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Claudio Rosso: vini e aceto

Viene un giorno di fine dell’anno scorso in cui mi serve chiedere un favore a Stefano Gagliardo, mi consiglia di sentire la famiglia Rosso, che conosco di nome ma di cui non conosco i vini. Segue un appuntamento nella sede dell’Azienda Gigi Rosso, lungo la strada Alba-Barolo, ancora per pochi metri posta nel comune di Castiglione Falletto. Conosco Gigi, il patriarca, Claudio, enologo e Maurizio, l’intellettuale di famiglia (di cui ho già trattato su questo sito).

Nasce spontanea un’amicizia particolare, sia con Maurizio sia con Claudio; ma se di Maurizio e dei suoi libri ho ampiamente parlato, con Claudio ho maturato un debito.

Avendo finalmente potuto gustare il suo strepitoso aceto balsamico di moscato “Asì“, è in fine giunto il momento di sdebitarmi, e con grande piacere.

E comincio proprio dall’aceto che Claudio cura con amore speciale. Questo è un aceto balsamico prodotto da mosto di moscato secondo la tradizione emiliana dei passaggi successivi in botticelle di legni pregiati e invecchiato almeno 3 anni. Ne produce uno più tradizionale da vino Barolo, buono anche questo. Li si possono trovare distribuiti da Eataly e, garantisco, sono per davvero aceti eccellenti. Claudio li produce nei casolari posti in Serralunga, località Airone: è il cru più alto del Nebbiolo da Barolo e l’ultimo del disciplinare al confine con l’Alta Langa. Il Barolo Arione che Claudio qui produce è senza dubbio uno dei migliori da me conosciuti, nella tipologia elveziana (Barolo con più struttura, tannini e colore).

Il balsamico l’ho usato per condire un piatto tanto semplice quanto gustoso: alici in umido. Provare per credere, ma le alici devono essere freschissime e con quelle poche gocce di aceto il piatto diventa sublime.

Già che ci sono, parlo anche della Freisa ferma 2012 – che purtroppo non verrà più prodotta: tende a scomparire perché poco richiesta, un vero delitto. Vino secco, vinoso, piacevolissimo anche leggermente fresco che oggi non gode di stima particolare ed è un vero peccato. Molti produttori di Langa ormai tendono a non produrre più questo vino in favore di “roba” più modaiola e così si perde un vino ideale per accompagnare certi salumi, certi formaggi, certi antipasti tipici. E non soltanto: la Freisa può essere un vino a tutto pasto, di particolare piacevolezza e non impegnativo. Questo fa 13,5% vol., bel colore rosso rubino medio, note di frutta rossa non troppo invasive, in bocca è secco, vinoso, con un finale piacevolmente amaro.

Del rosato di Nebbiolo ho parlato in altre occasioni: è uno dei miei preferiti, pare ovvio. Il Nebbiolo 2011, dalle vigne di Altavilla (due passi a est di Alba, zona del Barbaresco) è un buon Nebbiolo più balsamico che speziato, 14% vol., colore più carico del normale. Al palato è un vino largo, quasi pastoso di buona piacevolezza e lungo finale. Prezzo assai conveniente, come tutta la produzione Gigi Rosso di cui Claudio, enologo proveniente dal prestigioso istituto albese, è padre amorevole. Tra le altre cose, ha scritto un bel libro, assai divulgativo e di buon successo, sulle tecniche del vino in vigna e in cantina.

http://www.gigirosso.com/getcontent.aspx?nID=52&l=it

Piemontesi nel Farwest di Maurizio Rosso

Chissà quanti sanno che c’è un comune che si chiama Asti (95425, California) nella Contea di Sonoma, a circa un centinaio di chilometri a nord di San Francisco e che, lungo la 101 Road, si trovano Asti Winery, Asti road, ecc. Ebbene, furono il ligure (Chiavari) di nome Andrea Sbarboro e il piemontese (Dogliani)  Pietro Carlo Rossi a fondarla nel 1881, insieme alla Colonia Italo-Svizzera, grande azienda produttrice di vino californiano. Maurizio Rosso, titolare con il fratello enologo Claudio, dell’azienda Gigi Rosso (grande Barolo Arione) pubblicò questo libro con Gribaudo nel 1990. E’ un bel cartonato con sovracopertina plastificata di 317 pp., senza prezzo esposto. Libro unico che tratta dell’emigrazione piemontese in America e, soprattutto, in California, dove questi emigranti svolsero un ruolo fondamentale nello sviluppo della produzione vitivinicola (vedi la straordinaria storia dei fratelli Ernest e Julio Gallo, figli di un emigrante originario di Fossano).

Il libro, ormai introvabile, è un lavoro accurato e assai documentato che Maurizio Rosso scrisse durante il suo soggiorno californiano: appassionato fin da giovane del mito americano, si è laureato in Lingua e Letteratura Inglese e in California il suo cuore di Langa s’è ritrovato preda di una fanciulla locale (il risultato è un bel figliolo). Fu richiamato in patria dalle esigenze dell’azienda che il padre Gigi aveva fondato negli anni Cinquanta e oggi si occupa della parte commerciale (parla correntemente almeno tre o quattro lingue). Ma ha continuato a scrivere.

Suoi altri libri: Barolo: Personaggi e mito (Omega, Torino 2000), L’amante di Socrate (Araba Fenice, 2006), romanzo ambientato nell’Antica Grecia. Inoltre, la prima edizione de Il castello dei Cataripubblicato nel 1996, vinse il Premio del Presidente del “Cesare Pavese” nel 1997 a Santo Stefano Belbo.

A mio parere questo lavoro meriterebbe di essere aggiornato e ripubblicato per il fatto che riporta notizie e storie davvero straordinarie, assai importanti e, purtroppo, assai poco note.

http://www.gigirosso.com/getcontent.aspx?nID=52&l=it