Jorge Luis Borges

Da “Cuaderno San Martìn” (1929)

Barrio Norte

……

Quel disperso amore è il nostro sconsolato segreto.

Una realtà invisibile sta morendo nel mondo,

un amore non più esteso di una musica.

………..

Da “El otro, el mismo”

La noche cìclica

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Lo sapevan gli astrusi scolari di Pitagora:

sia gli astri che gli umani tornan ciclicamente;

gli atomi fatali ripeteran l’urgente

Afrodite di oro, i tebani, le àgore.

In epoche venture opprimerà il centauro

col solìpede zoccolo il petto del Làpide;

quando Roma è ormai polvere, nell’infinita stride

notte del suo palazzo, afroso, il minotauro.

Ogni notte d’insonnia tornerà: minuziosa.

………….

Nel 1955 Franco Lucentini tradusse,ne La biblioteca di Babele, J.L. Borges per la prima volta in Italia. L’editore era, ancora una volta, il Principe: Giulio Einaudi. La collana era “I gettoni” diretta da Elio Vittorini. Quando sono in crisi e non mi bastano più cibi e vini e amici e parenti, cerco nelle parole dei Miei – i Giganti, quelli che quasi tutti oggi abitano praterie sconosciute – nelle loro parole cerco lenimento, conforto, conoscenza di altre domande: ogni porta che mi schiudono introduce nuove stanze abitate da altre porte chiuse che attraggono curiosità ataviche. E’ una condanna dolce. Uno strazio a cui mi sottopongo con colpevole masochismo, non conoscendo altra fede che la crudeltà bugiarda dello specchio. Soltanto ieri sera una memoria, le memorie sono preziose e insostituibili, mi raccontava una storia – ancora una volta di sconvolgente impatto – nella quale Gustavo Rohl aveva svolto il suo ruolo affascinante, misterioso, fuori da ogni schema di rassicurante scienza e conoscenza. Una storia vera. C’è nel giovane poeta Jorge Luis qualche cosa di inquietante, una sottile lama che incide sicurezze e sversa liquidi dubbi che inquinano le limpide gore del quotidiano….

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