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Casa Buffetto, Sabato 6 giugno 2015, Festa di primavera

Casa Buffetto, sabato 6 giugno:  come al solito, la classe e l’eleganza rilassata e rilassante di Paola, padrona di casa in questo luogo di rara piacevolezza, ha reso possibile un momento di tranquillo straniamento tra persone tutte dotate del giusto atteggiamento. Voglio significare: disponibilità franca senza mai assilli né invadenza eccessiva.

Bella giornata (ma è quasi sempre così), eccellente il menù, straordinari i vini di Vincenzo (su tutti, pare ovvio, il Nebbiolo 2011: posso dire il Mio Brume!).

E con la solita lotteria/asta abbiamo messo insieme anche un po’ di quattrini da destinare a chi ne ha bisogno.

Alla prossima e sempre con piacere.

https://www.vincenzoreda.it/ca-d-bufet-casa-buffetto/

https://www.vincenzoreda.it/casa-buffetto-con-vincenzo-muni/

Vino in Valle di Fabrizio Gallino

L’ho letto tempo fa questo bel lavoro di Fabrizio Gallino, uno dei pochi, tra quelli che di vino scrivono sulla rete, che ho in stima. Perché è serio, è abbastanza competente e, soprattutto, segue quello che ha nei propri pensieri senza rincorrere chimerine effimere e poco raccomandabili.

Sono circa 160 pagine ben strutturate in cui Fabrizio raccoglie le notizie, quelle che servono (produttori, indirizzi, vini, vitigni e prezzi) e ci mette le proprie opinioni, evitando stupide classifiche. Costa 18 €, che sono ben spesi per chi vuol conoscere i vini, ma anche i prodotti d’eccellenza della Valle d’Aosta. Sta avendo un meritato successo e Fabrizio se lo merita.

L’occasione di scrivere questo breve articolo – che a Fabrizio avevo da tempo promesso – mi è stata fornita da un incontro in un bel posto – Casa Buffetto, due passi da S. Damiano d’Asti – con l’amico enologo Vincenzo Munì, Vincent Grosjean e Didier Gerbelle. Incontro stimolante, e poi è fatto raro che con le gambe sotto lo stesso tavolo ci siano ben tre Vincenzo (se togli CENZ, resto soltanto VINO…). Abbiamo parlato e bevuto: i rosati a base Nebbiolo di Casa Buffetto, i Fumin di Didier e di Vincent, il Nebbiolo (da vasca) che sta curando Vincenzo Munì. Dei vini di Didier e di Vincent tratterò a parte, quando li avrò bevuti, gustati e valutati a casa mia, senza distrazioni e con i miei soliti tempi lunghi. A ogni buon conto, è stato un incontro proficuo, come ogni tanto accade agli uomini di buona volontà (che usano bere vini buoni).

http://www.enofaber.com/

Ca’ ‘d Bufet, Casa Buffetto

Posta sopra un poggio panoramico in frazione Lavezzole (due passi da San Damiano d’Asti), questa tenuta – circa 4 ettari di cui un paio vitati a Nebbiolo e Barbera con un po’ di Pinot Noir – ha una storia lunga e affascinante.

Già di proprietà nobiliare, fu acquistata dalla famiglia Volpe nel 1919 e divenne la “home” patriarcale di una schiatta di gente concreta, sensibile e orgogliosamente contadina. Gente che con il passare del tempo si trasformò in quel ceto di medio-alta borghesia di provincia illuminata.

Venne ceduta, sono ormai molti anni, a una società svizzera che la trasformò in accogliente agriturismo.

Quattro o cinque anni fa una persona se ne innamorò perdutamente e la acquistò per farne una dimora in cui rilassare sé stessa. la propria famiglia e gli amici.

Oggi Vincenzo Munì, tra i miei pochi amici veri, ne cura da par suo le vigne preziose e il vino che da queste viene spremuto (ho già parlato del rosato di Nebbiolo, ma dovrò trattare di un certo Nebbiolo 2011 che mi ha stregato).

Ne tratterò di seguito con dovizia. Se lo merita questo posto, lo meritano i miei amici. E io pure.

 

Il Rosato di Vincenzo

Questo rosato lo avevo bevuto domenica scorsa a Casa Buffetto in quel di San Damiano d’Asti (vedi link qui sotto) e mi era piaciuto, pur se mi pareva che avesse un residuo zuccherino leggermente elevato per i miei gusti. Ma, come sono solito dire, le valutazioni professionali di un vino esigono calma, concentrazione, silenzio e nessuna distrazione sensoriale: odori, sapori, suoni, visioni…

E dunque me ne sono portato a casa una bottiglia.

L’ho messa al fresco e mi sono fatto preparare un piatto particolare: petti di pollo al masala (curry) con peperoni, ulteriormente reso piccante da un paio di peperoncini freschi aggiunti a crudo.

L’ho aperta una ventina di minuti prima di cena, anche perché prendesse un poco di temperatura (8/10°).

Questo rosato è il primo esperimento del mio amico Vincenzo Munì: millesimo 2011 e vitigno Nebbiolo vinificato quasi in bianco, con pochissime ore sulle bucce prima dello svinamento. Poi soltanto acciaio.

Dunque: il colore è un tenue rosato che ricorda la buccia di una cipolla bianca, rosato leggerissimo con riflessi caldi giallo-arancioni. I profumi sono lievi di fragola e pesca con un leggero speziato che si apprezza con calma. Al palato quella che mi sembrava una nota abboccata è soltanto dovuta alla scarsissima acidità e alla quasi totale assenza di tannini, che infatti s’intuiscono più che sentirsi. Lascia la bocca piena ma pulita, con sensazioni di delicata complessità e un finale secco che, soprattutto in gola, permane a lungo. Come a dire e ribadire: ragazzi, qui si tratta comunque di Nebbiolo, mica uvettine qualsiasi! Sono 13% vol. di alcol che non si sentono per una produzione di qualche centinaio di bottiglie.

In conclusione: se domenica pensavo che questo primo esperimento dovesse evolvere in qualcosa di più complesso (vedi il magnifico rosato da Nebbiolo di Brezza), oggi sono convinto che invece è giusto insistere in questa direzione: levità, delicatezza, scarsa acidità per un rosato che può diventare una vera chicca anche per il mercato, oltre che per i pochi fortunati amici come noi. E magari avere un discendente diretto con le bollicine a metodo classico…

I vini di Vincenzo Munì, come sempre, possono piacere o meno ma sono sempre non banali come, del resto, la Barbera spremuta dalle uve della stessa tenuta: una Barbera secca, franca, pulita che è lontana parsec da certi omologati gusti internazionali e dalle banalizzazioni barriquiste.

Ma un piccolo appunto devo farlo: le etichette! Non sono brutte, per carità; ma semplicemente non sanno di vino, non raccontano il vino. Starebbero benissimo sopra una scatola di dolci, di cioccolata…

Comunque, Vincenzo, avanti così!

https://www.vincenzoreda.it/casa-buffetto-con-vincenzo-muni/

Casa Buffetto con Vincenzo Munì

In una giornata fredda e piovosa di metà settembre, accetto l’invito dell’amico Vincenzo Munì: dovrei fare la conoscenza di un’azienda di cui è consulente, nei dintorni di San Damiano d’Asti, paese che mi evoca sempre ricordi fastidiosi.

Sorpresa: l’azienda è in verità una magnifica proprietà privata circondata da un paio di ettari di viti Nebbiolo e Barbera e posta sopra un poggio in posizione panoramica sulle campagne circostanti, ripiene di campi di mais, boschi, vigne. Si chiama Casa Buffetto e non entro in dettagli che conosco poco ma di cui parlerò in seguito, con maggior cura e approfondimento.

L’occasione è un pranzo offerto dalla padrona di casa per una sua particolare ricorrenza.

Gli invitati sono una cinquantina, tutte persone di notevole interesse con alcune scoperte e riscoperte di rilievo. Inutile dire che il cibo e soprattutto i vini erano all’altezza della situazione: i vini di Vincenzo sono sempre come si deve, con particolare segnalazione per un Nebbiolo 2011 rosato di cui tratterò a parte.

Ho passato un bella domenica, lontano dai miei consumati ritmi e riti che sempre meno riesco a tralasciare.

Grazie, Vincenzo. E, per saperne di più, consiglio i link qui sotto.

http://www.vincenzomuni.it/index.html

http://www.geaviticoltura.it/sito/