Archive for Ottobre, 2016
Luci e colori, suggestioni al mercato torinese di c.so Palestro

I colori d’autunno per uno dei più piccoli e più esclusivi dei mercati rionali di Torino, in corso Palestro, tra via Cernaia e via Garibaldi.

Eataly Lingotto a Torino inaugura la Nuova Cantina

Comunicato Stampa

Ufficio stampa Eataly  Tel: 011 19506806

press@eataly.it     www.torino.eataly.it

Torino, 27 ottobre 2016

 

Eataly Lingotto presenta la nuova Cantina

 Più di 5000 etichette a scaffale

 il Wine Bar Pane&Vino

la Birreria

 il ristorante Stellato Casa Vicina

 e molto altro a Eataly Lingotto, in attesa di festeggiare il decimo compleanno

Il 27 gennaio 2007 il primo Eataly, a Torino Lingotto nell’ex opificio Carpano, apre al pubblico. Sono ormai passati quasi dieci anni ma la sede di Torino mantiene ancora oggi un ruolo centrale: è il cuore pulsante di tutta Eataly.

Per festeggiare al massimo dello splendore i dieci anni di maturità, Eataly Lingotto propone alcune novità, rendendo così ancora più piacevole l’esperienza dei clienti e offrendo loro un servizio sempre più accurato. Dopo il reparto dei dolci e latticini, reso ancora più luminoso e arricchito con un ampio banco frigo per dare risalto alla selezione di yogurt e latte locali, e l’angolo dell’olio extravergine d’oliva, impreziosito dalla presenza di un esemplare di ulivo, è il turno della Cantina. Più di 2.000 mq sono dedicati al bere bene mangiando bene, seguendo i 3 pilastri di Eataly: comprare, mangiare e imparare.

Oscar Farinetti: «Arrivati al traguardo dei 10 anni, è stato dato nuovo lustro alla mamma di tutti gli Eataly e questo tenendo fede ai valori che da sempre ci contraddistinguono: l’impegno ma anche la leggerezza e naturalmente l’armonia, il valore al quale Eataly Lingotto è dedicato».

«La nuova Cantina di Eataly Lingotto sarà da esempio per gli altri punti vendita», conferma Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly. «È un negozio nel negozio, che celebra le più grandi produzioni italiane raccontandone la ricchezza, la bontà e la bellezza. La varietà di proposte di alta qualità in un solo luogo è ciò che rende unica Eataly e anche la Cantina prosegue in questa direzione».

La nuova Cantina

Le oltre 5.000 etichette provenienti da più di 30 stati rappresentano al meglio la produzione nazionale e internazionale. Si va dallo Spazio Bollicine, dedicato ai migliori esponenti del Metodo Classico, i rinomati champagne ma anche gli eccellenti prosecchi e spumanti italiani, agli scaffali con 30.000 bottiglie di vini di 40 regioni del mondo, con una particolare attenzione alle grandi eccellenze piemontesi, Barolo e Barbaresco. Per gli amanti della birra non manca naturalmente un’ampia selezione delle produzioni italiane e internazionali di alta qualità: più di 11.000 bottiglie, di cui 6.000 artigianali italiane. Infine, la Cantina di Eataly propone anche oltre 500 etichette di spirits: dal torinese Vermouth alle grappe, rum, whisky e molto altro.

La Cantina non è però solamente degli alcolici ma è anche quella di Stagionatura dei salumi e dei formaggi: il Culatello di Zibello, il prosciutto di Parma, Il Castelmagno e le altre eccellenze norcine e casare, in vendita al banco e in degustazione presso i Ristorantini al piano superiore,.

Pane&Vino è il luogo ideale per degustare un ottimo calice di vino e, se lo si desidera, in accompagnamento un gustoso tagliere, un veloce antipasto o un piatto gourmet. Nel Wine Bar di Eataly Lingotto i clienti possono scegliere tra le più di 100 etichette presenti in Carta, 8 grandi vini al calice e, se preferiscono la bottiglia, tutta la Cantina sarà a loro disposizione. Pane e Vino propone le Tapas del Mercato, stuzzicherie preparate con gli Alti Cibi in vendita nel Mercato di Eataly, gli Specialmente, una selezione dei migliori formaggi e salumi e i Vicini, i piatti stellati di Claudio e Anna del ristorante Casa Vicina.

La Birreria di Eataly  Dopo New York e Roma, arriva anche a Torino la Birreria di Eataly. Ogni giorno viene proposta una selezione delle migliori produzioni brassicole italiane e internazionali:16 birre alla spina che ruotano ogni mese, 40 in bottiglia nella Carta dedicata e persino la possibilità di scegliere a scaffale l’etichetta preferita. In accompagnamento gli ottimi hamburger nel panino nelle versioni di carne – naturalmente de La Granda – pesce o verdure. E poi gli sfizi, croccanti crostini del pane appena sfornato dal forno a legna di Eataly e farciti con una selezione degli Alti Cibi, e naturalmente i fritti, perfetti con una fresca birra.

La Famiglia Vicina: ristoratori dal 1902
Fiore all’occhiello della Cantina di Eataly è il ristorante Casa Vicina. Ristoratori da sempre, la famiglia Vicina guida il ristorante stellato di Eataly Lingotto, tenendo alti i valori che la contraddistinguono sin dal 1902: eccellente qualità delle materie prime, unione tra tradizione e territorio ma anche attenzione all’innovazione e alla soddisfazione del cliente. Claudio Vicina, quarta generazione in cucina, porta avanti il nome di famiglia con Anna e con la preziosa figura del fratello Stefano, responsabile di sala: un’unione premiata con una Stella Michelin, che brilla in tutti i loro piatti.Infine, la nuova Cantina di Eataly Lingotto sarà il palcoscenico di numerose attività didattiche per imparare qualcosa di più sul mondo del bere: cene con i produttori vitivinicoli, lezioni e incontri di degustazione. Il programma sarà presto disponibile su www.torino.eataly.itLa Cantina di Eataly Lingotto è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 22.30. Il venerdì e il sabato sera è eccezionalmente aperta fino alle ore 00.30.

 

 

La Taba, ristorante argentino in Torino

A Torino si può trovare un’ottima cucina argentina in diversi ristoranti nei quali ho avuto modo di gustare sempre una carne eccellente, perché cucina argentina significa soprattutto carne e quasi sempre preparata alla griglia.                         Tagli differenti da quelli cui siamo abituati in Italia e vacche diverse, quasi sempre di razza scozzese Aberdeen Angus e, ogni tanto, l’inglese Hereford: bestie di taglia media, piuttosto robuste e resistenti. Per il mio articolo su Barolo & Co (uscirà nell’ultimo numero del 2016, nei primi giorni di dicembre) ho scelto il ristorante La Taba, aperto nel luglio del 2015 in via Piave, 1 quasi angolo con via Garibaldi. Locale luminoso, arredato con piacevole stile minimalista, un’ottantina di coperti e altri circa 25 nel dehors. I titolari sono due trentenni argentini di lontana orine italiana: Pablo Miranda e Paola Giro, marito e moglie provenienti da Cordova e con due figli (il maschietto nato in Argentina e la femminuccia già italiana). Alla griglia Martìn Alejandro Lopez (da Bariloche, ma lunga esperienza in Italia) e in cucina Marcos Ponce, proveniente da Mendoza. Chiaro che qui si beve soprattutto un ottimo Malbec, ma il mio format prevede l’accompagnamento dei piatti tipici con vini piemontesi.   Ho scelto 4 differenti tipologie di Barbera. Un Monferrato casalese (Perlydia Cantine Valpane 2010, 14,5% vol) per le empanadas; una DOC di Alba (Borgogno Superiore 2014, 13,5% vol) per accompagnare el pastel de papas; un Nizza (La luna e i falò 2013, Terre da vino) per il vacìo; infine, un altro magnifico Alba DOC (Bric du luv 2014, Caviola, 14,5% vol) per l’entrecote (Bife de chorizo, il nostro sottofiletto; il filetto si chiama Bife de lomo).Tutti accostamenti particolarmente azzeccati e con l’evidenza che potevano essere intercambiabili. La carne servita era, ovviamente, di manzo (taglia piccola, 4/500 kg e 18 mesi)) Angus argentino, importato sottovuoto. Eccellenti le salsine (consiglio il chimichurri, a base di prezzemolo e aglio) che però a me personalmente, piacendo il gusto quasi primordiale della carne grigliata, sono poco gradite. Come gusto personale, consiglio il vacìo: un taglio sottopancia di particolare gusto e di prezzo assai conveniente. Ho evitato le varie parrilladas (grigliate miste) e gli altri asados (tagli vari sempre alla griglia) semplicemente perché desideravo una carne particolare e allo stesso tempo classica. In conclusione, l’acidità della nostra Barbera sposa benissimo il gusto della carne argentina e il ristorante (spesa media 25/30 €) si è mostrato disponibile, piacevole e con un servizio da raccomandare senz’altro. Ah, dimenticavo, La Taba significa: La Stampa…

http://www.latabaristoranteargentino.it/

A note of Barolo wine for Bob Dylan

Ricevo tre bottiglie di Barolo Oddero 2007 che mi servono per officiare uno dei miei riti astrusi.

Una la bevo con calma, per qualche giorno. E’ questo un Barolo prodotto dalle Cantine Oddero in La Morra: azienda storica che produce grande vino fin dal 1878. La tipologia del vino che bevo è peculiare: è il risultato di una cuvée di uve provenienti in parte dal cru Santa Maria, Bricco Chiesa (La Morra),  e in parte dal cru Bricco Fiasco (Castiglione Falletto). Dopo un’accurata raccolta manuale, le uve fermentano in maniera separata in acciaio (sulle bucce per circa tre settimane) e affinano in legno grande fino all’imbottigliamento. Il vino viene offerto ai sensi dei bevitori (sperando siano tutti meritevoli) dopo almeno sei mesi di ulteriore affinamento in bottiglia. E’ un Barolo ancora giovane, elegante, dal bel rosso granato scarico. I sentori al naso sono i caratteristici odori di spezie che evolvono verso fiori secchi e liquirizia. In bocca esplodono i tannini importanti che costituiscono la cifra di questo vino, austero, asciutto, persistente. Vino che è figlio di vigne venerande di 30/40 anni di età che hanno imparato a produrre poco e bene. Magnifico!

Gustato il vino, apro la seconda bottiglia e il suo contenuto prezioso lo stendo sopra un foglio di nobile carta Archer da 600 gr.: è una carta prodotta in maniera artigianale dalla macerazione di stracci di cotone. Praticamente eterna. Dispongo il liquido a comporre una nota: una sola nota dedicata a chi di note tante me ne ha regalate. Ma è una nota di Barolo. Come sono uso, il tutto avviene di notte, nel silenzio e assaporando ogni tanto un sorso di quel colore. Dura circa un mese la fase di rifinitura e asciugatura del vino che ha così il tempo d’impregnare le fibre di carta. Il lavoro è pronto: soltanto vino e pazienza, ascoltando i classici di Bob Dylan.

La terza bottiglia è privata della sua etichetta: ne dipingo una apposta. Il formato è, come sempre, in proporzione aurea secondo i numeri di Fibonacci (8×13 cm.), con una carta un poco meno pesante. Questa bottiglia contiene il colore del quadro che Bob Dylan potrà bere.

Il quadro e la bottiglia sono stati consegnati all’artista, direttamente nel suo camerino, il pomeriggio del 16 luglio, prima del suo concerto  a Barolo in occasione di Collisioni 2012. Non so cosa gli hanno raccontato. Spero abbia apprezzato: per parte mia ho fatto quel che dovevo fare, senza nulla pretendere – come ho imparato dalla Bhagavadgita. Così sia.

Libreria Il Banco a Torino

Libreria Il Banco – Via Garibaldi, 34 10122 Torino – Tel. 011 4369537 – ilbancotorino@libero.it

La libreria Il Banco, in via Garibaldi all’angolo con via Piave – a Torino – è la mia libreria di fiducia. E’ una delle poche librerie in cui si entra volentieri, essendo quasi parte della pedonale via Garibaldi; una delle poche librerie in cui si entra senza dover necessariamente avere un libro da comprare, anche per ciondolare, per oziare, per perdere tempo. Infatti, vi si incontrano anche vecchi e bambini: mica male, no?

Eppoi, i miei libri, vecchi e nuovi, sono sempre ben esposti, pur in magari in compagnia di volta in volta anche stramba…  Comunque, Mauro e Lina, insieme ai loro collaboratori, sono sempre disponibili a cercare e ordinare un libro magari non esposto o non in magazzino.

Il pranzo per i miei 62 anni

Qualcuno mi ha chiesto cosa ho mangiato e bevuto in occasione del mio compleanno. Bene, ho scelto di stare a casa per pranzo e preparare alcuni piatti che mi sarebbe stato impossibile trovare tutti insieme in un ristorante. Foie gras, ovuli in insalata, culatello, gamberi rossi di Mazzara (con una ricetta mia), gamberoni grigliati, fichi d’India. Ho bevuto Sauternes, Sauvignon francese e un straordinario Barolo Liste 2007 di Guido Damilano.

Vi regalo la mia ricetta per gustare gli eccezionali gamberi rossi di Mazzara. Sono partito da una ricetta spagnola: gamberi aglio, olio e peperoncino. Ho aggiunto un cucchiaino di masala (curry) e una spruzzata di rum agricolo della Martinica. Soffritti non più di 5 minuti in olio extravergine di oliva e serviti. Accompagnati da un eccezionale Sauvignon francese sono eccellenti. Ma il vero piacere è succhiare le teste che in questi gamberi (40 € al kg) freschissimi sono una goduria indicibile.

Salute.

Il Tarwi by Adolfo Perret Bermudez

Adolfo Perret Bermudéz, eccelso cuoco peruviano e persona di rara simpatia, il 25 settembre 2016 nell’area riservata ai laboratori di Cucina dell’Alleanza a Terra Madre in Piazza Castello, ha presentato due suoi piatti a base di tarwi, il lupino andino. La prima ricetta era un’elaborazione del classico hummus: alla farina di ceci Perret ha aggiunto la farina di tarwi insaporita con spezie varie e soprattutto una salsa del peperoncino giallo peruviano, l’ajì amarillo. Il secondo piatto era una versione andina del classico hamburger: quìnoa e tarwi mescolati con filetti di trota macinati e insaporiti con varie spezie.

I lupini andini (Lupinus mutabilis sweet), chiamati anche chochos, tarwi e tarui, sono una specie endemica di questo genere di leguminose (famiglia delle Fabacee) annuali capace di vegetare sulle Ande tra i 2000 e i 4000 mslm. Rispetto ai lupini europei (Lupinus albus) sono più piccoli e sferici e di colore variabile, con un sapore particolare. Come i nostri sono caratterizzati da un alto potere nutrizionale (valori proteici più elevati della soia) e dalla straordinaria capacità di arricchire i terreni con grandi quantità di azoto. Lo scorso anno è stato creato un nuovo presidio Slow Food per far conoscere un prodotto antichissimo e di grande interesse alimentare.

Esperienza unica aver conosciuto un vegetale finora poco o punto diffuso in occidente e aver potuto apprezzarlo nelle ricette del talentuoso Perret: piatti formidabili, pur se realizzati con grande semplicità ma dal gusto indescrivibile .