Eugenio Montale…e il vino

Nacque a Genova, bilancia, il 12 ottobre 1896 e se ne andò a Milano il 12 settembre 1981. Ragioniere, autodidatta, le lauree le ricevette onoris causa. Per campare fece il redattore e poi il giornalista, per lunghi anni al Corriere della Sera. Era un poeta, forse il più grande italiano del secolo scorso: a lui il Nobel nel 1975, con assai più merito di altri nostri premiati per la Letteratura, prima e dopo di lui. Ebbe il merito di scrivere pochissimo, il primo suo libro fu Ossi di seppia pubblicato nel 1925.

Questi versi sono tratti da Xenia, del 1966, poi pubblicati nel 1971 con la raccolta Satura.I versi di Xenia sono dedicati alla moglie Drusilla Tanzi, deceduta qualche anno prima.

 

Da Xenia II

6

Il vinattiere ti versava un poco

d’Inferno. E tu, atterrita: « Devo berlo? Non basta

esserci stati dentro a fuoco lento?».

 

10

Dopo lunghe ricerche

ti trovai in un bar dell’Avenida

da Libertade; non sapevi un’acca

di portoghese o meglio una parola

sola: Madeira. E venne il bicchierino

con un contorno di aragostine.

 

Le sera fui paragonato ai massimi

lusitani dai nomi impronunciabili

e al Carducci in aggiunta.

Per nulla impressionata io ti vedevo piangere

dal ridere nascosta in una folla

forse annoiata ma composta.

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