CURRICULUM ARTISTICO

Sono nato in Sila, verde altopiano calabrese, nel 1954 durante la vendemmia. Dal 1960 vivo a Torino, Città che amo profondamente e dalla quale ho necessità fisica di scappare ogni tanto.

Ho conseguito il diploma di aiuto regia  nel ‘75 con Adriano Cavallo (aiuto di Orson Welles) al Centro sperimentale di Arte drammatica di Torino con un allestimento de “I morti senza tomba” di J.P. Sartre; ho lavorato al Gobetti come direttore di scena e direttore delle luci per “La calzolaia ammirevole” di Federico Garcia Lorca.

Nel ‘76 con Plinio Martelli ho girato il film sperimentale di body art “Ogni corpo occupa un suo spazio” che è stato presentato alla biennale di Venezia lo stesso anno e oggi è proprietà della Gam. Poi fino all’83 ho fatto molte mostre di fotografia, delle quali la più importante nel 1980: “Il diavolo ti vuole”, performance con Bruno Chiarenza, presentata per la prima volta al mitico Postino Cheval.

Tra il 1976 e il 1978 ho avuto importanti esperienze a Radio e TeleTorino International e, soprattutto, a Radio ABC Italiana, di cui sono stato direttore e per cui ho realizzato diverse trasmissioni e scritto testi originali.

Nel 1989 ho pubblicato il mio primo libro: un volume di poesia sperimentale “Caccole e tentlalia” e dal 1993 dipingo col vino su carta, stoffa e cristallo. Nel 2009 ho pubblicato “Più o meno di vino” per Edizioni del Capricorno. Nel 2010 è uscito “Quisquilie & Pinzillacchere” per i tipi di Graphot. Nel 2011 ho pubblicato per Newton Compton “101 Storie Maya che dovresti conoscere prima della fine del mondo“. Nel 2012 è uscito per Graphot “Rime Sghembe” e in luglio del 2013 per Edizioni del Capricorno: “Di vino e d’altro ancora“.

Ho cominciato a esporre a Capo Liveri (Isola d’Elba) nel 1998; sono stato invitato a partecipare alle principali manifestazioni legate al vino in Italia e ho esposto in molte città italiane. Mostre permanenti presso i ristoranti “La Taverna del Templare“, Palazzuolo (AR); Li Jalantuumene, Monte S. Angelo (FG); ; Caffè Elena(Torino).

Ho realizzato etichette per vini importanti e alcune mie opere sono state acquistate da collezionisti di India, USA, Brasile, Germania, Sud Africa e Cina. La mia scacchiera di vino su cristallo è stata usata in occasione delle Olimpiadi degli scacchi a Torino, nel 2006.

Sono Gran Maestro dell’Ordine del PAMPINO. Ho partecipato, con Guelfo Magrini e altri artisti, a ARTEVITE.

Ho esposto nel ‘98 a Capoliveri (Isola d’Elba), Bergamo (La Marianna), Vinci (Firenze), Torino (Salone del gusto); nel ‘99 a Camerino (Macerata, Osteria dell’Arte), Verona (Vinitaly, stand Barolo & Co), Teolo (Padova), Siena (Enoteca Nazionale, Artevite), Ancona (Fiera dei Parchi); nel 2000 a Genova (Taverna di Colombo), Milano (Giochi d’Arte, Enoteca Solci), Monte S. Angelo (Foggia, Convento Clarisse, Ristorante Li Jalantuumene), Venezia ( Galleria Cartavenezia); nel 2001 a Verona (Vinitaly, stand Veronelli), Pantelleria (Hotel Mursia), Castello di Camigliano (Montalcino, Artevite), Torino (Salone del vino, Lingotto), Belpasso (Catania, Palazzo del Comune); nel 2002 a Barolo (Festa del vino), Cosenza (Verdesud), Torino (Salone del vino, stand Regione Piemonte); nel 2003 a Roma (Galleria Tempio di Dioniso), Torino (8 Gallery), Roma (Ristorante Pinot Noir), Jesi (Enoteca Regionale),Moniga Del Garda (Enoteca), Torino (Salone del vino, stand Marengo); nel 2004 a Monte S. Savino (Arezzo), Milano (Bit, stand Piemonte e Miwine), Torino (Palazzo Barolo), Milano ( Four Seasons Hotel); nel 2005 a Torino ( Ass. Un Quadrifoglio per Torino, Hotel Lancaster), Pesaro (La Canonica, Castel di Mezzo), La Morra (Enoteca Gallo); nel 2006 a Ronco Canavese (Ecomuseo), Torino (L’arancia di Mezzanotte), Torino (Le Vitel Etonnè); nel 2007 a Avigliana (To, Chiesa di S. Croce), Fondazione Avvocatura Torinese, Vinci (FI, galleria Claudio Gori), Vinci (Alla mensa di Leonardo); nel 2007/2008 a Eataly (Torino). Nel 2008 a Hanover (NH, USA, ristorante Carpaccio di Giovanni Leopardi) e Lebanon ( NH, USA, Three Tomatoes). Nel 2009 ho esposto all’enoteca Enopolis e all’Hotel Fortuna di Ancona; al relais La Bella Rosina di Venaria Reale, a Settimo Torinese (La passeggiata del Gusto) al Merano International Wine Festival, al Radisson Hotel (Ristorante Med) di New Delhi, India e nella sede della Cantina Terre dei Santi di San Damiano d’Asti. Nella guida “Vini buoni d’Italia 2010” del Touring Club Italiano  vi sono pubblicati alcuni miei lavori. Nel 2010 ho esposto al Caffé Elena di Torino dove ho dipinto un murale e lo storico specchio della sala liberty; a settembre ho fatto una grande personale alla Palazzina di Caccia di Supinigi con le installazioni di Scacchiera e Tavolvino e con la Sindone Profana. Sono proseguite  le mostre in India, a New Delhi. Ho inoltre prodotto con Vincenzo Gioanola un corto in animazione dei miei lavori. Nel 2011 ho esposto a Lecce (Salento Showroom), nei ristoranti La Tana del Re e Porcorosso di Torino,  nel ristorante Osteria del Pescatore a Marina di Pietrasanta, a Savigliano per La festa del Pane; al Greenbox di Torino. Nel 2012, oltre ad alcune esposizioni in locali torinesi, ho esposto al Castello di Barolo in occasione di Collisioni 2012 e ho dipinto un quadro per Bob Dylan con un Barolo Oddero 2008. Nel 2013 ho esposto ad Alba.

 

“Il vino l’hanno creato gli dei: in colpa per aver riservato agli uomini un destino stento e meschino, con questo dono hanno cercato di alleviar loro le pene del sopravvivere quotidiano.

Il vino è fatto per essere bevuto.
Il vino naturalmente io lo bevo.
Il vino, io, dopo averlo bevuto, qualche volta e la notte specialmente, lo stendo su certe carte che conosco e aspetto che si compia il miracolo, ché per certo di miracolo si tratta.
Il vino non è un colore (e neanche un semplice miscuglio di sapori e di odori) il vino è una storia che comincia dallo sfaldamento delle rocce in ere geologiche, che continua con l’evoluzione del clima e la crescita di una pianticella tenace e delicata, che si conclude con l’inizio di un’altra storia, questa volta popolata di uomini.” Non sono un pittore che dipinge col vino.
Non sono un pittore. Chi sono? Forse Aldo Palazzeschi potrebbe rispondermi, o Marcel Duchamp.”

“Bordeaux, Bourgogne, ma anche Barbera d’Asti, Lambrusco di Parma, Primitivo di Manduria, Morellino dell’Isola del Giglio, Colorino di Claudio Gori, Carbonaione di Vittorio Fiore, Darmagi di Angelo Gaja e alcuni straordinari vini del nostro sud.

Sono i miei colori che ho annusato, che ho toccato, che ho osservato, gustato e infine digerito (mentre il senso dell’udito, eccitato, si perdeva nei silenzi di Monk e Davis e Chopin); colori che sono diventati bicchieri perché i bicchieri sono semplicemente una mia ossessione e perché costituisce un fatto naturale, quasi ovvio, dipingere bicchieri col vino.

Ciò che stupisce e che incuriosisce nasce dal prodigio che sulla carta, evaporati l’alcol, l’acqua e le altre sostanze volatili, restano quelle decine e decine di composti organici e minerali che costituiscono uno dei tanti miracoli che sa compiere il vino, un liquido che nuoce solo a chi non lo sa bere.

Voglio precisare che io uso solo e nient’altro che vino, sempre vino che ho bevuto e che conosco bene, sempre partendo dal liquido contenuto in bottiglia. Negli anni con una ricerca non sempre facile ho messo a punto alcune tecniche che mi permettono di utilizzare qualsiasi vino. Alcune di queste tecniche richiedono molta pazienza e soprattutto molto tempo, a volte molti mesi per ottenere i risultati desiderati.

È fondamentale la conoscenza delle carte per ottenere determinati colori. Dipingo solo di notte.”

” Io dipingo col vino. Dipingo solo bicchieri, o meglio: vìolo il foglio bianco con schizzi – jazz che sono poi semplici macchie che a volte appaiono come bicchieri.

Per la verità, il bianco del foglio di carta mi atterrisce ogni volta e quando gli sono assai vicino mi pare di avere a che fare con….

Eppoi il vino.

Il vino lo bevo bevo le vigne le terre bevo e gli uomini.

Dipingo di notte, di nascosto, da solo, nel silenzio: come si conviene.

Non ho nulla da spartire con Dioniso Bacco Baccanti e Baccanali.

L’atman è naturalmente più vicino al dhr e la Bhagavad-Gita mi attrae come l’Oceano un Ulissìde, anche se a Achab preferisco Ismaele e ho dimestichezza con le notti in compagnia della khamr di Abu Nuwàs.”

” Il vino è come il fuoco e come l’uomo: per vivere deve respirare, prendere aria.

Non dipingo, sottraggo bianco. Rubo il bianco di notte, da solo, furtivo; col sangue che un poco s’è fatto vino. I bicchieri sono una semplice ossessione; la macchia segna l’inizio e la fine di tutto:

dove comincia e dove si chiude il cerchio magico.

Eppoi il segno, e il modello albero, perfetto: le radici affondate nella terra, le chiome a frustare l’aria e respirare l’universo; e ancora i simboli.

In fine, ogni bicchiere, ogni macchia una Storia che nasce dalla terra, con la t minuscola “