MIGUEL ÁNGEL ASTURIAS, Claravigilia primaveral

Nato a Guate il 19 ottobre 1899, morto a Madrid il 9 giugno 1974. Premio Nobel nel 1967. Questo poema epico (che attinge al Popol Wuj) fu composto in Italia tra il 1963 e il 1964.

Il ballo delle chimere

“…Il lago brilla, si ode la sua voce, mastica il suo copal,

ma prima di iniziar la danza parlarono i cacciatori:

«Come gli dei vogliono nutrirsi

delle loro creature e non esisterebbero

se le loro creature non li alimentassero esistendo

– esistere è nutrire gli dei,

la pittura esige il nutrimento degli occhi

e non esisterebbe se gli occhi non la nutrissero,

– solo vedendo si può nutrire la pittura –

e vedere non è vedere soltanto con le pupille degli dei-occhi,

ma vedere con gli occhi di tutti coloro che vedono,

la poesia esige il nutrimento degli orecchi

e non esisterebbe se gli orecchi non la nutrissero

– solo ascoltando si può nutrire la poesia –

e la scultura esige il nutrimento degli occhi

e non esisterebbe se gli occhi non la nutrissero

– solo guardando si può nutrire la scultura –

e la musica esige il nutrimento degli orecchi

e non esisterebbe se gli orecchi non la nutrissero

– solo ascoltando si può nutrire la musica –

e udire non è udire solamente con gli orecchi degli dei-orecchi

ma udire con gli orecchi di tutti coloro che odono…»”.

(«El lago brilla, su voz se oye, su copal masca,

hablaron los cazadores, antes de empezar la danza:

Pero asì como los dioses exigen el alimento

de sus criaturas y no existirían

si sus criaturas no los alimentaran existiendo,

existir es alimentar a los dioses,

la pintura exige el alimento de los ojos

y no existiría si los ojos no la alimentaran,

sólo viendo se puede alimentar a la pintura,

y ver no es ver sólo con las pupilas de los ojos-dioses,

sino ver con los ojos de todos los que ven,

y la poesía exige el alimento de los oídos

y no existiría si los oídos no la alimentaran,

sólo oyendo se puede alimentar a la poesía,

y la escultura exige el alimento de los ojos

y non existiría si los ojos no la alimentaran,

sólo mirando se puede alimentar a la escultura,

y la música exige el alimento de los oídos

y non existiría si los oídos no la alimentaran,

sólo oyendo se puede alimentar a la música

y oír non es oír con sólo los oídos de los oídos-dioses,

sino oír con los oídos de todos los que oyen..»).

Asturias, Poesia, a cura di Amos Segala, Edizioni Accademia, Milano 1971

One Response to “MIGUEL ÁNGEL ASTURIAS, Claravigilia primaveral”

  1. Gabriel Alfonso García Guzmán. Says:

    Grande articolo. Io sono di Guatemala e ho incontrato, per fortuna!, Con un autntica letterario Pgina. Sto facendo un saggio sul Clarivigilia primavera per l’Università di San Carlos de Guatemala e voi siete stati gli unici che sono stati classificati come picco poesia. Per espandere un po ‘a questo proposito, posso aggiungere che Clarivigilia è tra il picco limite della leggenda e della poesia didasclico. Ebbene, mentre la creazione di un nuovo mito nello stile dei classici greco-latina (legenda), ha inoltre illustrato il lettore sui concetti di arte (didctica). Ms ed è un elemento che deve essere preso in considerazione nel valutare l’opera nel suo valore equo. Asturie suo è che si può insegnare solo ciò che egli ritiene giusto. Vale a dire, si trovano ad affrontare anche la concezione che Tena Asturie d’arte, in generale, e la poesia, come specificamente. Se il aadimos sopra il particolare stile di Miguel Angel-un mix di barocco, d’avanguardia, classico e antico precolombiane poesia-abbiamo una creazione stupefacente che una deve essere studiata. Saluti e buona fortuna.

    Estupendo artículo. Soy de Guatemala y me he topado, ¡por fortuna!, con una auténtica página literaria. Estoy haciendo un ensayo sobre Clarivigilia Primaveral para la Universidad de San Carlos de Guatemala y ustedes han sido los únicos que la han clasificado como un poema épico. Para ampliar un poco al respecto, puedo agregar que Clarivigilia se encuentra entre el límite épico de la leyenda y el poema didascálico. Pues a la vez que crea un nuevo mito a la manera de los clásicos greco-latinos (leyenda), también se ilustra al lector sobre conceptos del arte (didáctica). Y tiene un elemento más que debe ser tomado en cuenta para apreciar la obra en su justo valor. Éste es que Asturias solamente puede enseñar lo que considera cierto. Es decir, también estamos frente a la concepción que Asturias tenía del arte, en forma general; y de la poesía, en forma específica. Si a lo anterior añadimos el estilo particular de Miguel Ángel -mezcla de barroco, vanguardismo, antiguos clásicos y poesía precolombina- tenemos una creación sorprendente que aún debe ser estudiada. Saludos y suerte.

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