Posts Tagged ‘Benedetto pasqua’
Cent’anni di rugby a Torino

Mirio Da Roit è un insegnante di grafica e fotografia all’Istituto Paravia di Torino. Lo conosco da oltre vent’anni perché siamo vicini di casa: quando ride, le sue risate echeggiano importanti per tutti gli antichi e spessi muri del nostro palazzo storico nel centro di Torino. Mirio è un toscano di Piombino, grande e grosso (non per nulla il suo ruolo era quello del pilone) e assai bonario: non ha dei toscani il gusto del pettegolezzo e della maldicenza. Appassionato sportivo – pratica ancora ciclismo, podismo e sci – è rimasto assai legato al mondo di quello splendido e nobile gioco (ancora prima che sport) che è il rugby. Personalmente non sono un esperto, seguo soltanto, ma con calore, le partite della nazionale e trovo che una delle più belle e spettacolari cose che tutto lo sport regala sia un’apertura “alla mano” di una squadra di rugby, semplicemente maestosa! Insieme con Benedetto Pasqua, insegnante di sport (che non conosco) sono gli autori di un ottimo libro dedicato al rugby torinese (che comprende anche il territorio della provincia). E’ un volume assai ben fatto, sia nei contenuti sia sotto l’aspetto meramente editoriale: moltissime illustrazioni (tra le quali alcune storiche di gran fascino) e testi ben argomentati e documentati. Sono 248 pagine in bella carta patinata opaca da 130 gr., racchiuse da una legatura cartonata eseguita come si deve. L’editore è Ananke e il prezzo  è di 35,00 €. Questo è uno di quei famosi libri, come piacciono a me, che non sono inutili passatempi: raccontano un pezzo di storia che hanno costruito ragazzi, giovani e uomini spinti da una grande passione. E raccontano allo stesso tempo un territorio visto da una particolare prospettiva. Mancava un volume così: peccato che, come al solito, le risorse per la realizzazione sono state trovate a cura degli appassionati. Il denaro pubblico, che in questo caso sarebbe stato ben speso, non è stato toccato: conviene sprecarlo per faccende inutili che non servono a nessuno, se non a coloro che sono soliti lucrarci sopra.