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Il Vino e Io

Asserire che il vino mi piace è una semplificazione di banale superficialità.
CON IL VINO IO CI FACCIO L’AMORE!
E l’Amore come lo intendo io: desiderio (fatto di sguardi), preliminari (baci e carezze che diventano pin piano più insinuanti), ritmi di pieni e di vuoti per arrivare alle campane e alle trombe dell’Orgasmo (l’ultimo sorso: gustato come fosse ogni volta l’Ultimo….).

Non soltanto io bevo bene (lo fanno in tanti…). Ma bevo secondo prospettive che sono insolite eretiche immaginifiche dialettiche stranianti. Visionarie.

Ho bevuto vini che voi umani…

L’unica concessione oltre i patrii confini è stata un’ottima bottiglia di Rieseling Renano arrivato fresco fresco insieme ai miei carissimi amici italo-tedeschi da Monaco di Baviera: Martinsthaler Wildsau 2012 delle Cantine Diefenhardt (11% vol.).

Per il resto, soltanto vini italiani e tra questi, non fotografati, i due Vermentino Lunae, sia l’etichetta grigia sia l’etichetta nera: due bianchi liguri di  Ortonovo (La Spezia) che mi piacciono tanto per davvero (e che consiglio con convinzione).

La faccenda che mi piace, e che mi inorgoglisce in maniera intima, è data dalla constatazione che tutti i vini che ho bevuto e gustato sono prodotti da miei amici di cui conosco vigne e cantine: un po’ come stare in loro compagnia. Anche qui un’eccezione per la Mavasia passita delle Lipari 2008 di Hauner: non conosco personalmente il produttore e non ho mai visitato le Isole Lipari, però questo è un vino che, tra i passiti, preferisco forse a ogni altro.

Tutti vini eccellenti: il Lysipp 2007 di Fattoria Serra San Martino, il Balciana 2011 di Sartarelli; Il Rossj Bass 2012 e il Barbaresco 2007 di Gaja; il Barolo 2009 e il Barolo Sarmassa 2008 di Brezza; il Cirò Damis 2005 Du Cropio (Giuseppe Ippolito), il Chianti 2011 Poggio Scalette (Vittorio e Alessandro Fiore), il Nebbiolo daBatiè 2011 con la grappa Ventanni di Gianni Gagliardo.

Ma tra tutti questi, ripeto tutti più che eccellenti, uno mi ha lasciato letteralmente senza parole e lo devo citare: il Barolo Sarmassa 2008 degli amici Brezza è un vino che tocca vertici difficili da trovare. Ho bevuto un vino di eleganza e finezza senza pari, con sentori balsamici e frutta e pepe di rara complessità e ampiezza che introducono un florilegio di gusti morbidissimi, armoniosi, sapidi e lunghi, tanto lunghi: una meraviglia che riesce, non so come, a nascondere i 14,5% vol.(!).  Lo avevo già provato qualche mese fa, ma non mi era parso così straordinario. Va’ a sapere….