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Go Wine

Go WineE’ da poco uscita la X edizione della guida Cantine d’Italia, edita da Go Wine.

Curata da Massimo Zanichelli e redatta da Claudia Cavadore, è un volume di 456 pagine (15,00€, prezzo di copertina) confezionato in cartonato f.to 14×24 in carta patinata opaca di circa 60 gr.

Presentato da Massimo Corrado (presidente di Go Wine), è un lavoro che si rivolge agli appassionati che amano recarsi in visita presso i produttori per conoscere, valutare, apprezzare i loro vini direttamente in cantina e, fatto importante, spesse volte acquistarli.

Per ognuna delle cantine segnalate (quest’anno sono 640, 20 in meno di quelle della scorsa edizione) viene riportato l’indirizzo (completo di sito internet e di e-mail), il numero di ettari vitati e di bottiglie prodotte; vengono inoltre indicati i nomi delle persone che accolgono i visitatori. Due note importanti recano l’indicazione del percorso migliore per trovare la cantina e gli orari di visita.  Le valutazioni (da una a cinque stelle) riguardano la qualità del sito, dell’accoglienza e dei vini. Go Wine 1Tra questi, vengono segnalati (con indicazione del prezzo in cantina) il vino top e quello di miglior rapporto qualità/prezzo. E’ sempre presente una nota curiosa sui vini (Da conoscere) e una descrizione esauriente della storia e delle peculiarità della cantina. Infine, le Impronte segnalano i migliori punteggi assegnati con le stelle. 

Lavoro editoriale svolto con grande cura e di buona affidabilità, pur sempre partendo dal presupposto che non è possibile condividere tutto: le guide, quando sono oneste e professionali, servono per avere delle indicazioni di massima. Non sono il Vangelo (e pure sul Vangelo di cose da dire tante ce ne sarebbero…).

Di una cosa sono certo, questa guida di Go Wine è una delle poche che io personalmente apprezzo e consulto (non sono più di due o tre, in tutto): pare ovvio che la mia è una semplice opinione personale. Di chi, in ogni caso, non deve niente a nessuno. Sia chiaro.

Chiudo con una riflessione. E’ un periodo di crisi nera in ogni campo e nel settore editoriale ancora di più: per certo la nicchia dell’editoria enogastronomica (libri, riviste e guide) risente di questa crisi come pochi altri settori, anche perché negli ultimi anni  un mare oceano di pubblicazioni (molte delle quali di scadente livello sia editoriale sia professionale e etico) ha invaso questo campo. Le crisi servono anche a scremare il mercato dai prodotti inutili e spesso anche dannosi.

Ma è compito del consumatore premiare l’onestà, la qualità, l’impegno professionale, l’affidabilità. In una parola sola: la serietà.

Auguri e salute alle persone serie (di qualsiasi campo).