Archive for Giugno, 2017
Cucina Nikkei al Made in Perù di Torino

Ristorante Made in Perù – Via Germanasca, 32/B – 10138 TORINO – Tel. 011 2074536/392 5386626  www.ristorantemadeinperu.com

Grazie a Gloria Carpinelli ho incontrato Miguel Bustinza e Patricia Trujillo Villar che nel loro ristorante Vale un Perù mi hanno fatto conoscere la magnifica cucina peruviana, di cui ho ampiamente trattato sia sul mio web site sia su Barolo & Co sia sui social. Poi ho avuta la buona ventura di gustare i piatti a base di Quinoa e di Tarwi (il lupino andino) preparati da Alfonso Perret, grande tra i cuochi peruviani.
Ora sono entrato in contatto con la cucina peruviana nei suoi risvolti più tradizionali e, grazie a Milagros Mayer (Paola), ho conosciuto e apprezzato (devo ammettere: con emozione) un piatto sensazionale: il Tiradito.
Figlio della tradizione Nikkei, fusion nippo-peruviana: oggi figura nella top ten dei food trend, il cui massimo esponente è lo chef Mitsuharu Tsumura, nato in Perù ma di origini giapponesi, con il suol Maido di Lima, uno dei 50 ristoranti più apprezzati dell’America Latina. La cucina Nikkei ha conquistato l’Occidente anche grazie al prezioso contributo di Gaston Acurio, di Astrid y Gastòn e Ferran Adrià: quest’ultimo, insieme al fratello Adrian, ha aperto a Barcellona un ristorante dedicato  alla cucina nippo-peruviana. Si chiama Pakta e ormai è diventata meta irrinunciabile dei gourmet di tutto il mondo. Lo chef catalano, maestro sempre all’avanguardia cucinaria, ha immediatamente compreso il valore di questa contaminazione cucinaria. Il Tiradito è un piatto invero assai semplice:  è composto da fettine sottili di ricciola marinate nel succo di lime e condite con coriandolo, aglio e zenzero, ai quali si aggiungono due salsine a base di ajì amarillo e rocoto. Il risultato è delizioso: equilibrio, eleganza, sapori distinti e sorprendenti: sono rimasto estasiato. Tutto il resto, ottimo (Chaufa, Causa e dolce di Lùcuma) e con sapori nei quali spiccano qualità di materia prima e abilità di preparazione.
Il ristorante di Paola e Ricardo Canales Cortez si chiama Made in Perù, via Germanasca angolo via Monginevro: da provare di corsa.

PISCO PARTY 2017 – TORINO

COMUNICATO STAMPA

Il PISCO, patrimonio culturale del Perù è un’acquavite  dal gusto intenso e raffinato ottenuta dalla distillazione di mosto d’uva fermentato. In seguito alla straordinaria accoglienza dello scorso anno, tornerà protagonista a Torino, ospite dei  migliori bar e ristoranti della città.

TORINO PISCO PARTY 2017

L’evento di inaugurazione del TORINO PISCO PARTY è fissato presso il ristorante La Piazza dei Mestieri, il 27 aprile alle ore 18.00, con l’autorevole intervento del Console del Perú e di alcune autorità della città di Torino. Inoltre, saranno presenti numerosi e prestigiosi giornalisti e operatori del settore food & beverage.

Una manifestazione esclusiva e promettente, un’occasione speciale per scoprire e assaporare il Pisco, ovvero: più che un delizioso distillato, un simbolo, un emblema che identifica e unisce l’intero Popolo Peruviano.

Il Torino Pisco Party presenta, tra gli altri, uno dei cocktail protagonista indiscusso della mixology internazionale: il Pisco Sour, noto per la sua bontà, originalità e unicità, viene considerato dall’International  Bartender Association come: cocktail della nuova era.

L’Evento prevede che tutti i locali torinesi coinvolti proporranno cocktail a base di Pisco, inserendoli nel proprio menu durante l’intero mese di maggio

Inoltre, saranno realizzati singoli eventi Pisco Party presso molti dei locali nei quali si effettuerà una breve conferenza sul Pisco e uno show mixing dove si sveleranno i segreti di preparazione del Pisco Sour.

A seguire, saranno offerti al pubblico presente finger food della cucina peruviana e Pisco Sour.

 

Di seguito l’elenco dei locali dove poter degustare i cocktail a base di pisco

Ristorante La Piazza – via J. Durandi, 13

Ristorante La Rustica – via Osasco , 30/a

Cafè París – via Garibaldi, 59/F

Bar Cavour – piazza Carignano, 2

Km 5 – via S. Domenico, 14

Biberón – via Silvio Pellico, 2f

Smile Tree Cocktail Bar – piazza Consolata, 9

Barz8 – corso Moncalieri, 5

Paperwall – piazza Gran Madre 10

Cèntral Cocktail Bar – via Luigi Des  Ambrois 3

 

IL PISCO

Il Pisco, Denominazione di Origine Controllata e Protetta riconosciuta dalla UE nel 2013 come prodotto originario del Perù,  è un’acquavite dal gusto intenso e raffinato ottenuta dalla distillazione di mosto d’uva fermentato.

La produzione prevede l’utilizzo dei processi tradizionali, ormai in uso da circa quattro secoli.

Si tutela e si valorizza l’autenticità del prodotto e si controllano i requisiti organolettici di qualità, selezionando soltanto alcune varietà di uva, denominata Pisquera, che proviene da zone strategiche di produzione, riconosciute dal marchio d’origine: aree enologiche delle valli intorno a Lima e dalle coste del sud, nelle regioni di Ica, Arequipa, Moquegua e Tacna.

PROGRAMMA

Gloria Carpinelli D’Onofrio: promotrice della gastronomia peruviana e del pisco, autrice del libro Il Fiore della Cannella, sapori, profumi, gusti e colori della cucina peruviana, apre l’evento spiegandone significato e importanza.

Vincenzo Reda: scrittore artista, storico , esperto enologo, introduce il Perù e presenta  in anteprima i suoi acquarelli dipinti con pisco e peperoncino peruviano, creati in esclusiva per questa particolare occasione di promozione del Pisco.

Federico Solari Recavarren:  peruviano, esperto conoscitore del Pisco e rappresentante europeo del Comité Vitivinicola della SNI –  Sociedad Nacional de Industrias e Consorzio Nazionale del Pisco – introdurrà la storia, i luoghi di coltivazione e i vitigni; ne approfondirà gli aspetti di produzione e condurrà la degustazione del Pisco, al fine di analizzare e classificare le sue diverse qualità.

Luca Granero: International Bartender, Bar Manager del Hasu Sushi Lounge Bar di Alba, guiderà la degustazione dei più celebri cocktail a base di Pisco, raccontando storie e aneddoti  e, insieme a Federico Solari, dalla work-station preparerà i cocktail e guiderà il pubblico nella degustazione del Pisco Sour.

Roxana Rondan: imprenditrice, presidente dell’associazione Gastronomica Peruviana (AGAPE). Titolare del ristorante La Rustica,  presenta  il  piatto bandiera peruviano: il cebiche, con preparazione in diretta e relativa degustazione .

Infine, saranno offerti finger food  di alcuni piatti tipici della  cucina peruviana preparati a cura del ristorante La Rustica.

All’evento si accede esclusivamente su invito riservato a un numero limitato di persone.

CENA PERUVIANA

Dopo l’inaugurazione del 27 aprile, si potrà gustare un menù peruviano curato dallo chef Maurizio Camilli con la consulenza di Gloria Carpinelli D’Onofrio, presso il Ristorante La Piazza dei Mestieri.

Antipasto: CAUSA DE ATÚN, sformato di patate condito con ají amarillo (peperoncino giallo peruviano) e limone   ripieno  di tonno, avocado, uova sode, maionese e salsina cipolle rosse leggermente piccante. PULPO AL OLIVO, polpo tenero tagliato a rondelle insaporito   con maionese alle olive nere “de botija “. YUCAS A LA HUANCAINA, bastoncini di manioca fritti con salsa di ají amarillo e formaggio fresco

Primo

ARROZ CHAUFA MIXTO

Riso fritto dal gusto orientale con carne, gamberi e verdure, un pizzico di zenzero fresco una tradizione peruviana dalle origini cinesi

Secondo

AJÍ DE GALLINA

Pietanza peruviana per eccellenza,  una ricetta particolare che mescola il pollo insaporito in un soffritto di aglio e ají amarillo con l’aggiunta di noci, crema e parmigiano.

Dolce

Cheesecake al frutto della passione amazzonico

Vini, bevande e caffè compresi: 30 €

Prenotazioni: 011.197.09.679 349.003.14.60

Gao Xingjian: La Montagna dell’Anima

Nel mausoleo di Yu non c’è più nulla di autentico, tranne una stele di fronte alla sala principale del tempio incisa con caratteri simili a girini che gli studiosi non sono riusciti a decifrare. La osservo da ogni lato, mi spremo le meningi e di colpo m’illumino. Scopro che può essere letta così:

 Costala storia è un enigma

oppure: la storia è menzogna

o: la storia è balordaggine

o anche: la storia è profezia

o ancora: la storia è un frutto amaro

e ancora: la storia ha un suono metallico come il ferro

e può anche essere letta come: la storia è una polpetta di farina

oppure: la storia è un lenzuolo intorno ai cadaveri

o spingendosi oltre può essere letta come: la storia è un fantasma che bussa alla parete

oppure allo stesso modo: la storia è antichità

e anche: la storia è raziocinio

e pure: la storia è esperienza

e ancora: la storia è dimostrazione

fino a: la storia è un vassoio di perle sparse

e pure fino a: la storia è concatenazione di cause ed effetti

o: la storia è metaforaCosta 1

oppure:la storia è stato mentale

e infine: la storia è storia

e: la storia non è niente

e anche: la storia è un sospiro

ah, la storia, la storia, la storia, la storia.

In realtà la storia può essere letta come ti pare.

Questa sì che è una scoperta importante!

…..

Una notte, sul battello ormeggiato a Wanxian, mentre guardavo le luci a riva, il capitano in seconda era venuto sul ponte a fumare e a chiacchierare con me, e mi aveva raccontato la terribile carneficina cui aveva assistito, nascosto nella cabina di comando, durante la Rivoluzione Culturale. Carneficina di uomini, non di pesci. A gruppi di tre, con i polsi legati insieme con un filo di ferro, furono spinti in acqua a colpi di mitragliatrice. Era sufficiente centrarne uno perché finissero tutti e tre in acqua. Si dibattevano per un po’ come pesci presi all’amo, poi la corrente li trascinava via come cani morti. È strano, gli uomini più li ammazzi e più aumentano, mentre i pesci più li peschi e più diminuiscono. Certo sarebbe meglio il contrario.

Hanno una cosa in comune, uomini e pesci: sono scomparsi sia i grandi uomini sia i grossi pesci. È chiaro che questo mondo non è fatto per loro”.

Queste qui sopra due citazione dal libro “La Montagna dell’Anima” di Gao Xingjian.

Scritto tra Cina e Francia in sette anni (1982/1989) e pubblicato nel 1990 a Taiwan, è proibito in Cina. In Italia è stato pubblicato nel 2002. Ho appena finito di leggerlo: 640 pagine straordinarie per un’opera letteraria impossibile da definire e, senza alcun dubbio, fra le più complesse, difficili, appassionanti da me mai lette. Mi ha lasciato come una sorta di vertigine, uno sconvolgimento, uno stato di stordimento.

Difficile da consigliare: una lettura così può essere apprezzata appieno soltanto da addetti ai lavori che hanno dimestichezza con letterature altre che le nostre.

Senza fiato, per davvero.

Ho letto l’edizione Bur, che costa 10.80 € per 640 pp. e discreta (non splendida) traduzione di Mirella  Fratamico e ottima introduzione a cura di Alessandra C. Lavagnino.

https://www.vincenzoreda.it/la-dedica-di-un-premio-nobel-gao-xingjian/

La dedica di un Premio Nobel: Gao Xingjian

Me lo ha portato da Parigi il mio amico Beppe: con dedica personale. Non capita spesso di avere un libro con dedica da parte di un Premio Nobel. Un regalo magnifico che mi impegna a conoscere meglio questo straordinario artista e uomo di cultura cinese.

Nato a Ganzhou il 4 gennaio 1940, Gao Xingjian è in esilio a Parigi dal 1987; è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 2000, primo cinese.

Ha viaggiato in Italia: è narratore, drammaturgo, poeta, critico letterario, pittore e regista. Un artista  a tutto tondo, come quelli che piacciono a me. Il libro che mi ha dedicato è stato tradotto in Italia da Rizzoli nel 2002: La montagna dell’anima (1990). E’ un viaggio spirituale e reale alla ricerca del proprio Graal, poetico e lirico come è tipico della letteratura cinese alta.

Altre sue opere letterarie: Una canna da pesca per mio nonno (Racconti, Rizzoli 2001) e Il libro di un uomo solo (Romanzo, Rizzoli 2003). Ha inoltre scritto due pezzi assai importanti per il teatro: L’altra riva e La fuga.