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86^ FIERA DEL TARTUFO BIANCO DI ALBA, 2 ottobre – 27 novembre 2016

L’86ª FIERA INTERNAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO D’ALBA SCEGLIE L’ALBERO COME SIMBOLO DELL’EDIZIONE 2016, UN TRIBUTO AL MISTERO E AL RISPETTO DELLA NATURA CHE, ATTORNO ALLE SUE RADICI, GENERA IL PIÙ PREZIOSO FRUTTO DELLA TERRA

Venerdì 8 luglio, presso l’Albergo dell’Agenzia di Pollenzo (Bra), all’interno del complesso che è sede dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, è stata presentata la nuova edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, consacrata dal New York Times come evento “foodie” da non perdere e inserita dal Mipaaf, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, tra le dodici principali manifestazioni nazionali.

In una sala gremita da oltre 200 persone, Liliana Allena, presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, ha illustrato le principali novità dell’edizione 2016: dal nuovo LOGO del Tartufo Bianco d’Alba, all’Abero come immagine e tema della nuova edizione; dal progetto che, nei prossimi anni, trasformerà la Fiera in un evento «green» e sostenibile, al primo crowdfunding per tutelare le aree tartufigene del Piemonte; dalle iniziative che legheranno il design internazionale al Tartufo Bianco d’Alba, alla sua candidatura come Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco; fino alle grandi mostre, le manifestazioni culturali, folcloristiche, musicali e quelle dedicate ai bambini.

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba quest’anno abbraccia un periodo di otto settimane, dall’8 ottobre al 27 novembre, con il Palio degli Asini fissato per il 2 ottobre. Due intensi mesi di eventi che valorizzano il Tartufo Bianco d’Alba nel pieno della sua stagione di raccolta e promuovono il territorio di Langhe, Roero e Monferrato in uno dei periodi dell’anno più vivaci dal punto di vista culturale, turistico ed enogastronomico.

Tra i molti ospiti della conferenza stampa sono intervenuti Bruna Sibille, sindaco della Città di Bra, Maurizio Marello, primo cittadino della Città di Alba, Luigi Barbero, presidente dell’Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero, Giuliano Viglione, vicepresidente della Fondazione Cassa Risparmio di Cuneo, Piercarlo Grimaldi, rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Antonella Parigi, assessore alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte e l’europarlamentare Alberto Cirio.

«La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è riconosciuta come il principale evento fieristico legato al mondo dei tartufi», spiega Liliana Allena, presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. «Con oltre mezzo milione di presenze sul territorio e centomila ingressi al Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, rappresenta l’apice delle manifestazioni turistiche ed enogastronomiche della Regione Piemonte. Una Fiera che, quest’anno, presenta importanti novità, a partire dalla creazione del nuovo LOGO, un’icona studiata per essere un brand duraturo, in grado di comunicare con immediatezza e semplicità il fascino, la rarità e la preziosità del Tartufo Bianco d’Alba nel mondo».

«Il simbolo scelto per la nuova edizione della Fiera è l’Albero», continua l’Allena, «come custode del paesaggio naturale riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità, come culla dove nasce il Tartufo Bianco d’Alba e come emblema delle nostre radici: quelle della nostra cultura, delle nostre tradizioni, quelle della nostra storia e dell’enogastronomia, le radici che contraddistinguono i grandi uomini delle Langhe e del Roero, persone che sanno guardare al mondo senza perdere il legame con il proprio territorio. Sono queste le nostre “Radici del Gusto!”».

«Quest’anno la Fiera arriva a fine novembre – ha sottolineato il sindaco di Alba Maurizio Marello – Fino a sette anni fa gli eventi si fermavano ai primi di novembre. È segno dell’incremento turistico  degli ultimi anni, frutto di un grande lavoro nel tempo che abbiamo colto e riseminato. Oggi la nostra stagione turistica inizia a Pasqua e finisce a Natale. Quest’anno proseguirà fino a fine febbraio 2017 grazie alla mostra biennale della Fondazione Ferrero dedicata alle opere di Giacomo Balla. Un forte incremento di flussi c’è stato negli ultimi due anni grazie anche al riconoscimento Unesco sui nostri paesaggi vitivinicoli. Risultati importanti che ci responsabilizzano e ci spronano a continuare a lavorare in questo settore con capacità di innovazione accanto a tradizione e folclore. Dobbiamo avere anche la capacità di migliorare ulteriormente la nostra accoglienza. Abbiamo fatto tanto negli ultimi anni, ma dobbiamo continuare a lavorare per mantenere questo livello con grande spirito di umiltà».

«Insieme all’estensione della Fiera – dichiara l’Assessore a Cultura, Turismo e Manifestazioni del Comune di Alba Fabio Tripaldi – stiamo lavorando anche per incrementare l’offerta culturale della nostra città durante l’anno. Quest’anno, oltre alle mostre già previste come “Futur Balla” in Fondazione Ferrero, “After Omeros” di Francesco Clemente a cura della famiglia Ceretto, “Mario Lattes. Antologia personale”, altre esposizioni sono in via di definizione. Oltre a ciò, grazie alla collaborazione con la Fondazione Bottari Lattes, il 14 ottobre il nostro Teatro Sociale ospiterà Amos Oz. Il grande scrittore e saggista israeliano di spessore internazionale, vincitore del premio Bottari Lattes Grinzane – sezione “ La Quercia 2016” sarà ad Alba il giorno prima della premiazione a Grinzane Cavour, con una grande lectio magistralis. Insomma, si allunga la fiera, ma aumentano anche gli eventi culturali».

GoWine: Barolo tra Castiglione e Serralunga

Sabato 26 aprile 2014, in compagnia di Maurizio Rosso, ho avuto modo di trascorrere un’intera giornata – bellissima dal punto di vista meteorologico e assai stimolante per quanto riguarda gli incontri – tra Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba gustando e valutando molti dei Barolo che nei cru di questi fortunati paesi si producono.

Ben 10 Barolo di Castiglione e 6 di Serralunga.

L’occasione è stata fornita dall’evento spalmato sul fine settimana (25, 26 e 27 aprile) e organizzato da GoWine che proponeva, guidati da Gianni Fabrizio e Massimo Zanichelli, i Barolo 2010 in anteprima e alcune verticali (2005/6/7/8) di alcuni tra i migliori cru che si producono in questi due paesi.

Va precisato che qui siamo in pieno elveziano (periodo miocenico compreso tra 17 e 11 mln. di anni): marne e argille fossili che danno Barolo più colorati, potenti, strutturati dei loro fratelli di Barolo e La Morra. Mentre posso dire di conoscere bene quelli di Serralunga (stimo, sopra gli altri, Anselma, Pira e, pare ovvio, lo Sperss di Gaja), poco sapevo dei grandi cru di Castiglione, a parte Bava (Scarrone) e Ceretto (Bricco Rocche).

Nella Cantina Comunale del paese, piccina ma assai ben assemblata (la giovane Federica ha da poco messo la sua passione al servizio dei visitatori), ho bevuto e valutato 5 Barolo 2010, consigliato da Maurizio: Brovia Rocche di Castiglione, Parusso Mariondino, Cavallotto Bricco Boschis, Oddero Villero e Ceretto Bricco Rocche. Quello che mi ha convinto di più, in un contesto di gran qualità complessiva, è il Cavallotto. Assai peculiare il Parusso.

Nel pomeriggio ci siamo spostati nelle lussuose sale del Relais Boscaretto, sopra Serralunga, Qui Massimo Corrado (Pres. GoWine) ha presentato le verticali 2005 guidate da Gianni Fabrizio, con la competenza che gli si riconosce meritatamente.

5 Barolo di Castiglione e 6 di Serralunga: non sto a citarli tutti, ma, nel contesto di un’annata non considerata grande (e qui dovrebbe aprirsi un bel dibattito: io non amo queste generalizzazioni che sono spesse volte fuorvianti), ho trovato eccellenti il Riserva Vignolo di Cavallotto e il Parussi di Sordo.

Tra quelli di Serralunga (che forse complessivamente preferisco): il Prapò di Schiavenza e il Marenca di Pira. Con una segnalazione particolare per le stupefacenti note balsamiche del Badarina di Bruna Grimaldi.

Mi mancava una valutazione professionale di questo genere. Mi pare ovvio ringraziare gli amici di GoWine e Maurizio Rosso.

Nicola Di Tarsia a Venezia per Torino Film Festival

Sabato scorso, 31 agosto 2013, nell’ambito del Festival del Cinema di Venezia, il mio amico Nicola di Tarsia, chef del Berbel di Torino, ha curato un buffet offerto da Torino Film Festival all’Hotel Excelsior, Lido di Venezia.

250 gli invitati che hanno assai gradito le proposte di Nicola che ha offerto un tipico menu di territorio, come si conviene. I vini erano Damilano, Pio Cesare, Ceretto e Contratto: etichette scelte tra il meglio che offre il Piemonte.

L’evento è stato voluto da Paolo Damilano, da poco nominato presidente dell’Ente torinese. Con lui presenti l’assessore alla cultura della Regione Piemonte Michele Coppola e l’amica Antonella Frontani, anch’ella chiamata da poco a ricoprire la carica di vicepresidente della Commissione Torino Film Festival.

Auguro a tutti i migliori auspici per futuri e meritati successi. Torino e noi tutti ne abbiamo grande necessità. E voglia….