Archive for Giugno, 2015
Charles Baudelaire, Del vino e dell’hashish

Charles«Un individuo alquanto celebre e al contempo un emerito imbecille, qualità che, a quanto pare, insieme non stridono, come avrò modo di dimostrare più volte, in un libro sulla tavola concepito dal duplice punto di vista dell’igiene e del piacere, alla voce vino ha osato scrivere quanto segue: Noè, il patriarca, passa per essere l’inventore del vino, un liquore tratto dal frutto della vite.

E dopo? Dopo niente. Altro che questo. Avrete un bello scorrere il volume, rigirarlo, leggerlo di dritto e di rovescio, da destra a sinistra e viceversa: non troverete altro sul vino nelle Phisiologie Du Gout dell’illustre Brillat Savarin.

Provo a immaginare un abitante della luna o di qualche remoto pianeta che, viaggiando sulla terra, affaticato dal viaggio pensi di rinfrescarsi il palato e riempirsi lo stomaco. Egli, interessato a conoscere i nostri piaceri e le nostre abitudini, ha avuto notizia di liquori deliziosi con i quali ci procuriamo coraggio e gioia. per non sbagliare nella scelta, extraterrestre apre l’oracolo del gusto, il rinomato e infallibile Brillat-Savarin dove rileva alla voce vino la preziosa informazione di cui sopra. Dopo di che è impossibile non avere un’idea coerente e precisa di tutte le varietà di vini, delle diverse qualità e inconvenienti, del loro potere sullo stomaco e sulla psiche.Pavese

Ah cari amici, non leggete quel Brillat-Savarin. Dio preservi coloro che gli sono cari dalle letture inutili: è una massima tratta da un libretto di Lavater, un filosofo che ha amato gli uomini più di tutti i magistrati del mondo antico e moderno. Nessun dolce è stato battezzato con il nome di Lavater, ma la memoria di quell’uomo sarà ancora viva nel popolo quando anche i bravi borghesi avranno obliato il Brillat-Savarin, una sorta di brioches insipida, il cui minor difetto consiste nel servire da scusa a una litania di massime scioccamente pedanti, tratte dal più volte citato capolavoro».

Baudelaire scrive queste parole nel 1851, circa 25 anni dopo la pubblicazione del libro di Brillat-Savarin, che ebbe un successo immediato e clamoroso. Purtroppo, egli ha ragione ma sbaglierà completamente le sue valutazioni: oggi tutti sanno chi è Brillat-Savarin e pochi ricordano lo svizzero Johann Caspar Lavater (1741/1801). Non v’è dubbio che il lavoro di Brillat-Savarin è stato ed è sopravvalutato: Baudelaire ha mille volte ragione!

In questo libro Baudelaire tratta benissimo il vino, pare ovvio, e in maniera assai approfondita descrive con il suo stile unico le malefatte che causa il consumo (allora la sostanza si assumeva per via orale come una sorta di marmellata; pochissimi la fumavano) dell’hashish, contro cui si schiera senza alcuna esitazione.

Testo di notevole interesse, purtroppo tradotto non benissimo e redatto anche peggio (Edizioni Clandestine, 2015 Massa, pp. 91, 7,50€).

Casa Buffetto, Sabato 6 giugno 2015, Festa di primavera

Casa Buffetto, sabato 6 giugno:  come al solito, la classe e l’eleganza rilassata e rilassante di Paola, padrona di casa in questo luogo di rara piacevolezza, ha reso possibile un momento di tranquillo straniamento tra persone tutte dotate del giusto atteggiamento. Voglio significare: disponibilità franca senza mai assilli né invadenza eccessiva.

Bella giornata (ma è quasi sempre così), eccellente il menù, straordinari i vini di Vincenzo (su tutti, pare ovvio, il Nebbiolo 2011: posso dire il Mio Brume!).

E con la solita lotteria/asta abbiamo messo insieme anche un po’ di quattrini da destinare a chi ne ha bisogno.

Alla prossima e sempre con piacere.

https://www.vincenzoreda.it/ca-d-bufet-casa-buffetto/

https://www.vincenzoreda.it/casa-buffetto-con-vincenzo-muni/

Premio Cesare Pavese 2015

Domenica scorsa nella storica sede del CEPAM (Centro Pavesiano Museo Casa Natale) a Santo Stefano Belbo, e casa natale del grande scrittore piemontese e cofondatore della casa editrice Einaudi, si è svolta la 14° edizione del premio “Il vino nella letteratura, nell’arte, nella musica e nel cinema”.

Il premio è stato assegnato a  Sulle ali del Barolo. Appunti di viaggi scritto dall’appassionato produttore langhetto Gianni Gagliardo e illustrato dal pittore e scrittore Vincenzo Reda.

Un libro di appunti di viaggio, che attraverso il fil rouge del Barolo, racconta alcune delle esperienze più intense a livello umano e professionale che l’autore ha vissuto in ogni parte del mondo.

Da uno stralcio della motivazione del premio, riportiamo volentieri questo passo: “Storia personale e storia di un vino si intrecciano, dunque, in modo indissolubile e l’una cresce con l’altra fino a superare rapidamente i confini della realtà locale per condurci nel glocale: infatti, Gianni Gagliardo trasporta i valori e i contenuti della sua realtà locale in una realtà globale, favorendo il dialogo, lo scambio e la condivisione tra comunità diverse”.

Un esempio questo, di trasversalità letteraria che conferma la bontà della scelta della Casa editrice Cinque Sensi e che motiva fortemente a immaginare altre interessanti scritture e testimonianze non necessariamente identificabili nei consueti riferimenti narrativi.

Sulle ali del Barolo. Appunti di viaggi – Introduzione di Aldo Cazzullo – Autore: Gianni Gagliardo
Illustratore: Vincenzo Reda – Formato: 16,5×24 cm – Pagine: 160 – Prezzo libro: 15 euro – PrezzoeBook: 7,99

Qui sopra ecco le immagini della premiazione ufficiale.

Sulle ali del Barolo di Gianni Gagliardo è un libro che, oltre ad aver redatto e per il quale ho scelto personalmente l’editore, ho illustrato con grande passione. Il fatto di aver contribuito al primo premio della narrativa assegnato a una persona straordinaria, oltre che un amico, mi riempie di orgoglio. Il secondo premio per la saggistica guadagnato con Di vino e d’altro ancora mi fa piacere soprattutto per la motivazione in cui si citano l’Ode a Luigi (Gino per gli amici) Veronelli – cui il libro è dedicato, e il pezzo che parla del Barolo come “Vino jazz“. Un questo libro l’incipit è il mio celebre “Decalogo del vino“.

Salute a tutti, amici nemici e farabutti.

Monticello d’Alba: Sulle ali del Barolo

Luogo e momento di suggestioni indimenticabili: al tramonto di un caldissimo venerdì d’inizio giugno, sotto un immenso tiglio secolare, tra un pubblico folto di amici. Gianni Gagliardo è tornato a Casa Sua a presentare, con la voce magnifica di Remo Girone, il suo libro: Sulle ali del Barolo, decollato da Monticello quasi per caso e, sorvolando il Mondo, atterrato nelle Terre più lontane, più esotiche, più altre eppure fraterne, vicine.

Straordinario il Viaggio, anche metaforico, che racconta questo libro che ho l’orgoglio d’aver contribuito a realizzare e illustrato con i miei Bicchieri di Vino.

La serata è stata magnifica: lunghi discorsi di pittura e teatro con Remo e la colta moglie argentina e poi bei brindisi, con il Fallegro e, soprattutto, con il superbo Nebbiolo San Ponzio di Gianni (qui bevuto a chilometri zero, per davvero!) con gli amici (Tino, Alfio, Marco…). Infine la conoscenza della contessa Elisa, padrona di casa.

Siamo tornati a Torino con mia figlia, cantando a squarciagola e abbiamo finito la giornata in un pub con birra e hot dog, parlando come parlano padre e figlia quando i rapporti sono come devono essere.

Sylla Sebaste, cena speciale sotto la Luna di Langa

Sabato sera, sotto una bella Luna che dominava un cielo franco e pulito sulla Langa – serata di fine maggio, freddina – invitati dall’amico Aragorn dell’agenzia Cru, abbiamo partecipato a una cena davvero particolare nella cantina di Sylla Sebaste, produttore relativamente giovane con una posizione – borgata Vergne, Barolo – che è tra le più belle della Langa: a sud est di La Morra, a fianco della famosa cappelletta del XIV secolo, domina un panorama unico al mondo.

L’occasione era data da due eventi contemporanei: un addio al celibato e un addio al nubilato, insieme. Roba divertente e di grande simpatia.

Il giovane chef – si è formato a Londra – Matteo Morra ha proposto alcune specialità tradizionali accompagnate da gelati: strepitosa la battuta di fassone con il gelato alle olive taggiasche e ottimo il dolce con la pera al Nebbiolo; meno azzeccate le altre due proposte. Eccellenti i cocktail (uno con polvere d’oro di grande eleganza) di Fabiano Omodeo e ottimi i vini di Sylla Sebaste: Fabrizio Merlo, titolare, mi ha fatto bere un buon rosato di Nebbiolo (Rosis), un ottimo Nebbiolo roerino del 2011 (davvero notevole) e il suo Barolo Bussia 2010 (e qui siamo dalle parti del Paradiso).

Fantastico lo spettacolo quasi circense che Aragorn ha allestito con i suoi giovani e talentuosi artisti: Fiammetta Lari, Annibal Virgilio e Elisa Mutto.

Serata fredda, ma di grande suggestione.

www.syllasebaste.com

Agenzia CRU
Via Chivasso 15 – 10152 Torino
Castellotto di Pan già Drapè
Reg. Boglioli 14050 Olmo Gentile (AT)
0144/953402 – 327/7678054 – 328/4127002