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Michele Di Carlo, “gustosofo”, insegna a valutare il rum

Il personaggio è ingombrante in tutti i sensi. Ma emana grande umanità e grandi capacità di comunicazione che spande intorno senza presunzione e privo di quel distacco che molti altri sedicenti comunicatori spesse volte ostentano. Il curriculum di Michele Di Carlo parla per lui: consulente della Seagram, consulente di “una nota industria sita in quel di Atlanta (USA) che produce soft drink”, consulente di un sacco di aziende di prestigio, è un grande esperto di superalcolici, ma anche di molte altre faccende che attengono al cibo e alle bevande. Faccende di cui tratta con senso della storia e della cultura: caratteristiche che a me garbano assai. Devo però puntualizzare che il pessimo neologismo “gustosofo”, che Michele spende per definirsi, a me provoca lancinanti dolori giù, in basso….

La serata, presso il ristorante Martinetto (zona San Donato, a Torino; accogliente e di cucina discreta), era dedicata al rum e al nuovo metodo di degustazione, messo a punto con la sua tesi di laurea a Pollenzo, da Alessandro Barbesino. Alessandro, con una ricerca di notevole complessità e con metodo statistico, ha infatti elaborato un sorta di formula matematica che permette di valutare un superalcolico senza possibilità di errore, almeno nelle sue principali caratteristiche organolettiche.

Guidati dalla consumata abilità e esperienza di Michele, abbiamo potuto apprezzare la differenza tra eccellenti rum di 12 e 21 anni e banali rum di tipo commerciale, alcuni anche assai conosciuti e spesse volte stimati oltre i loro evidenti difetti produttivi.

Sovrano della serata è stato il rum cubano (di nascita, ma oggi prodotto a Santo Domingo) Cubaney: di straordinaria morbidezza e complessità, e al naso e al palato. In Italia è importato dalla Distilleria Bonaventura Maschio (Prime Uve) di Gaiarine (TV). Un rum per conoscitori ed esperti. Io personalmente preferisco il Caroni, assai più tosto: ma è una questione di gusti.

La serata è stata di notevole interesse professionale e Michele Di Carlo si è rivelato per davvero un personaggio di grande interesse, oltre che un professionista di livello eccelso. Alessandro è un amico: del suo metodo tratterò appena possibile (si è in una fase di tutela commerciale, dunque di particolare delicatezza).