Gastromania di Gianfranco Marrone

GM«Tuttavia il problema, in quel frangente, non era la cattiva qualità del cibo come tale. Quella c’è un po’ dovunque negli iperluoghi contemporanei: stazioni ferroviarie, autostrade, centri commerciali, aeroporti e quant’altro. Ciò che rendeva la situazione assolutamente tipica e spaventosamente imbarazzante era il contesto in cui ci si trovava – evidente epitome del destino attuale del cibo. Innanzitutto,  c’era il fatto che ognuno mangiava per i fatti suoi. Si stava in qualche modo spaparanzati su specie di potlroncine avvitate al pavimento, dinnanzi a tavolini bassi: mancava però la tavola come dispositivo spaziale, oggetto che, distribuendo il cibo su di essa, ripartisce i commensali al suo intorno».

Che cosa si può dire di uno che scrive in questa maniera? In poche righe è possibile trovare il meglio del peggio: assolutamente, quant’altro, iperluoghi, epitome, spaventosamente….

Il librino (Saggi Bompiani, cartonato con sovracopertina, formato tascabile 14×19 cm, circa 200 pp. per 14 €) sarebbe anche interessante se fosse scritto bene e argomentato con meno confusione: l’ho letto come si piglia una purga, ahimè!GM 1

Gianfranco Marrone è un docente di semiotica all’Università di Palermo, collabora con diversi giornali e ha già scritto (ahinoi) diversi libri. Alcune sue osservazioni sono interessanti: sul fatto che in televisione si cucini troppo e che si mangi quasi nulla direi che siamo tutti d’accordo. Oggi lo Chef è diventato un Divo, mentre del Maître nessuno pare ormai occuparsi. Grandi materie prime, grandi preparazioni, grandi impiattamenti e poi qualche piluccamento… Ovvero: la convivialità è andata a farsi…friggere! In televisione come nella vita di tutti i giorni.

Ma torniamo a Marrone. Troppa confusione, troppa lingua in libertà e poca chiarezza, professore. Bene soltanto qualche neologismo: ingenuinità e terroirismo (non è suo, ma va bene lo stesso); abbastanza bene l’enfasi posta sul film di Marco Ferreri La Grande Bouffe, anche se poi l’esegesi lascia a desiderare… Bene le ultime venti pagine di pseudo-bibliografia, possono essere utili a qualcuno non del mestiere.

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