da Silvio Spaventa Filippi, ebbe da subito l’intento di contribuire alla formazione culturale dei ragazzini italiani: Bilbolbul e Quadratino, degli illustratori Attilio Mussino e Antonio Rubino, ne furono i primi personaggi.

Nel 1917 il grande Sergio Tofano inventò le fortunatissime storie del Signor Bonaventura; occorre però arrivare agli anni Trenta per vedere la fioritura del genere.

Quegli anni segnano la nascita delle pubblicazioni italiane delle strisce di Topolino e delle riviste dedicate agli adolescenti: L’Avventuroso, L’Audace e, soprattutto, L’Intrepido e Il Monello dei fratelli Del Duca.

Fu però a cavallo tra la fine dei Quaranta e dei Cinquanta che il genere iniziò il suo periodo aureo: Tex Willer, Pecos Bill, Piccolo Ranger, Capitan Miki, Grande Blek. Furono i fumetti, alcuni pubblicati ancora oggi, che decretarono il successo di personaggi come Luigi Bonelli e EsseGesse (i torinesi Sartoris, Guzzon e Sinchetto per l’Editrice Dardo).

Tale periodo conobbe il massimo sviluppo negli anni Sessanta: intellettuali del calibro di Umberto Eco e Oreste del Buono contribuirono a nobilitare dal punto di vista culturale e artistico un genere fino a quel punto ritenuto soltanto popolare.

In quegli anni autentici artisti pubblicarono fumetti di assoluto valore estetico: Benito Jacovitti, Hugo Pratt, Bonvi, Guido Crepax…

La mia generazione, nata negli anni Cinquanta, è cresciuta leggendo, e anche acculturandosi, con i fumetti e le figurine: ho personalmente avuto un’autentica passione per il Corriere dei Piccoli che ho continuato a leggere fino alla tarda adolescenza.

E, in seguito, ho avuta la ventura di dirigere una casa editrice torinese, la Edis, che era specializzata in raccolte di figurine didattiche: il nostro best seller era la raccolta Conoscere e facevamo furore, specialmente sui mercati della Provincia e del Sud, ancora fino alla seconda metà degli anni Ottanta.

Con i presupposti qui sopra esposti, chiaro che valutando questo magnifico lavoro, ideato da Anna Aimone e illustrato da Debora Grazio, non posso che esserne contento e sperare che possa ancora – ma ne sono certo – innescare quei meravigliosi e semplici meccanismi dell’immaginazione che soltanto i bambini e gli adolescenti possiedono in esclusiva.

Lo stile, oltretutto, mi riporta alla mente un personaggio che mi piaceva tanto e oggi in Italia un poco dimenticato: Il Principe Valiant, cavaliere di Re Artù creato negli anni Trenta dal canadese (poi naturalizzato statunitense) Hal Foster.

Negli Usa sono ancora pubblicate queste storie che hanno contribuito in maniera determinante a far  conoscere e amare questo medioevo esotico e fantastico.

La Storia del Castello di Agliè merita d’esser divulgata in questa maniera nobile: chissà che qualche bambino, stimolato dai fumetti, non diventi poi uno storico, un critico d’arte, o anche soltanto un appassionato…

È successo mille volte, in fondo.

VINITALY AND THE CITY

Ricevo e volentieri pubblico.

 

 

VINITALY AND THE CITY, IL FUORI SALONE PER VERI INTENDITORI
Vinitaly and the City è il Fuori Salone di Vinitaly, seconda edizione di una manifestazione dedicata a tutti gli appassionati del buon cibo e del buon vino, in programma al Palazzo della Gran Guardia di Verona domenica 6 e lunedì 7 aprile dalle 17.30 alle 23.00.
Verona, 3 marzo 2014 – Un appuntamento atteso da visitare nel dopo fiera per concludere la giornata in allegria e in compagnia: è Vinitaly and the City, l’evento serale che Vinitaly organizza nel cuore della città di Verona, al Palazzo della Gran Guardia, nelle serate del 6 e 7 aprile. Un ambiente allestito con classe, ricco di proposte golose e curiose grazie ad un’ampia selezione di oltre 300 etichette di vini nazionali e ricercate produzioni tipiche di qualità, offerte in degustazione ad appassionati e intenditori.
Qui il visitatore ha l’opportunità di entrare a contatto con le eccellenze del nostro territorio. Calici Zafferano in alto per i vini selezionati da Gambero Rosso e da Verona Wine Top della Camera di Commercio di Verona, per i vini rosati del Concorso Enologico Nazionale “Rosati d’Italia” e per la selezione dei concorsi enologici seguiti dalle Camere di Commercio di Novara, Torino, Alessandria e Asti, grazie alla collaborazione di Unioncamere Piemonte. Quest’anno, grazie al Consorzio del vino Durello, viene allestita un’ampia area sparkling, che offre ai visitatori l’opportunità di degustare questo spumante giovane, alternativo e dal carattere “vulcanico”.
Non solo i grandi nomi del vino a Vinitaly and the City. Il sipario si apre anche per l’alta cucina, con un live cooking che promette di stupire anche i palati più raffinati. Ai fornelli rinomati chef, impegnati nella preparazione di piatti gourmet: Pasquale Palamaro di Indaco, ristorante dell’Albergo della Regina Isabella di Iischia, e Salvatore Bianco del Comandante, ristorante dell’Hotel Romeo di Napoli.
Il visitatore nel loggiato del Palazzo della Gran Guardia, illuminato dall’Officina delle idee, può vivere due serate all’insegna del piacere culinario, tra dolce e salato, caldo e freddo. In degustazione sfiziosi fingerfood che rappresentano le peculiarità della nostra tradizione culinaria, sinonimo di genuinità. Protagoniste di appetitosi e singolari abbinamenti nei primi piatti pensati dagli chef, le Mele di Belfiore. Presente un’ampia selezione dei formaggi freschi e stagionati Lattebusche e gli invitanti assaggi proposti dalla Strada dei vini e dei sapori del Trentino, che presenta l’offerta gastronomica regionale con gustosi formaggi accompagnati dall’immancabile speck e, ancora, deliziosi spaetzl serviti con trote e salmerini affumicati e marinati. Di Meggiolaro prodotti artigianali di alta qualità e per chi non vuole rinunciare a dolci tentazioni, ecco le fave di cioccolato Domori, prodotte esclusivamente con le varietà più pregiate di cacao, mentre Surgiva è l’acqua ufficiale dell’evento.
Questo e altro ancora a Vinitaly and the City. Il visitatore, con un ingresso di 15 euro, può combinare quattro diverse degustazioni a scelta fra vino e cibo. Un evento da non perdere, per un’esperienza organolettica a tutto tondo.

Servizio Stampa Veronafiere

Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85
Gigi Restagno, The Beautiful Loser

Gigi Restagno (Torino, 9 agosto 1957/15 gennaio 1997) è stato un grande personaggio della magnifica, e irripetibile, stagione musicale underground tra la fine dei Settanta e il principio dei Novanta. L’ho conosciuto appena appena: io frequentavo il mondo parallelo dell’arte e del teatro d’avanguardia. Ma tanti dei suoi amici erano, e sono, miei amici ancora adesso. Parlo di Renato Striglia, di Giancarlo Cara, di Piero Chiambretti.

Durante l’anteprima per la stampa, al Cinema Massimo (oggi, 25 febbraio 2014), guardando questo bel lavoro di Diego Amodio (sceneggiatore e uomo di cinema) mi è venuto in mente un altro come lui, con ben altra fortuna: Jean Michel Basquiat, ma quest’ultimo consumò la sua breve vita e il suo immenso talento protetto da Andy Warhol…Altra storia, purtroppo!

E ho pensato anche al Nashville di Robert Altman: con le ovvie distanze e considerazioni, anche questo è un grande affresco in cui emerge la musica in un contesto sociale e culturale raccontato con classe, con il giusto distacco dialettico e con una grande operazione di montaggio in cui i tempi filmici sono esemplari. Ne viene fuori la storia di un talento singolare, contraddittorio, elegante, carismatico. E una Torino di straordinario fascino sotterraneo che poco più tardi regalerà tanti personaggi di successo nazionale nel campo della musica e dello spettacolo.

Ebbene, tutti debbono qualcosa a Gigi Restagno; e tutti, nessuno escluso, lo riconoscono.

Consiglio a quei cinquantenni che allora ebbero la fortuna di vivere, da adolescenti e da giovani, quella Torino di vedere questo formidabile lavoro. E  lo consiglio anche ai giovani che quella stagione non hanno conosciuta: perché, in fondo, questa è la storia di alcuni ragazzi di talento, delle loro speranze, dei loro problemi, delle loro contraddizioni….

Per informazioni: Gianpiero Massimelli, axel.italia.srl@gmail.com

http://youtu.be/GHwRDgja9KM