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Thelonious Sphere Monk

Thelonious Sphere Monk, nasce a Rocky Mount (North Carolina) e ci abbandona a Weehawken (New Jersey) il 17 febbraio 1982. Assistito con cure amorevoli dalla famosa baronessa Nica de Koenigswarter (Pannonica), gli ultimi dieci anni della sua vita li trascorse senza proferire parola né toccare la tastiera di un pianoforte. Scoprii questo artista sensazionale nella seconda metà degli anni Ottanta: ero a Parigi e il mio amico Renzo Angelosanto, italo-francese appassionato di jazz, mi fece ascoltare alcuni pezzi di questo pianista che suonava l’assurdo, il silenzio, il controtempo, le note sbagliate. Acquistai a Parigi, nel 1986, il Cd qui sotto illustrato: Thelonous Solo in San Francisco, Riverside, stampato dai giapponesi a Tokyo nello stesso anno e m’innamorai perdutamente di questo pazzo, maniaco di copricapo, che ogni tanto, tra una nota e l’altra, si alzava e compiva dei giri su sé stesso. Associato senza ragione al Bebop (la musica di Monk è antitetica al diluvio di note di questo genere) soltanto perché aveva suonato con Dizzy e Charlie negli anni a cavallo tra i Quaranta e i Cinquanta, raggiunse la sua notorietà come solista nel decennio successivo. Insegnò il silenzio a Miles Davis e suonò con tutti i maggiori musicisti jazz del suo tempo, in particolare fu vicino a quell’altro scombinato genio pianistico di Bud Powell e collaborò per molti anni con il sassofonista Charlie Rouse  e il batterista Art Blakey. Celeberrimo il suo ‘Round Midnight, classico rifatto da tutti (anche da Amy Winehouse…). Il mio pezzo preferito, tra le sue circa 70 composizioni, è Blu Monk.

Con Bach, Nino Rota, Dylan, Guccini, Mercedes Sosa, Miles Davis, Mahalia Jackson e Billie Holliday è il musicista, tra i tantissimi miei, che ascolto di più e che mi aiutano, certe volte, a sopravvivere.