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Cristianesimo – La religione dal cielo vuoto, Umberto Galimberti

«Il nichilismo denunciato da Nietzsche non è allora un evento casuale, un fatto storico che poteva non accadere, ma, come avverte Heidegger, è  “il processo fondamentale della storia dell’Occidente, e l’intera logica di questa storia” (M. Heidegger, Nietzsche, Adelphi, Milano 1994). Per questo l’annuncio nichilista di Nietzsche, connesso all’annuncio della morte di Dio, non è determinato da un’insana mania di profanazione. Nietzsche non è Erostrato che incenerì il tempio di Diana a Efeso per una perversa smania di gloria. Per Nietzsche l’epoca finisce perché non crede più in ciò che l’aveva promossa e per secoli animata. Infatti:

CristianesimoL’uomo moderno crede sperimentalmente ora a questo ora a quel valore, per poi lasciarlo cadere. Il circolo dei valori superati e lasciati cadere è sempre più vasto. Si avverte sempre più il vuoto e la povertà di valore. Il movimento è inarrestabile, sebbene si sia tentato in grande stile di rallentarlo. Alla fine l’uomo osa una critica dei valori in generale; ne riconosce l’origine, conosce abbastanza per non credere più in nessun valore; ecco il pàthos, il nuovo brivido. Quella che racconto è la storia dei prossimi due secoli” (F. Nietzsche, Frammenti postumi, 1887-1888).

Dopo aver svuotato il cielo da quella figura nella sua ambivalenza così inquietante che è il sacro, dopo averla sostituita con la figura più rassicurante di Dio che, come ricorda Gerardus Van der Leeuw “nella religione è arrivato con molto ritardo” (G. Van der Leeuw, Fenomenologia della religione, Boringhieri, 1975), dopo aver fatto scendere Dio dal cielo per parlare d’amore su questa terra, il cristianesimo ha costruito la sua teologia non sul messaggio di Cristo, ma sulla logica e la metafisica platonico-aristotelica, che nel suo crollo ha trascinato con sé anche il dio cristiano. A questo punto il cielo si è fatto e, alzando gli occhi al cielo, altro non è dato scorgere se non il nulla che, come una notte nera e senza stelle, spegne anche lo sguardo. E’ ancora in grado l’Occidente, e il cristianesimo che è la sua anima, di varcare le porte del nulla.

Cristianesimo 1Con questa domanda inquietante finisce questo straordinario libro di Umberto Galimberti. Un libro di oltre 400 pagine che indaga sul significato del Sacro e sulla desacralizzazione che l’Occidente sta vivendo, a vantaggio di una religione – che aveva già cominciato male incarnando la divinità nell’uomo – che s’è ridotta ormai a trattare temi propri dell’etica e dei costumi, in un mondo che vive soltanto in funzione della tecnica, del progresso, del denaro. La ricerca del Senso non attiene alla ragione e il Sacro non va confuso con le faccende profane: il Sacro attiene a ciò che non si sa e che si crede. E, attenzione, anche nelle cose comuni della vita si assiste a una desacralizzazione che non porta da nessuna parte se non verso la mancanza di regole e di rispetto. E, ricordo, anche soltanto svelare un banale backstage significa desacralizzare…

Le parole scritte da Nietzsche oltre un secolo fa sono inaudite e profetiche.

U. Galimberti, Cristianesimo, La religione dal cielo vuoto – pp. 446, 18 € – Feltrinelli Serie Bianca, Milano 2012