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Forse non tutti sanno che: I Murazzi…..

Qui di seguito riporto la copia dell’interpellanza che il consigliere Alberto Musy ha presentato in Consiglio Comunale sulla questione dei Murazzi. Il fatto nuovo è che quasi nessuno è al corrente che questo luogo, tanto caro ai torinesi e tanto esposto a ogni genere di osservazione, è soggetto a vincolo Paesaggistico e Monumentale. Questo significa che non è possibile, senza complicate e rigidissime concessioni, intervenire in alcun modo con infra e sovra strutture che possano alterarne l’aspetto e la fruizione. Oggi i Murazzi sono diventati un obbrobrio estetico (per quanto mi concerne, soltanto a questo io mi riferisco) che incoraggia altri obbrobri. Trovo assai opportuna e meritoria l’interpellanza dell’avv. Musy. Sperando che sia accolta e non ignorata causa, magari, alcuni interessi che riguardano persone influenti….

Ps: parla chi i Murazzi li frequenta dai primi anni Settanta, quando c’era una discoteca che si chiamava Club 71. Uno che conosce Giancarlo Cara dai tempi eroici del Centralino. Uno che è stato l’editore de “L’urlo dei Murazzi” dell’indimenticabile Peppo Parolini.

https://www.vincenzoreda.it/peppo-parolini/

Un uomo, una città: film cult del 1974

Romolo Guerrieri è un regista romano, non un grande regista e in questo film si nota bene. Ma questo è un film speciale perché fu girato nel 1974 in una Torino che non c’è più. Come non ci sono più i miei vent’anni: per sottolineare una sconfortante (ma neanche tanto) banalità. Il film ha qualche buon momento, ma risulta slegato, sfilacciato; con caratteri grossolani, a volte improbabili e alcune sparate di moralismo di bassa lega. Però c’è una Torino più che verosimile, direi proprio vera. Le musiche sono eccellenti (Carlo Rustichelli), gli attori così, così. Il protagonista, commissario, è il bravo Enrico Maria Salerno, fuori ruolo, accompagnato da uno stralunato Bruno Salce che interpreta il giornalista disincantato. Bellissima e discreta interprete  Francoise Fabian, mentre Paola Quattrini è davvero poca cosa. Ci sono anche Tino Scotti e Bruno Zanin (il Titta di Amarcord), ma il più incredibile è un Gipo Farassino che interpreta un poliziotto napoletano!

Il film ruota attorno a storie di sesso e droga di ragazzi bene dell’alta borghesia torinese e bisogna dire che la trovata finale non è male. Ci sono, è il 1974, alcune scene che parlano di un clima che va facendosi pesante in città e anticipano quelli che a breve saranno gli anni di piombo. Ma ci sono posti, locali, strade e atmosfere che sono scomparse. Tra questi, non posso non ricordare il Club 71, sala da ballo in riva al Po, ai Murazzi, 20 anni prima che l’amico Giancarlo Cara li inventasse: i Murazzi. Era una sala da ballo in cui suonavano dei gruppi musicali che si alternavano a momenti di discoteca. Esattamente quarant’anni fa, al Club 71 m’innamorai perdutamente di una Germana sedicenne, bellissima che mi lasciò distrutto pochi mesi dopo. Ricordo che in quegli anni noi si ballava su pezzi dei Led Zeppelin, dei Vanilla Fudge, degli Iron Butterfly, dei Ten Years After…..

Il film dura un centinaio di minuti, e in tutta onestà lo si può guardare soltanto se si hanno una cinquantina d’anni e se si è di Torino…