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Incontri

Succede che un sabato freddo e piovoso di fine novembre certe persone s’incontrano, alcune non si conoscono di persona e altre vengono di lontano. S’incontrano e succede che tutti sembrano vecchi amici, di quelle amicizie che s’annidano fin nelle radici e paiono vecchie di secoli.

Arte, poesia, pittura e storia sono i soggetti delle chiacchiere, a volte lievi, a volte pesanti e profonde come antri scavati nella terra da millenni da tignosi sotterfugi della natura, del clima.

E, come sempre, è il vino referente medium di queste magiche coesioni.

Si comincia con un Kerner dell’Alto Adige in una storica piola del centro di Torino; si prosegue con una Ribolla Gialla friulana in uno dei bar più belli d’Italia. E poi si và giù, quasi in Langa ma ci fermiamo prima, nel più selvaggio Roero, a Praolormo: ristorante Re Carl. E qui una Barbera d’Alba 2007 (15%vol.) di Vincenzo Calorio scalda gli animi e avvicina più ancora uomini di buona volontà.

Si finisce, in gloria, a casa mia con un Barolo 2007 Vigna Rionda degli amici Anselma di Serralunga: cos’altro può esserci di meglio nella vita?

I nomi? Contano poco o punto…..

Marchesi di Barolo: Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba e Roero Arneis

Durante la mia ultima visita a Barolo, ho incontrato Anna Abbona nella sede accogliente delle Cantine Marchesi di Barolo che si affaccia proprio sulla strada d’accesso al piccolo paese, sulla sinistra provenendo da Alba. Abbiamo fatto una lunga e amabile chiacchierata, rimembrando soprattutto i bei giorni di Collisioni 2012 e gustando un buon bicchierino del suo ottimo Barolo Chinato. Chiaro è che non poteva lasciarmi tornare a Torino senza un adeguato corredo di bottiglie.

Dei cru di Barolo parlerò a tempo debito, oggi mi preme di parlare della Barbera d’Alba Paiagal 2010, del Dolcetto d’Alba Madonna di Como 2011 e del Roero Arneis 2011.

Mi tolgo subito il dente.

Non amo l’Arneis: è un bianco che proprio mi piace poco e che stimo una tipologia di vino di scarso interesse. Questo, che ho accompagnato a un piatto di ottime triglie in umido, è certo un vino corretto, tra gli Arneis che ho bevuto di sicuro uno dei migliori: 13,5%vol., colore giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli, gradevoli sentori di mela verde e cammomilla – abbastanza peculiari -, buona persistenza. Insomma un buon bianco: ma, come tutti gli Arneis, per me poco emozionante.

Invece amo tanto i Dolcetto, quelli d’Alba soprattutto. Questo è un ottimo vino, credo ne producano quattro o cinque decine di migliaia di bottiglie da vigneti posti nei dintorni di Alba. E’ un Dolcetto che è stato sulle bucce per non più di 4/5 giorni, ha visto soltanto acciaio. 13,5%vol.,colore rubino intenso, profumo di viola e di ciliegia tipico,  con una bella rotondità in bocca che persiste a lungo in gola e quel finale amarognolo che lo identifica: un Dolcetto di particolare delicatezza che mi è piaciuto e che ho bevuto in compagnia di un piatto di pesce. Ebbene sì: pasta con ragout di triglie. La pasta era del pastificio artigiano Benedetto Cavalieri, Maglie (Le): una pasta di grano duro di ottima qualità che mi ha consigliato lo chef garganico Gegè Mangano.

Ho trovato davvero eccellente la Barbera, tra quelle d’Alba una delle migliori. Sono rimasto particolarmente colpito dall’eleganza e dall’armonia di questo vino, la cui nota caratteristica è data da un’acidità eccezionale che ne renderà interessante l’invecchiamento. 14%vol., bel colore rubino, sentori di frutta rossa e leggera vaniglia che lascia intuire un affinamento (per un anno) in barrique usate, di media tostatura. In bocca è armonico, elegante, lungo e deliziosamente acido. 20.000 bottiglie da un nobile vigneto posto nel comune di Barolo. L’ho bevuta con un magnifico risotto ai funghi porcini. Il riso, pur essendo un ottimo Carnaroli, non era l’Acquerello dell’amico Piero Rondolino: quello l’ho finito e non ho avuto ancora modo di farne un’adeguata provvista. Dopo il risotto, un piatto di deliziosi porcini impanati: magnifici con la bottiglia di Paiagal!

I prezzi: ottimi, ben sotto i 10€ a scaffale per Arneis e Dolcetto; per il Paiagal occorre qualcosa di più (intorno ai 15€): ma si beve una Barbera eccellente per davvero, parola mia.

http://www.marchesibarolo.com/