Posts Tagged ‘anfore di vino romane’
Jacques-Ives Cousteau: un vino di 2200 anni

“Sotto uno dei tappi di pozzolana trovammo un rivestimento interno di sughero ermeticamente sigillato con pece resinosa. E si sentiva del liquido sciaguattare nell’interno. Avevamo trovato lo «strato del vino» nei nostri scavi. Dissi, «Come faremo a non ubriacare il Calypso con le migliaia di ettolitri che dovranno venire a bordo?». Travasammo un litro circa di liquido trasparente, appena rosato, in un fiasco. Non seppi resistere alla tentazione di bere del vino vecchio di 2200 anni. Sentii la muffa dell’antichità del mondo in quel vino fantastico. Aveva perduto tutto l’alcool, ma non sapeva per niente di salmastro. Un compagno di bordo vide l’espressione del mio volto e domandò, «Un secolo di cattiva vendemmia?». Sul fondo della giara trovammo una feccia resinosa, porporina. Originariamente, l’interno delle anfore era stato rivestito di pece per impedire l’evaporazione attraverso le pareti d’argilla porosa. Questa consuetudine diffusa tra gli antichi mercanti di vino dava al vino un gusto di resina.

Fra tutte le migliaia di anfore che ritrovammo nel relitto, non ne capitò più nessuna contenente vino. Era chiaro che la nave aveva a bordo un carico di vino rosso quando la mala sorte l’aveva ghermita, ma, eccettuata quella sola anfora, il mare se lo era bevuto tutto.”

Il brano qui sopra è tratto dal volume Vita nel mare (The living sea), pubblicato da Garzanti nel 1963 e scritto da Cousteau con James Dugan. Si tratta di una delle prime imprese di archeologia subacquea: una nave da carico romana, lunga circa 30 mt. e larga 9, ritrovata su un fondale di una quarantina di metri al largo di Marsiglia nell’estate del 1952. Era una grande nave da circa 10.000 anfore naufragata intorno al III secolo a. C.