Posts Tagged ‘Colli orientali del Friuli’
Stefano Fanti per Cormons ed Ermacora

Che io sia appassionato frequentatore e svergognato estimatore del ristorante del Circolo dei Lettori di Torino è faccenda risaputa. Altrettanto clamorosa è la mia stima per il suo chef, Stefano Fanti: mi piace la persona e  amo oltremodo la sua cucina (di territorio: nei fatti e non soltanto con le solite, abusate parole di moda…). E di Stefano apprezzo il fatto che a lui piace davvero stare in cucina e non altrove, così come lo considero uno dei pochissimi chef che potrebbe fare benissimo il sommelier (qui si beve soltanto piemontese, salvo nelle serate, come questa, in cui si ospitano vini di altre provenienze).

Per l’occasione in cui graditi ospiti erano i vini delle Cantine Produttori di Cormòns e Ermacora (DOC Collio e Colli Orientali del Friuli), Stefano ha dato il meglio di sé: strepitoso il suo delicatissimo bacalà e memorabile l’uovo; senza dimenticare un equilibratissimo risotto (Carnaroli Cascina Zaccaria) al Refosco con salsiccia di Bra e il sempre eccellente stracotto, questa volta rivisto con il rosso friulano Pignolo 2008, entrambi di Ermacora.

Celebrato come merita Stefano, due parole su questi produttori e sui vini gustati.

La Cantina dei Produttori di Cormòns (famosa per il suo Vino della Pace: esiste una sterminata letteratura in proposito) è una cooperativa che unisce 167 produttori per oltre 460 ha e circa 2 mln di bottiglie: il suo merito principale è quello di offrire al mercato (70% nazionale)  vini con uno straordinario rapporto qualità/prezzo. Prodotti sempre di qualità almeno media: questa sera mi ha sorpreso la Malvasia 2012 DOC Friuli Isonzo, bianco di eccellente complessità. In linea con quanto mi aspettavo il Friulano Rinascimento 2012 DOC Colli Orientali e il Picolit 2009 DOC Collio.

La Cantina Ermacora Dario e Luciano è una classica azienda a carattere familiare, con una produzione di circa 180.000 bottiglie. Ho trovato di elevatissima qualità il loro Friulano 2012, uno dei migliori da me bevuti, ne producono circa 20.000 bottiglie. Eccellente il Refosco dal Peduncolo rosso 2012 (assai tipico, 6.500 bottiglie)), meno interessante, per me personalmente, il Pignolo 2008 (2.500 bottiglie): ma qui si dovrebbe aprire una lunga discussione perché ci si trova di fronte a un vitigno autoctono da poco ricuperato che, forse, deve ancora trovare la sua giusta via in cantina; questo di Ermacora mi pare un poco troppo orientato a un gusto internazionale che può andare benissimo (il vino è più che buono, intendiamoci), ma che a me piace poco e, comunque, il mio giudizio non fa testo.

Ho chiuso con una magnifica grappa di Dellavalle: un piccolo portento.

Chiudo invece questo breve pezzo ringraziando, come sempre, l’amico Mario Busso che è l’anima irrinunciabile della Guida ai Vini Buoni d’Italia del Touring Club.

https://www.vincenzoreda.it/boca-2007-di-cascina-montalbano/

https://www.vincenzoreda.it/vini-buoni-ditalia-al-vinitaly-2013/

https://www.vincenzoreda.it/a-cena-con-un-friulano-circolo-dei-lettori-5-marzo-2013/

 

Vini friulani ospiti al Ristorante del Circolo dei Lettori

Premesso che sedere ai tavoli del Ristorante del Circolo dei Lettori (Via Bogino, 9 a Torino) è per me sempre un piacere innanzi tutto estetico; che lo chef è il mio amico Stefano Fanti, non abbastanza stimato per quanto vale; che il luogo è non lontanissimo da casa mia e quindi per raggiungerlo mi faccio sempre una gradevole passeggiata. Fatte queste debite premesse, mi occorre precisare che il ristorante – dopo Il Cambio, è senza dubbio il più bello di Torino – è uno scrigno riposto dentro il glorioso Palazzo Graneri della Roccia, costruito verso la fine del XVII secolo dall’architetto Gianfrancesco Baroncelli. L’atrio e lo scalone sono di Guarino Guarini. Questo edificio ospitò il 7 settembre 1706 la festa indetta da Vittorio Amedeo II per salutare la fine dell’assedio della Città da parte dei francesi (durante il quale si ebbe il celebre atto eroico dell’artigliere Pietro Micca).E’ diventato la sede del Circolo dei Lettori dal 2006.

Avevo ricevuto tempo addietro un invito da parte di Mario Busso della guida Vini buoni d’Italia (Touring Club Editore), la cui edizione del 2010 fu illustrata con alcuni miei lavori. Mario è una persona competente e onesta che realizza una delle pochissime guide – che oltretutto tratta soltanto di vini autoctoni – degne di essere prese in considerazione. E poi tutto sommato di vini friulani mi sono sempre occupato poco, anche se uno dei racconti del mio libro Più o meno di vino (Il topino di via del Babuino) tratta proprio di una bottiglia di Schioppettino. Ho accettato l’invito con entusiasmo, conoscendo Mario, apprezzando la cucina di Stefano, e amando il fascino del posto. E’ stata una serata assai gradevole: oltre a tutte le piacevolezze di cui sopra ho parlato, ho avuto modo di conoscere due produttori friulani di grande qualità, comunque peculiari. Sebbene di caratteristiche assai differenti – una piccola realtà dalla qualità eccelsa e una cantina di dimensioni medio-grandi con prodotti comunque eccellenti – ho scoperto vini davvero interessanti, di cui tratterò nel dettaglio in altri articoli destinati sia al mensile HoReCa, sia a questo sito. Cito comunque il Friulano 2010 e il sensazionale Schioppettino di Prepotto 2008 di Denis Pizzulin, la Ribolla Gialla 2010, il Picolit 2009 e il Verduzzo 2009 di Terre Rosazza. La serata è stata organizzata dall‘Ersa del Friuli Venezia Giulia, con la presenza della D.ssa Giovanna Barbieri; occorre, in conclusione, precisare che i vini appartengono alla Doc Colli Orientali del Friuli.

www.pizzulin.com                                       www.terrerosazza.com                                        www.vinibuoni.it