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Barolo & Co

Venerdì 27 luglio scorso, presso la bella sede dei Vignaioli Piemontesi – via Alba, 15 a CastagnitoGianluigi Biestro (Dir. Editoriale) e Giancarlo Montaldo hanno presentato il primo numero interamente curato dalla nuova squadra di collaboratori e impostato dalla nuova proprietà, nel senso comunque della tradizione di questa testata prestigiosa, fondata da Elio Archimede – a cui va sempre indirizzato un pensiero di particolare stima e simpatia – e giunta oggi al suo XXXII anno.

In sala, oltre a tutti, o quasi, i collaboratori anche personaggi di grande prestigio come Angelo Gaja e Massimo Martinelli (per certi versi anch’essi collaboratori).

La serata ha visto Claudio Rosso e il sottoscritto aggregarsi a una tavolata d’eccezione al ristorante del Belbo da Bardon di San Marzano Oliveto: G. Morino, F. Mussio, la siciliana Marilena Barbera e altri ancora. Chiaro, come dimostra la prateria di calici pieni e i pochi piatti vuoti, che di grande bevuta s’è trattato. E come altrimenti avrebbe potuto essere? A ogni modo, il ristorante è da frequentare con passione: è un gran bel posto in cui si mangia benissimo, si beve altrettanto bene e, soprattutto, ci si sente bene per davvero (ristorantedabardon@alice.it).

Fateci un salto e, se vi fa piacere, dite che vi mando io.

Barolo & Co sposa Vignaioli Piemontesi

Alle 15.30 di sabato 15 marzo (le famose Idi romane, fatali a Gaio Giulio Cesare) si è tenuta la prima riunione editoriale di Barolo & Co, testata storica, con la nuova proprietà: Vignaioli Piemontesi. L’occasione è stata fornita dall’inaugurazione del nuovo spazio – emporio, enoteca, ristorante – aperto in via Alba, 15 a Castagnito (5 minuti da Alba in direzione Asti).

Presenti Elio Archimede – storico editore e Direttore di Barolo & Co – Chiara Castino – sua impareggiabile collaboratrice per pubblicità e marketing – e le nuove figure di riferimento (Gianluigi Biestro, Direttore Editoriale e Giancarlo Montaldo, Direttore della testata) si è riunito il gruppo storico di collaboratori del glorioso trimestrale.

Che dire? Se son rose, fioriranno. E, per parte mia, farò del mio meglio perché sian rose e sappiano fiorire a nuova vita.

Chiosa finale: è stato un vero piacere – e una sottile vena di commozione, peraltro dissimulata con grande classe e un poco di sabaudo pudore – riabbracciare Elio Archimede. A lui, a Chiara e a Andrea Tedaldi non soltanto una caldo abbraccio, fuor di retorica, ma anche tanto affetto, stima e riconoscimento.