A cena con Alberto Mazzoni

Questa volta siamo stati a cena con Alberto Mazzoni salendo verso nord, alla fine delle vacanze d’agosto, purtroppo lasciando alle nostre spalle non tanto le vacanze, quanto l’amato Sud. A Porto S. Giorgio, le Marche di Ascoli Piceno, siamo stati ospiti del ristorante del Best Western, con il vecchio amico di Alberto, Luciano Scafà a dirigere con sapienza la nostra cena. Certo qui non siamo al cospetto di un grandissimo ristorante: la qualità però è  più che buona, con un’offerta di piatti di pesce alcuni assai piacevoli e non scontati. Raccomando i gamberoni su letto di anguria e il tonno presentato sopra una fetta di melanzana arrostita con zucchine e sottilissima julienne di peperoncino. Di qualità eccellente l’ostrica, presentata come si deve e, grazie a dio, una soltanto, come piace a me. Ma cenare con Alberto significa andare alla scoperta di vini poco conosciuti.

Con l’ostrica l’esordio è stato l’ottimo rosato brut di Garofoli: come a dire, andiamo sul sicuro. Ma il secondo vino è stato uno sconosciuto Bianchello del Metauro interpretato da Alberto. Il Bianchello è un vino bianco facile, tranquillo, non molto fruttato e con scarsa acidità e alcol. Questo – San Leone 2010 dell’Azienda Cignano in Fossombrone (PU) – è un bianco sì facile, ma con 13,5% vol., un bel naso di fiori e un palato quasi ricco, per un Bianchello (vino che ormai pochi fanno) sorprendente e ottimo per introdurre i più invadenti Verdicchio; che siano di Jesi o di Matelica poco conta. Altra sorpresa, un Verdicchio di Jesi – Ghiffa 2010, Azienda Tenuta Musone di Jesi (An) – di notevole qualità e di particolare mineralità: mi ha ricordato Il Coroncino, pur se con meno colore e, ovviamente, meno importante essendo il Ghiffa un classico e l’altro un superiore. Comunque, 13,5%vol. per un bianco fruttato e di apprezzabile freschezza.

La sorpresa è stata però il Lacrima di Morro d’Alba: selezione Guardengo 2009 dell’Azienda Lucchetti di Morro. 10.000 bottiglie per un Lacrima quasi estremo, nel colore, nei tipici profumi, nei tannini intensi e unici che possiede questo vino. 14% vol. per uno dei migliori Lacrima (insieme con il Rùbico di Marotti Campi) mai bevuti. Non mi dimentico di sottolineare che questi vini hanno tutti, e senza eccezione, un rapporto qualità-prezzo davvero sorprendente. Occorre che i marchigiani comincino a far conoscere meglio i loro vini in giro per l’Italia, ancor prima che in Europa e nel mondo. Come al solito, grazie Alberto. E alla prossima.

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