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Il Lacrima di Morro d’Alba di Marotti Campi

LacrimaHo conosciuto il Lacrima di Morro d’Alba nel 1996, quando andai alla prima edizione di Parco Produce in Ancona. Tornai a Torino con sei bottiglie di Stefano Mancinelli: ero entusiasta dei sentori di questo vino raro, prodotto di un vitigno autoctono molto antico.

Allora non eravamo in molti, fuori dalle Marche, a conoscere e apprezzare il Lacrima. Da quegli anni tutto è cambiato: le aziende iscritte all’albo dei vigneti sono passate da poco più di una trentina a oltre sessanta e gli ettari vitati dai 30 dell’88/89 ai quasi 200 del 2004/5, con una produzione di oltre 12.000 hl: dunque un successo incontestabile, forse un poco eccessivo a mio parere, con alcune etichette non di grande qualità. Ma questo succede sempre quando un vino diventa di moda!

Non conoscevo l’Azienda Marotti Campi, mi sono fidato di Stefania: e ho fatto bene, perché ho avuto l’opportunità di conoscere e bere il Rùbico, un Lacrima con caratteristiche uniche che non avevo mai avuto il piacere di assaggiare  prima d’ora. Bisogna premettere che ci si trova al confronto con una realtà che da almeno un secolo vive e lavora nel comune di Morro (a nord di Ancona, sulla direttrice Jesi-Senigallia), con oltre 100 ha di proprietà di cui più della metà destinati a vigna. Mi hanno spedito tre bottiglie: il Donderè 2005 (50% Petit Verdot, 25% Cabernet Souvignon, 25% Montepulciano), Xyris 2008 (Mosto di Lacrima parzialmente rifermentato con 7% di alcol) e Rùbico 2008.

Io non amo i vini cosidetti internazionali e questo Donderè, pur corretto e di buona qualità, mi ha lasciato indifferente. Altrettanto lo Xyris che è un vino per giovani e per fanciulle di quelle che non si possono definire appassionate di vino: è pur vero che un’azienda deve pensare al bilancio e avere in cantina prodotti che possano toccare target diversi, dunque nulla da dire; io non sono un consumatore che fa testo, ci mancherebbe! E poi ho bevuto questa schioppettata di Rùbico 2008: 13% di alcol e dei tannini da far saltare un morto! Colore intenso che fascia la lingua con un corpo importante e lungo e vinoso.

Mi è piaciuto per davvero tanto. E sulla carta ha lasciato degli antociani blu scuro che nemmeno un Montepulciano di quelli da taglio si sogna! E i lavori sono venuti come si deve, forse con uno dei miei capolavori (ovvio che mi riferisco alle mie personali e poco autorevoli sensazioni…). Gran vino, questo Lacrima di Morro D’Alba Rùbico 2008, Azienda Giovanni e Francesca Marotti Campi.

Appena possibile, pubblicherò i lavori che stanno asciugando.