BMTA Paestum: il cibo, ovvero come farsi coccolare al Sud

La BMTA di Paestum  certo costituisce il momento più importante dell’anno per quanto concerne il mondo – alla lettera – dell’archeologia. Ma non v’è dubbio che, almeno per quel che riguarda me e alcuni altri miei amici, è anche un momento di coccole cucinarie. Qui si è nella patria della mozzarella, e allora una pizza alla Taverna degli artisti è d’obbligo: peccato che il posto sia piccino e trovare tavoli liberi durante la fiera non è facile. Ma il nostro ristorante preferito è Demetra, sempre sulla strada che taglia il comune di Capaccio-Paestum, dirimpetto al Centro Espositivo Ariston. Qui Franco Torrusio, il figlio Mariano e Jessica Russo, in sala, servono pesci, crostacei e paste con la necessaria semplicità che rende i piatti ottimi per davero. Ci bevo sempre la Falanghina dei Campi Flegrei. Quest’anno ho però rivalutato il ristorante interno dell’Ariston, per la gentilezza e anche per la qualità del cibo. Lo chef di sala, professionista serio e conoscitore di uomini, mi ha sempre coccolato con paste fatte al momento, ottimi scampi e sempre il Trigaio 2007 – Aglianico, Sciascinoso e Piedirosso – dei Feudi di San Gregorio: vino generoso, ampio, pulito. Grazie, come sempre, Paestum.

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