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Auguri 2013

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Il colore dei miei auguri per il 2013: Dolcetto di Gianni Gagliardo

Dopo tante bevute, tanti incontri, tante valutazioni e un sacco di pensamenti e ripensamenti – più di quanto al solito mi succede – ho scelto il Dolcetto del cui colore, i suoi fantastici antociani, mi servirò per dipingere i miei 73 biglietti di auguri quest’anno.

Ho scelto questo vino, di questo produttore di La Morra, per diversi motivi. Innanzi tutto perché ho trovato in Stefano Gagliardo – primogenito della terza generazione il cui capostipite fu Paolo “Paulin” Colla – una persona di rara sensibilità in generale, ma soprattutto verso l’arte. Parlo di Stefano perché è stato il mio interlocutore principale: ma tutta la famiglia, a partire da Gianni, il patriarca, con gli altri due figli Alberto e Paolo, dimostra una rara propensione verso l’eleganza, quella semplice e rigorosa: dunque quella autentica. Eleganza e armonia dei loro vini; eleganza e rigore nelle etichette e in tutta quella che costituisce la comunicazione dell’azienda.

Produttori medio piccoli di grande qualità (180.000 bottiglie), oltre a diverse tipologie di eccellenti Barolo, hanno nella Favorita Fallegro il loro prodotto più importante, ma non scordano il Dolcetto da cui è partito il nonno Paulin.

Dolcetto d’Alba 2011 prodotto con l’assemblaggio di uve coltivate in diversi piccoli vigneti (da Monicello d’Alba, La Morra, Barolo, Serralunga e Monforte): vino elegante come di rado capita con i Dolcetto; di alcol moderato, 12,5% vol., come di rado succede in questo periodo di riscaldamento globale. Comunque, con un bel rosso rubino carico e sfumature viola, peculiare di questo vino che oggi non gode di particolare fortuna, pur se meriterebbe ben altra considerazione da parte dei consumatori, non soltanto piemontesi e italiani.

Ho ancora da decidere il soggetto degli auguri: forse un glifo maya?