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Evviva i fichi d’india!

Io adoro i fichi d’india e questa è la stagione giusta per gustarli, con un buon di bicchiere di vino: che può essere bianco, rosso, secco, dolce, fermo o spumante. Questo frutto ha la straordinaria capacità di sposarsi bene a ogni tipologia di vino, esaltando di volta in volta differenti sapori. Matura sopra una pianta grassa, originaria dell’altopiano messicano (in lingua nahua si chiama nopal); ha attecchito in maniera meravigliosa ne nostro sud, dalla Puglia in giù. E’ il mio frutto preferito: difficile da raccogliere, difficile da sbucciare, ma delizioso in bocca. Dev’essere gustato fresco e, purtroppo, non se ne possono mangiare troppi…..

Maturano i fichi d’india

Io adoro i fichi d’india. E finalmente stanno maturando, qui nel nostro voluttuoso sud. Quest’anno li sto mangiando accompagnandoli con il Nero di Troia e il Bombino Bianco. Una meraviglia! Per queste fotografie ho usato una splendida bouganvillea come sfondo.

Le frutta d’autunno

Abbandonati i mari del rigoglioso nostro amato Sud, abbandonati i suoi pesci, i suoi crostacei, i suoi frutti; abbandonati i sapori forti della macchia mediterranea, i suoi odori penetranti e i colori abbacinanti, ci accoglie il nord delle abitudini e il settembre dei ritorni usati e delle sempre faticose ripartenze incognite. E ci accoglie l’autunno con le sue frutta che amiamo più d’ogni altra stagione: i funghi, reali e porcini; i fichi d’india, l’uva.

Un’insalata di reali crudi – olio delicato (magari ligure o del Garda), un poco di limone e una spolverata di prezzemolo – un bicchiere di Chianti spremuto dall’amico Marco Filippello, un paio di fichi d’india dolcissimi e un grappolo d’uva: cosa chiedere di più alla Vita?….amici sinceri con cui dividere le frutta che la Natura generosa, rispettata da uomini per bene che attendono con passione al loro lavoro antico, ci regala, fuor d’ogni retorica e alla faccia di chi non sa godere delle cose semplici.

Luci e colori del Sud/Colors of the South of Italy

Queste fotografie sono state riprese nella piana pleistocenica  di Mattinatella (Gargano, Puglia) in questo agosto 2010. Ci sono i colori e le luci del nostro fascinoso Sud. Mancano gli odori penetranti della macchia mediterranea, mancano i suoni delle fronde degli ulivi, dei mandorli, del ligustro eccitate dal vento. Però ci sono i verdi cangianti delle piante dei capperi, degli olivi millenari (quello accanto a cui c’è mia moglie Margherita ha un diametro di quasi 4 metri!), dei fichi d’india, degli oleandri; e c’è il fiore – la pianta fiorisce una sola volta durante la sua vita – dell’agave americano che da noi ha attecchito con lo stesso entusiasmo del nopal messicano (il fico d’india). Il mio vuol essere un semplice tributo d’amore verso le terre che amo e da cui sono riamato.