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L’altro tartufo del Piemonte

Questa ultima pubblicazione di Sagittario Editore (Barolo & Co) è un lavoro di grande interesse che forse mancava nel variegato panorama di editoria cucinaria italiana.

Un libro di 317 pagine per 29 € di prezzo: soldi ben spesi da parte di chi, per passione o per professione, si occupa di civiltà, storia, caratteristiche e preparazioni della cucina italiana.

Coordinato da Elio Archimede, in collaborazione con il Centro Nazionale Studi sul tartufo e l’IPLA Spa (Istituto per le Piante da legno e l’Ambiente della Regione Piemonte) si avvale dei contributi di Cetta Berardo, Mauro Carbone, Mario Palenzona e Sergio Maria Teutonico: figure di professionisti che a vario titolo si occupano di cibo, agraria, comunicazione e marketing del territorio.

I sette capitoli di cui si compone il corpo editoriale esaminano in maniera sempre esaustiva la storia, le caratteristiche tecniche del tubero – ma anche dei suoli, del clima, delle piante, ecc… -, la letteratura, le possibilità di allevamento – con notevoli argomentazioni di tipo economico – il progetto messo in essere per lo sviluppo del “Nero Piemonte”, le potenzialità in cucina e, infine, un intero capitolo dedicato alle ricette per scoprire suggestioni cucinarie impensabili.

L’apparato iconografico è vasto e di grande interesse, con unico appunto: la bella carta avoriata uso mano, ottima per  la lettura dei testi, penalizza non poco la qualità delle riproduzioni delle pur belle immagini. E’ l’unico, piccolo e poco importante appunto che si può muovere a questo lavoro, ripeto, notevole.

Barolo & Co

Venerdì 27 luglio scorso, presso la bella sede dei Vignaioli Piemontesi – via Alba, 15 a CastagnitoGianluigi Biestro (Dir. Editoriale) e Giancarlo Montaldo hanno presentato il primo numero interamente curato dalla nuova squadra di collaboratori e impostato dalla nuova proprietà, nel senso comunque della tradizione di questa testata prestigiosa, fondata da Elio Archimede – a cui va sempre indirizzato un pensiero di particolare stima e simpatia – e giunta oggi al suo XXXII anno.

In sala, oltre a tutti, o quasi, i collaboratori anche personaggi di grande prestigio come Angelo Gaja e Massimo Martinelli (per certi versi anch’essi collaboratori).

La serata ha visto Claudio Rosso e il sottoscritto aggregarsi a una tavolata d’eccezione al ristorante del Belbo da Bardon di San Marzano Oliveto: G. Morino, F. Mussio, la siciliana Marilena Barbera e altri ancora. Chiaro, come dimostra la prateria di calici pieni e i pochi piatti vuoti, che di grande bevuta s’è trattato. E come altrimenti avrebbe potuto essere? A ogni modo, il ristorante è da frequentare con passione: è un gran bel posto in cui si mangia benissimo, si beve altrettanto bene e, soprattutto, ci si sente bene per davvero (ristorantedabardon@alice.it).

Fateci un salto e, se vi fa piacere, dite che vi mando io.

Barolo & Co sposa Vignaioli Piemontesi

Alle 15.30 di sabato 15 marzo (le famose Idi romane, fatali a Gaio Giulio Cesare) si è tenuta la prima riunione editoriale di Barolo & Co, testata storica, con la nuova proprietà: Vignaioli Piemontesi. L’occasione è stata fornita dall’inaugurazione del nuovo spazio – emporio, enoteca, ristorante – aperto in via Alba, 15 a Castagnito (5 minuti da Alba in direzione Asti).

Presenti Elio Archimede – storico editore e Direttore di Barolo & Co – Chiara Castino – sua impareggiabile collaboratrice per pubblicità e marketing – e le nuove figure di riferimento (Gianluigi Biestro, Direttore Editoriale e Giancarlo Montaldo, Direttore della testata) si è riunito il gruppo storico di collaboratori del glorioso trimestrale.

Che dire? Se son rose, fioriranno. E, per parte mia, farò del mio meglio perché sian rose e sappiano fiorire a nuova vita.

Chiosa finale: è stato un vero piacere – e una sottile vena di commozione, peraltro dissimulata con grande classe e un poco di sabaudo pudore – riabbracciare Elio Archimede. A lui, a Chiara e a Andrea Tedaldi non soltanto una caldo abbraccio, fuor di retorica, ma anche tanto affetto, stima e riconoscimento.

Borgogno 11 settembre 2009, a Barolo

Verticale: Barolo 2004, 1998,1982 (il meglio),1978, 1967, 1961 (semplicemente indescrivibile!). Peccato per chi non c’era…..

Presentazione Eataly 22 aprile 2009

Serata magnifica in Sala Punt e Mes di Eataly. La presentazione è stata introdotta dal padrone di casa, Oscar Farinetti, che ha avuto parole di imbarazzante elogio nei miei confronti; il libro gli ha fatto compagnia nel suo ultimo viaggio in Giappone e ha molto apprezzato quanto scritto su Gino Veronelli. E’ intervenuto poi Elio Archimede per elogiare la mia capacità di saper far parlare le persone di cui scrivo. Ho poi ricordato la mostra a Eataly, con il servizio della troupe di Coppola sulla mia scacchiera che, mandato in onda su ItalianAmerican Network, web tv di NY, ha permesso le conseguenti mostre personali negli Usa e poi, indirettamente, la mostra di questi giorni a New Delhi, al Radisson con l’amico Giovanni Leopardi. Ho ringraziato il giornalista di Repubblica Luca Iaccarino che fu l’unico a parlare della mostra a Eataly ed egli ha elogiato la mia flessibilità, la mia capacità di saper cambiare prospettiva e punto di vista. E’ poi intervenuto Giorgio Diaferia che mi ha invitato a parlare di ambiente e del’ “Intervista impossibile” al pianeta Terra, con la particolare posizione che mi vede assai critico nei confronti dei media e del modo di comunicare il rapporto tra l’umanità e l’ambiente. L’editore Walter Martiny ha ricordato l’attività di manager  che ho svolto nella sua casa editrice, oltre 15 anni fa. Ho letto “Il grande bevitore” e “13832322” che il numeroso pubblico ha dimostrato di apprezzare. La serata è finita con l’aperitivo offerto da Astesana con i vini di Castino e Cocchi.