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La Tana del Re, mostra di Vincenzo Reda

Da poco ristrutturato negli arredi e nei colori delle pareti, oggi il ristorante La Tana del Re, in via Virginio, 1 (traversa tra il Teatro Regio e via Po), accoglie circa 25 miei quadri e due installazioni di vino su cristallo esposti nel particolari locali ricavati da un’antico deposito di carbone nei sotterranei secenteschi adiacenti alla via Po.

Gustando cibi del territorio cilentano, Campania meridionale, preparati con materia prima di qualità eccelsa spesso scelta da Presidi Slow Food; bevendo i vini di una carta preparata prestando grande attenzione ai vitigni autoctoni – molti del nostro Sud – si è coccolati in un ambiente di fascino particolare in cui le mie opere, che hanno il vino come materia-soggetto e materia-creazione, aggiungono ulteriori suggestioni, per chi ha la sensibilità di coglierle.

Sono soddisfatto e contento di questa mia esposizione: meglio assai che la solita fredda galleria….

Le opere sono tutte, o quasi, in vendita (il riferimento è Matteo, oppure direttamente questo mio sito).

Nb: la mostra si è conclusa nella primavera del 2013.

http://www.latanadelre.it/ 

In viaggio a La Tana del Re

«Da 500 anni la famiglia Cecere Clemente coltiva viti all’ombra del massiccio del Taburno, ad ovest di Benevento: da Baselice fino ai confini della piana napoletana. Se non è un record poco ci manca. (altro…)

Bruno De Conciliis e i suoi vini a La Tana del Re

Aglianico di grande qualità, annate 2004 e 2005, presentato da un vignaiolo cilentino (siamo nella bassa provincia di Salerno, vicini alle ciclopiche mura greche di Paestum) appassionato di Jazz che chiama Naima il suo Aglianico, in onore di John Coltrane. E Ra, ricordando Sun Ra, un sublime passito di Aglianico che poter bere è stata un’emozione che poche volte capita nella vita: ne fa, quando l’annata lo permette – non sempre – circa 200 litri…pura lirica del vino. Il Selim (anagramma al contrario di Miles, il grande Davis per intendersi) ha aperto le danze: bollicine di particolare acidità, secche assai, per una cuvée di Aglianico, Fiano e Barbera vinificata in bianco e trattata con il metodo Martinotti. Vini accompagnati da cibi preparati con materia prima cilentana con citazione obbligata per i salumi eccellenti e la carne di bufala.

Il tutto in un locale ricavato da cantine di fine seicento sotto il primo isolato, lato sinistro (quello nobile, guardando al Fiume) di Via Po, a dieci metri dal Teatro Regio: un posto caldo, accogliente e aperto fino a tardi, apposta per sfatare il mito che in Torino è impossibile cenare dopo le 22!

Provate la cucina del Cilento e la ottima cantina: si spende una cifra corretta, si mangia e si beve bene, si è trattati con cura e gentilezza. Mica poco! E poi, dove lo trovate un iraniano, Amid, che lavora con uno chef di Cava dei Tirreni?

Ah, dimenticavo: dite che vi mando io.