Posts Tagged ‘Bisol’
La famiglia Bisol amplia l’offerta turistica di Venissa

https://www.vincenzoreda.it/ah-venissa-venissa/

https://www.vincenzoreda.it/burano/

Ricevo e volentieri pubblico, raccomandando personalmente un posto unico al mondo.

Il Venissa Wine Resort inaugura le nuove residenze diffuse a Burano, per vivere le Isole della Laguna di Venezia assieme alle eccellenze del Design Made in Veneto

Le nuove residenze diffuse nell’Isola di Burano, create in collaborazione con dieci tra le migliori aziende del territorio, propongono un’esperienza autentica a contatto con le tradizioni e le bellezze della Venezia Nativa

L’isola di Mazzorbo, che assieme a Torcello e Burano rappresenta la Venezia Nativa, ospita la Tenuta Venissa. In questo arcipelago di natura, colori, sapori e arte si trova la “vigna murata di Venissa” dove la famiglia Bisol ha riportato alla luce l’antico vitigno Dorona di Venezia.

Il vigneto fa da sfondo al Ristorante Stellato, all’Osteria Contemporanea e alle camere del Wine Resort, rendendo Venissa il luogo ideale per un soggiorno nella laguna all’insegna del relax e della buona cucina. Quest’anno il progetto compie un ulteriore passo con l’inaugurazione delle nuove residenze di Burano. Residenze diffuse nell’Isola, in più edifici, per far vivere all’ospite l’atmosfera del paese, che così ritrova il contatto con gli abitanti locali, ancora oggi molti dei quali operano nei mestieri tipici dell’isola tra quali pescatori e merlettaie.

L’ospite di Venissa potrà soggiornare in una delle camere che si trovano all’interno della casa padronale della tenuta Venissa nell’isola di Mazzorbo, o in una delle residenze diffuse nell’isola di Burano. La famiglia Bisol ha infatti ristrutturato alcune delle tipiche case colorate, abitate un tempo da merlettaie e pescatori, in collaborazione con gli artigiani locali e dieci tra le migliori aziende del triveneto.

I pavimenti degli ingressi sono stati realizzati con gli smalti di Orsoni, l’unica fornace presente ancora oggi a Venezia, che dal 1888 produce artigianalmente mosaico di vetro a foglia d’oro e quasi 3.000 tonalità di smalti che sono impiegati nei mosaici più importanti al mondo. Salendo ai piani superiori delle case invece troviamo i legni Itlas, realizzati con le stesse tavole del Piave un tempo usate per la realizzazione della flotta navale della Serenissima. Le parti più importanti dell’arredamento sono prodotti di aziende icone del design del Triveneto come Moroso, azienda per le sedute ed i complementi di Udine che collabora con alcuni tra i più grandi designers al mondo; Arclinea, che a Vicenza produce cucine innovative con materiali naturali e tecnologie d’avanguardia; Trend, azienda vicentina fondata nel 2000 da Pino Bisazza, che realizza decori in mosaico CAD ed artistico, dai motivi classici e moderni e rivestimenti dal design contemporaneo; Glass 1989, azienda di Oderzo leader nella progettazione e realizzazione di soluzioni benessere; Panto, le cui finestre incorniciano gli scorci e i colori delle case di Burano; FontanaArte, brand storico dell’illuminazione di design entrata a far parte del Gruppo Nice con sede a Oderzo; Bolzan Letti, azienda trevigiana che coniuga design ed artigianalità nella creazione di letti sartoriali; e Vimar, azienda di Marostica (VI) leader nel settore elettrico ed elettronico, che ha applicato la sua tecnologia domotica a Venissa per rendere ancora più confortevole il soggiorno degli ospiti del Wine Resort.

Queste aziende hanno creduto in questo progetto e contribuito a realizzare, di fatto, uno showroom da vivere.

L’amore della famiglia Bisol per il proprio territorio si manifesta così, non solo tramite il vino e la cucina, ma anche con il meglio del design Made in Italy.

Ai suoi ospiti Venissa propone inoltre una serie di attività ed esperienze per scoprire il territorio, come il corso di voga alla veneta grazie alla collaborazione con gli istruttori della remiera di Burano, workshop con i fotografi dell’isola o uscite di pesca assieme ai pescatori della cooperativa.

Venissa infatti crede in un turismo autentico, alla scoperta delle tradizioni e delle bellezze della Venezia Nativa, un angolo di paradiso all’interno di uno dei siti Unesco più visitati al mondo: la laguna di Venezia.

Informazioni: Matteo Bisol  matteo@venissa.it  M +39 340 5979252

Photo Gallery e Press kit   Clicca qui  per visualizzare

Venissa Wine Resort. Fondamenta Santa Caterina – 330142 – Isola di Mazzorbo, Venezia – Italia

tel +39 041 5272281

Feste 2014, i miei vini e cibi

La zuppa di pesce era così buona che abbiamo esagerato!! Base di gallinelle e naselli che ho sfilettato per evitare problemi di lische. Brodo estratto con opportune cotture e riposi estratto da tutto quel che è rimasto dei pesci dopo la sfilettatura, con aggiunte di molluschi e gamberetti al momento opportuno. Ma il trucco, che vi regalo, è questo: due fette di pane pugliese tostato, olio extra giovane sul pane e una buona dose di peperoncino, sopra questo bel lettone il brodo e tutto il resto. Alle 23 eravamo in coma, oltretutto avendo bevuto (mai successo) pochissimo di due ottimi bianchi (il Bisol è un fenomenale metodo classico millesimo 2004). Devo fare i complimenti al mio amico Alessandro Fiore: il suo Sauvignon Blanc 2007 (14% vol.) delle colline forlivesi è un bianco di estrema eleganza e finezza in cui il territorio prevale sulle note varietali (mica poco!). Davvero eccellente e ancora un bianco italiano invecchiato benissimo che promette ulteriori anni di sorprese (uso delle tonneau da 350 lt. con cognizione di causa). A Natale agnolotti liguri di borragine con salsa di noci e quaglie lardellate. Lysipp 2008, una magnum di Montepulciano degli amici tedeschi di Fattoria San Martino, ma prima devo ricordare lo strepitoso Passito da uve Arneis di Cascina Pellegrini (Monteu Roero), per accompagnare alla grande un paté di foie gras. Poi quanto stanno bene le bottiglie (vuote) tra gli scaffali dei libri: qui quelle bevute nei dintorni di Natale, tra Piemonte, Veneto, Romagna e Marche. Ormai dolci ricordi. Piatto povero, le acciughe in salsa rossa. Il trucco è quello di aggiungere qualche goccia di un grande aceto. Se è quello, formidabile, dell’amico Claudio Rosso (prodotto a Serralunga), tanto meglio! Per la prima volta, dopo tanti anni, ho brindato al nuovo anno con Champagne invece che con spumante italiano, ma ne è valsa la pena: Gosset Gran Riserva (la più antica casa di Champagne francese, 1584), davvero sensazionale. Ringrazio il grande amico che me lo ha omaggiato, e alla sua salute l’ho bevuto: un Grandissimo del vino e dell’imprenditoria italiana. Che Iddio, o chi per lui, ce lo conservi a lungo. E’ stato anche il primo anno (non mi ricordo da quando) che non ho bevuto Barolo, ma il Dolcetto dell’amico Enzo Brezza non me lo sono fatto mancare, E poi la Malvasia di Hauner (sempre strepitosa) e i vini della Famiglia Fiore. E poi la chicca: il Cirò di Giuseppe Ippolito! Sono un uomo fortunato (mica soltanto per i vini, pare ovvio…). Poi, la domenica tra Capodanno e l’Epifania, sono tornato a casa, finalmente, con vini di Langa. Dopo i Nebbiolo di ieri a La Morra (Marrone e Bosco), oggi il Barolo Paesi tuoi 2011 di Terre da Vino. E’ un Barolo discreto, pur non grandissimo, un assemblaggio da diverse zone che mescola tortoniani e elveziani: soprattutto un bel rapporto qualità/prezzo (siamo sotto i 20 €). E poi un Altalanga Serafini 2007 e un ottimo Moscato (sempre Terre da vino dell’amico Quadrumolo). Con classica lasagna… E per chiudere (prima della scontata ferrea dieta analcolica e ana..tutto) una Grande Barbera D’Asti Superiore che a me piace assai: La Luna e i Falò 2011 di Terre Da vino (14%vol., non abbastanza apprezzata dalla critica perché se ne producono 300.000 bottiglie, sempre di eccellente livello, ma questo fa storcere il naso a certi pretesi “puri”). Ci ho accompagnato una strepitosa ribollita (avevo ottimo Chianti, ma volevo proprio quella Barbera), con la mia solita base di pane pugliese, olio calabro e peperoncino) e poi una bella qualgliotta lardellata.

Salute.

Burano

Burano fa parte di quel gruppo di isole a nord-est di Venezia (Torcello, Mazzorbo, Mazzorbetto e Isola dei Laghi) che costituirono i primi insediamenti fissi nella laguna veneta delle popolazioni in fuga dalle città romane (Altino, Aquileia) devastate da Unni e Longobardi, tra il V e il VII secolo. Il primo documento ufficiale che parla di Burano è dell’840. Fu comune fino al 1923, quando venne assorbito nella municipalità di Venezia.

Oggi conta circa 2.700 abitanti distribuiti su quattro isole separate da tre canali per un totale di 21 ettari. Una chiesa soltanto (San Martino, che ospita una tela importante del Tiepolo) con caratteristico campanile pendente. E una piazza dedicata al compositore (caro a Benedetti Michelangeli) buranese dell’XVIII secolo, Baldassarre Galuppi. Curiosità: a Burano è nato anche, nel 1941, il cantautore Pino Donaggio.

Burano è collegata a Mazzorbo da un ponte, mentre Torcello dista qualche centinaio di metri. Celebre per i suoi merletti, è caratterizzata dalle sue coloratissime case: se ne ignora il motivo. E’ possibile mangiare e dormire bene sia a Burano sia, soprattutto nello splendido resort Venissa della famiglia Bisol sull’isola di Mazzorbo.

Un consiglio personale: andateci in autunno e rimaneteci almeno tre giorni: saranno indimenticabili. Parola mia.

http://venissa.it/

Si fa presto a dire Prosecco – 2

 

Era soprattutto per conoscere in loco il Progetto Venissa che avevo concordato questo viaggio in Veneto, però non potevo, una volta giunto lì, non visitare l’azienda Bisol in Valdobbiadene.

Devo ringraziare Michela De Bona, responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne, che mi ha organizzato alla perfezione le varie e complicate faccende logistiche.

Finito il magico momento a Mazzorbo e affidato ai ricordi un tramonto sulla Laguna indimenticabile, mi sono recato in treno a Cornuda – uno dei 17 comuni della DOCG Asolo – dove mi aspettavano Desiderio Bisol con Elisa, sua moglie. Siamo andati a cenare in un bel locale in Valdobbiadene (Dobladino, vedi link sotto).

Qui ho avuto modo di bere il Private Cartizze 2009, il Crede 2013 e un interessante Prosecco Brut senza solfiti aggiunti (NoSo2): distratto dalla conversazione che a un certo punto ha preso una piega di estremo interesse per me – il racconto di Elisa dell’occupazione austriaca di Valdobbiadene durante la Grande Guerra: non ne sapevo nulla e poco di questi fatti si conosce – che mi ha distratto da una valutazione attenta dei vini che stavo gustando.

Il giorno appresso, dopo un sonno ristoratore nello storico Bread&breakfast della famiglia di Elisa, Desiderio mi ha accompagnato in uno straordinario giro in alcuni dei 177 ha. gestiti direttamente da Bisol.

Al ritorno Valentino Radaelli, in compagnia di Michela De Bona – con la quale avevo fatto una visita nelle cantine fino a rimanere incantato dentro quella storica nicchia che risale al 1875! – mi ha fatto gustare ulteriori 4 vini: il Prosecco del Fol e il Cartizze (metodo Martinotti) a base Glera; due Metodi Classici Millesimati a base di vitigni classici (Pinot bianco e nero e Chardonnay): il Talento 2003 Brut e l’Eliseo 2004 Pas Dosé Brut.

Ho trovato, in un contesto di qualità altissima, eccezionale l’Eliseo: non mi considero un esperto di vini spumanti, né questa tipologia mi appassiona in maniera particolare, però quando bevo dei vini eccellenti, quale che sia la tipologia, riesco ancora a entusiasmarmi. A questo proposito ho deciso che una bottiglia di Eliseo 2004  festeggerà l’anno nuovo al posto del solito Alta Langa con cui in genere accompagno questo rito.

Eliseo perché dedicato al fondatore dell’azienda Eliseo Bisol (1855/1923), 1.990 bottiglie prodotte di questo millesimo con tiraggio nel maggio del 2005 e sboccatura in ottobre 2014. 12,5%vol., giallo paglierino medio, al naso un delicato e complesso florilegio di sentori che vanno dalla crosta di pane ai fiori bianchi; al palato risulta morbido, sapido e con una eccezionale acidità (oggi va di moda definirla mineralità). Gran vino, tra i migliori che io abbia memoria di aver gustato tra gli spumanti italiani.

Una speciale nota di merito a Valentino: classe, competenza, discrezione. Mica poco!

Nelle valutazioni che ho avuto modo di fare con calma a casa mia – gustazioni che prendono anche due/tre giorni per valutare il vino della medesima bottiglia – sono rimasto impressionato dal Relio 2009 e, soprattutto, dal Private Cartizze 2012.

Sono entrambi vini a base Glera 100% con uve selezionate e vinificati con metodo classico. Il Relio è un dosato Extra Brut di 12%vol. dedicato a Aurelio Bisol, fratello di Antonio e dunque zio di Gianluca e Desiderio. 5878 bottiglie per uno spumante eccellente che dimostra la capacità del Glera, coltivato e vinificato come si deve, di competere con vitigni assai più blasonati: una vera sorpresa per me.

E infine il Private Cartizze 2012, non dosato, Brut per 2657 bottiglie prodotte di questo millesimo con tiraggio nel maggio 2013 e sboccatura nel marzo del 2014.

Fra tutti i vini di Bisol che ho bevuto – a parte il Venissa, pare ovvio – questo è quello che preferisco: 12,5%vol., giallo paglierino intenso con sfumature calde; al naso una straordinaria complessità che dai primari intensi di crosta di pane si va via via a percepire sentori di fiori di prato, frutta bianca, fieno. Al palato risulta sapido, armonioso e con una bella acidità che rimane a lungo con un piacevole e particolare retrogusto che non sono riuscito a riconoscere con certezza.

Gran vino che mi costringe a riformulare le mie valutazioni sul Prosecco!

Ovvio che i prezzi di questi vini ballano intorno ai 35/40 €: ma sono per certo di qualità assai migliore di un qualsiasi Champagne industriale, senza fare nomi e con prezzi spesse volte superiori.

Questo Private Cartizze 2012 l’ho accompagnato con un delizioso baccalà mantecato – ristorante da Ugo, vedi link sotto – e, a casa mia, con i cibi più vari, come da immagini qui sopra; il mio consiglio, però, è di berlo senza accompagnarlo con nulla: compagno straordinario per quelle coccole che ogni tanto ci meritiamo.

Salute.

https://www.vincenzoreda.it/si-fa-presto-a-dire-prosecco/

www.dobladino.it

www.daugo.net